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Storie di un viandante di Tamriel

Discussione in 'The Elder Scrolls IV: Oblivion' iniziata da Van Basten, 4 Aprile 2010.

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  1. Van Basten

    Van Basten Livello 1

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    Raga mettiamo insieme la nostre storie in Oblivion, le scelte i viaggi le mille volte che ci è persi...come in un diario d'avventura ?

    EDIT by D: visto che il topic ha riscontrato un discreto successo da parte dell'utenza, e visto che è anche un'idea carina quella di scrivere le proprie avventure, stikko il topic.
     
  2. poly

    poly Livello 1

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    oramai il mio destino era deciso....ero un umile bosmer imprigionato oramai da parecchio tempo nelle segrete di imperial city ...quando ad un tratto ....TUTTO CAMBIò! mi ritrovai nello spazio astrale cn diverse porte! era evidente che il caso volesse che entrassi in una d esse.... cosi entrai in una porta ....

    mi ritrovai in una cittadina piuttosto accogliente famosa per i suoi vini e per l accoglienza dei suoi cittadini...ero a SKINGRAD. ad un tratto un elfo di nome Gladithr m disse di incontrarlo a mezzanotte dietro la cappella di julianos.....

    quella sera andai all appuntamento ... l elfo m disse che c era un complotto contro di lui e che io dovevo aiutarlo a scoprire chi stesse complottando e cosa;m disse che dovevo cominciare a pedinare delle persone.....una contadina, un contadino e un vignaiolo....m girai e l elfo scomparse nell ombra....

    quella notte la passai pensando a quell elfo cosi misterioso e cosi......STRANO.....

    L indomani mi svegliai d buon ora per pedinare le persone .....ma... una guardia di nome Dion m disse (vedendomi nuovo in città) di stare attento a glathir e che era completamente pazzo...ma orami avevo giurato all elfo d averlo aiutato...

    per i giorni successivi spiai i campagnoli.....ma ognuno sembrava intendo a comptivare l uva piuttosto che escogitare diavolerie contro il pazzo....

    cosi la sera andai dall elfo (come ebbi fatto le sere precendenti, a mezznotte dietro la cappella)le dissi che nessuno lo stava spiando e che poteva stare tranquillo.... un luccichio maligno si accese nei suoi occhi .... e cn stizza m vibrò un diretto che m fece barcollare.. poi un altro e un altro.....l elfo era ormai a un passo dall ammazzarmi... cosi colto dall istinto presi un coltellaccioc he avevo nella bisaccia e fui costretto a porre fine all assurda esistenza del pazzo elfo di nome glathir.....

    che ve ne pare?

    Aggiunto dopo 54 secondi:

    presto ne posto un altra delle mie avvunture eh !!!!( AMOO SCIRVERE STORIELLE DI QUESTO GENERE!!!)
     
    A Beshi piace questo elemento.
  3. Arbaragorn

    Arbaragorn Livello 1

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    Un mago del primo ordine che imprigionato per ventidue anni coglie l'occasione e con una magia appare in sogno all'imperatore e lo asseconda riuscendo a uscire....una volta fuori conduce una ricerca per ritrovare la sua armatura e il suo bastone magico....con essi potrà compiere il destino per cui è nato:

    DISTRUGGERE IL MONDO DEGLI UOMINI

    Nellle rovine di Ondo dopo aver affrontato orchi e troll con l'ultimo sprazzo di vita la vede.....bella e luccihente come giada.....dreadweave...la raccoglie, se la mette, prende la spada e una volta uscito in groppa al suo drago vola verso nord...
     
  4. Beato-Al-Sole

    Beato-Al-Sole Livello 1

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    Un passato... un presente....Un futuro ancora incerto..... Un guerriero!!! Eroe di Daggerfall, Nerevarine Di Vvardenfel e campione di Cyrodiil..Questa è la storia di Beato-Al-Sole...Un eremita solitario, senza un percorso da seguire...Un solo obiettivo..Scoprire chi è veramente.

    Mi ritrovai per l'ennesima volta in una prigione ma sta volta era tutto diverso..Non c'erano piu strani scarafaggi giganti, villaggi fungo e guerrieri armati con corrazze d'insetto.

    I campi erano piu verdi..Il Profumo dei fiori piu intenso, ma c'era molto piu disordine.Tanta confusione.

    Forse prorpio li avrei scoperto chi fossi veramente....

    Forse era quello il luogo dove potei cominciare il mio futuro...

    Avevo una famiglia, scappai da Black Marsh quando ero ancora un Geko. Addestrato dalle Shadow Blade non mi venne difficile scappare dall'accampamento Red Rose...Ma le cose cambiarono..La mia famiglia venne trasferita a Vvardenfel e fu fatta schiava dai Dunmer..Io ero solo...

    Imparai molte cose nei miei viaggi, tecniche di sopravvivenza, conoscenze e feci molte amicizie..

    Ora sono un'eroe..Sono diventato qualcuno...LA gente mi saluta e tutti sanno chi sono...

    Solo io non so chi sono veramente, ma sono sicuro che avrò altre avventure e con il tempo scoprirò anche io chi sono veramente...

    "Questa pagina di diario è stata scritta nella cella di un prigione"

    -Ora Beato-Al-Sole è di nuovo prigioniero e aspetta di sbarcare in una nuova avventura...

    Aspettando The Elder Scroll V <3
     
  5. Bilbo

    Bilbo Livello 1

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    Spero non ti dispiaccia se lascio un commento... anche se ti piace scrivere storie, ricordati che dopo averne scritta una di getto bisogna ricontrollarla più volte per trovarne i punti deboli, gli errori, le incoerenze. Fossi in te, prima di postare un'altra storia, rivedrei questa perché, al di là della sintassi e della punteggiatura un po' scadenti, la storia è un po' pesante e non coinvolge molto il lettore, almeno non me.

    Quando si scrive un racconto, bisogna sì partire da un'idea, da un'ispirazione, in questo caso da una quest in un videogame, ma poi occorre tantissimo labor limae perché diventi davvero una gran storia.

    Aggiunto dopo 30 ore e 32 minuti:

    Ecco la mia versione in rima della fuga dalla prigione imperiale. Non è nulla di particolare ma spero si riveli una lettura piacevole!

    Mi destai così, all'oscuro

    consapevole che al mondo nulla più era sicuro

    ed ecco che udii le risate d'uno scellerato

    che m'accusava da dietro le sbarre d'essere malandato.

    Poi dei passi dall'alto delle scale,

    l'elfo mi disse: "Eccoli, venuti per farti del male";

    erano dei soldati, ed insieme con loro

    v'era un imperator degno d'esser annunciato da un coro.

    "Ti vidi nei miei sogni", furon le sue parole

    che lì a confortarmi furon le sole.

    Poi una guardia trovò un passaggio,

    dissemi "Seguici e del mio ferro avrai un assaggio".

    Ma nel mio cuore sentivo ch'era mio destino

    all'imperator rimaner fino alla morte vicino.

    Un assalto, un gran trambusto, un tonfo e un morto

    nel veder la propria morte l'imperator non ebbe torto.

    "Ho un figlio perduto" fu ciò ch'egli disse morendo

    "trovalo, strappalo dalla vita che sta vivendo".

    Fecesi quindi a me vicino un soldato dalla pelle nera

    "Se necessario, veglierò su questo corpo fino alla fine di quest'era

    ma tu parti, trova quel misterioso erede

    ché la fortuna nel tuo animo risiede".

    Forte d'una chiave e d'una missione

    lasciai quel luogo tetro e nero

    e intonando nell'aura una canzone

    m'avviai ad adempiere al mio destino vero.
     
  6. Cloud Strife

    Cloud Strife Supporter

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    di solito le poesie in rima hanno versetti lunghi 11 sillabe,

    War for your World

    Thirdas, Ultimo seme, 3E443 ore 12.30 a giudicare dall'altezza del sole,

    sono stanco, vorrei dormire ancora un pò.. no... non posso, devo andare.

    Mi alzo dal letto e mi dirigo verso le mie vesti per prepararmi,

    ancora stanco dalla breve dormita mi infilo il farsetto di cuoio, e indosso la corazza.

    Esco dagli alloggi del tempio delle Signore delle Nubi, dove ad aspettarmi, Martin,

    successore del deceduto imperatore Uriel Septim, indossa la sua dorata armatura,

    forgiata dai fabbri reali, contenente lo stesso sangue divino dell'antico Imperatore divenuto Talos.

    Mi avvicino a Martin e con voce impaurita, mi dice:

    Amico mio, è giunta l'ora, vorrei che le truppe fossero guidate....

    dal più fedele dei miei amici. mi hai seguito nelle mie scelte, e hai sempre

    dimostrato di essere affidabile, cedo a te il comando nella nostra ultima battaglia.

    Mi mostrai onorato al sentir quelle parole, e con un sospiro,

    uscii dal tempio e mi diressi, alla città di bruma. gli uomini erano spaventati,

    insieme a me e a Martin, c'erano anche Jauffre, Maestro delle lame,

    e Baurus, fidato membro dell'elite, e mio amico.

    Più mi avvicino alla città di bruma, più la mia corazza, si fa pesante... mi manca il fiato,

    ripensai alle avventure passate, e vidi man mano che avanzavo, vari soldati

    di altre città, accampati in soccorso della bianca città, sempre più agitati e nervosi.

    Portai il messaggio di Martin alla contessa, che senza essere stata insistentemente convinta,

    andò ad incontrarlo alla cappella,

    Lascio il destino di bruma, e la vita dei suoi abitanti, a te, mio imperatore.

    Disse la contessa chinando il capo, d'innanzi all'imperatore,

    La battaglia porterà grande rischio alla città di bruma, se falliremo,

    la città verrà distrutta, e tutto andrà perduto.

    Rispose con voce cupa Martin,

    L'muleto dei Re, va recuperato, per accendere i fuochi del drago, e proteggere,

    ancora una volta, Tamriel dalle oscure fiamme di Oblivion.

    Dopo questa breve conversazione, e dopo una veloce illustrazione dei piani di battaglia,

    iniziò il cammino, verso il luogo, in cui Tamriel, ed il mondo dannato, si sarebbero uniti.

    Thirdas, Ultimo seme, 3E443 ore 15.00,

    La mia corazza, di cui nelle mie avventure ho imparato a conoscere,

    il peso, la durezza, e le piene capacità, ora mi sembra nuova,

    manca poco alla battaglia, mi manca il respiro...

    Un cumulo di roccie si libbra in maniera insolita, e ordinatamente,

    si posizione come a formare un portale, un portale che si era portato con se

    una rossa distesa color sangue nel cielo.

    Sono pronto, la battaglia inizia,

    Con coraggio gli uomini sguainano le spade e mantengono la loro compatta formazione,

    urla di guerra dei capitani dirette ai loro uomini, li incoraggiano a far si, che la bianca neve

    non diventi rossa per il sangue umano...

    Iniziata la battaglia Lord Dremora, Daedroth, Xivilai escono da quell'infernale portale,

    la battaglia è un bagno di sangue.

    Incantesimi di fuoco vengono sparati senza sosta sulle truppe di Chorrol,

    Orde di Dremora assaltano le truppe di Anvil,

    Potenti xivilai evocano mostruose creature contro i coraggiosi soldati di Kvatch,

    Ancora poco, Ancora poco e tutto finirà,

    Un evento atteso per la riuscita del nostro piano, ha luogo nel punto previsto,

    il grande cancello di Oblivion si apre.

    Ecco, è il mio momento...

    Pensai quando lo vidi aprirsi dinnanzi alla nostra armata, e senza esitazione,

    vi entrai, e da li iniziò l'incubo che prtroppo non poteva essere dissolto, se non per mano mia.

    Entrato nel cancello, mi trovai disteso per terra, e alzando lo sguardo verso ciò che mi circondava,

    vidi un infernale macchinario che puntava dritto verso il nostro mondo, capii che il tempo non era

    un lusso che avrei potuto permettermi e mi misi in cammino.

    Mi feci largo verso la grande pietra del sigillo, che ci serviva per aprire il cancello per il paradiso,

    furtivamente evitai il più possibile gli scontri con le potenti creature che vi albergavano,

    scalai fino ad arrivare alla stanza, dove con un'ultimo sforzo, dopo aver incontrato,

    una gruppo di Daedra intenzionati a fermarmi, riuscii ad abbatterli e a recuperare la grande pietra del sigillo

    pochi secondi prima del grande disastro.

    venni teletrasportato fuori con violenza, e mi ritrovai nel luogo della grande battaglia,

    ddove ad aspettarmi, solo Martin, Jauffre e pochi soldati sopravvissuti.

    Ritornando alla grande città riflettei su quante persone valorose avevamo perso in quella

    esasperante e dura battaglia, partimmo in molti...

    Thirdas, Ultimo seme, 3E443 22.00

    Bruma è in festa, si festeggia la vittoria e la salvezza di bruma,

    Fiumi di idromele, e brandy vengono versati dalla gioia....

    Ma io non ho nulla da festeggiare, benchè la

    guerra per me non era altro che cominciata.

    Sono stanco... ho sonno.

    A breve il continuo: Il Paradiso dei Dannati
     
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  7. Beato-Al-Sole

    Beato-Al-Sole Livello 1

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    Sei un grande!!!! Spettacolare!!!
     
  8. Cloud Strife

    Cloud Strife Supporter

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    XD a breve la storia del viaggio verso il paradiso... grazie mille xP

    Aggiunto dopo 11 ore e 44 minuti:

    Piccola storiella Alternativa

    The name of the forgotten

    Morndas, 3 Seme, 3E443 09.30

    La mia vita va avanti. mi guadagno da vivere con il mio piccolo contributo

    alla gilda dei guerrieri, domani dovrò recuperare un amuleto rubato a bruma..

    credo che non sarà una cosa troppo pericolosa.

    Un' altra monotona giornata a Tamriel, il sole non mi illumina più la giornata,

    l'odore dei fiori mi sembra sempre uguale, ma spero in un avvenimento,

    che spezzi questa noia quitidiana... ormai non spero in una nuova avventura...

    Mi dirigo nella città dove un tempo combattei con il mio defunto amico Martin,

    ormai non vengo nemmeno più acclamato come il campione di Tamriel...

    sento un grande rumore di voci che parlano e che rimbombano nelle strette

    strade di bruma, pare che sia successo qualcosa di grosso.....

    Entro nella cappela dove ad aspettarmi vi era un sacerdote che pare,

    avesse commissionato la missione alla gilda dei ladri.

    Faccio parte della gilda dei guerrieri, sono qui ad adempire ai miei doveri,

    mi manda Azzan....

    Dissi al sacerdote annunciandomi con voce ferrea e diretta,

    Mi spiace di avervi convocato senza motivo, puoi avvertire Azzan che la

    nissione verrà posticipata per via di una tagedia, e per i funerali dei sacerdoti di anvil

    Magnifico, ho fatto un viaggio a vuoto, pare che questa giornata venga svuotata più di quanto

    non lo fosse già, devo avvertire Azzan che non ho potuto compiere il contratto per motivi a me sconosciuti.

    Thirdas 3 Seme, 3E443 16.45

    Avvertito Azzan, vengo mandato a casa per una giornata di riposo, le voci girano, e si parla di un profeta,

    che sta vicino alla cappella di anvil, e predica di un certo re elfico di nome Umaril.

    Sono solo follie, mi dirigo alla porta est di anvil dove ad aspettarmi alla scuderia si trovava il mio cavallo,

    passando davanti alla cappela, vidi il profeta, cercai di non ingaggiar discorso, mentre per un momento..

    smise di predicar con la sua speventata voce, si avvicino con sguardo incredulo, e mi rivolse la parola.

    Tu... sei il Campione di Cyrodiil...

    era destino che ti incontrassi

    mi disse il profeta

    Ho smesso di essere il Campione di Cyrodiil quando la gente

    si è dimenticata il mio nome...

    Voltai lo sguardo quando, diresse improvvisamente gli occhi sui miei

    e mi disse

    Il Campione di Cyrodiil è un eroe, che si distingue per le sue

    azioni passate, tu destinato a seguire le traccie dell'antico crociato,

    verrai ricordato per sempre, i menestrelli rcconteranno per sempre la tua storia

    e tessiranno le tue lodi, per i giovani che conosceranno la vera grandezza, nel tuo ricordo

    A quel punto mi mise in tasca un foglietto che al momento

    non lessi, e mi avviai verso il mio cavallo.

    Tornato a casa, annoiato per tutto il tempo libero

    che l'annullamento che il mio contratto aveva provocato,

    decisi di leggere quel foglietto, e vidi una mappa con un'iscrizione,

    La vera storia scoprirai, se il pellegrinaggio completerai,

    La via ti si aprirà, quando il crociato apparirà,

    Non avrei mai pensato che sarei arrivato al punto da credere ad una storia

    di tale fantasia, persino paragonata a quello che mi era successo in passato.

    un defunto re Ayled rinato, e il fantasma di un antico eroe che dovrebbe apparire,

    per guidarmi alla vittoria contro.. Umaril,

    La mia ragione mi disse che questa era una perdita di tempo,

    ma il mio lato avventuriero prese il sopravvento, e intrapresi questa avventura.

    Adesso vedrò che continare questa oppure la stori del paradiso xD

    Aggiunto dopo 23 ore e 39 minuti:

    ok ok ho deciso vado verso il racconto del viaggio in paradiso.

    The Paradise of the damned

    Middas, Ultimo seme 28, 3E443. 11.05

    Oggi è il giorno in cui il rito sarà completo, e forse questa storia finirà..

    sono al tempio delle ave falene, mi sveglio alle 11.00 del mattino,

    ma non mi alzo, penso che potrei non uscire più dal luogo in cui andrò,

    e decido di vedere un ultima volta la grande distesa di bellissima,

    neve bianca, che si vedeva dalle torri di osservazione, essendo un imperiale

    ero abituato a climi meno freddi, e quindi non avevo mai visto, in gioventù,

    uno spettacolo tale, da farmi pensare di essere già in paradiso.

    Purtroppo il Paradiso che mi attendeva era tutt'altro che bellissimo.

    mi diressi verso l'armeria, per prendere alcuni oggetti per il viaggio,

    il mio arco d'ebano, le freccie incantate a me donate dal mio maestro,

    la mia spada donata dal conte di Skingrad e il mio Emblema di Chorrol,

    uno scudo delle antiche tradizioni di Chorrol era portato dai grandi eroi.

    Feci cotrollare la mia corazza per assicurarmi di non andare li a donare la mia vita

    con tanta facilità, così da aiutare i miei nemici a uccidermi, non so se tornerò..

    entro nella sala grande del tempio del Signore delle nubi, e ad aspettarmi Martin,

    che insieme agli spadaccini aveva concluso l'oscuro rito per aprire il portale per il paradiso.

    Senza pensarci due volte, nonostante la mia agitazione, e al senso di terrore che provavo

    al solo avvicinarmi a quel portale mi faceva venir voglia di abbandonare la missione.

    Una volta entrato nel paradiso, detti un'occhiata in giro, e non vidi altro che

    meravigliose distese di prati, foreste bellissime e animali che pascolavano in giro.

    Percorsi il sentiero fatto di bianchi mattoni simili a quelli delle antiche rovine Alyed.

    Dopo aver percorso circa trecento piedi dall'entrata del paradiso di Camoran,

    notai strane cose, vidi animali morti sempre più frequesntemente,

    fino a che non vidi un uomo, gli rivolsi la parola con l'intenzione di farmi guidare

    da Mankar Camoran, egli mi rivolse il suo gelido sguardo, e con voce terrorizzata mi rispose,

    Che senso ha?! cosa vorresti fare?!

    oramai sei destinatomorire per l'eternità e a risorgere in questo posto

    come tutti i dannati che seguirono la causa della Mitica Alba!!

    E io gli risposi

    Voglio sapere dove è Mankar, e forse potrei riuscire a salvarvi...

    A quel punto, i suoi occhi si illuminarono di una forte speranza,

    probabilmente quelle persone non avrebbero meritato il mio aiuto,

    ma non potevo fare finta di non guardare,

    gli richiesi indicazione, e nel momento in cui lui decise di mostrarmi

    la via per il palazzo di Mankar Camoran, un feroce daedroth

    uccise l'uomo e si avvento su di me, dopo un breve combattimento riuscii

    a ucciderlo, incredulo mi chiedevo cosa ci facessero i demoni di Oblivion in quel luogo...

    Man mano che proseguivo, vedevo sempre più dremora, e così capii di essere vicino

    a quel che cercavo, quando ad un tratto, vidi un anziano lord dremora che sorvegliava un ponte,

    cercai di avvicinarmi furtivo a lui, quando mi vide ma senza sguanire la sua spada, mi disse,

    Schifoso mortale, solo i prescelti possono entrare nella caverna degli eletti,

    per oltrepassare la porta necessiti di un paio di bande dell'eletto,

    io potrei cedertele, a una di queste 2 condizioni:

    La prima scelta è quella di inginocchiarti ai miei piedi e compiere il mio incarico,

    la seconda scelta è raccogliere le bande dell'eletto dal mio cadavere,

    ora scegli misero mortale.

    Io non vedevo l'ora che questo incubo finisse, nonostante non fossi a conoscenza della sua

    forza, decisi che la seconda scelta era la più veloce, nonostante comportasse un combattimento

    all'ultimo sangue.. dopotutto non avevo idea di cosa il dremora avrebbe osato chiedermi...

    Mi chiedi se preferisco rischiare di perdere il mio onore, o la mia vita...

    Sguaina la spada Feccia daedrica!

    e dopo un suo sogghigno di soddisfazione, iniziò il duello.

    Il dremora era incredibilmente forte, e ogni suo colpo mi faceva tremare la mano,

    quasi fino a farmi perdere la spada, mi dimostrai all'altezza di combatterlo e dopo

    aver schivato la sua spadata laterale, riscii ad affondare la mia lama nel suo cuore.

    Dopo la morte del dremora, raccolsi le bande dell'eletto dal suo cadavere e le indossai,

    ad un certo punto, si strinsero improvvisamente, e il gancio sembrava fuso dai due lati,

    come per impedirmi di toglierle, ma questo era l'ultimo dei miei problemi.

    mi accorsi che la caverna si presentava come le stesse caverne di oblivion,

    e vidi che tutti gli eletti che vi venivano portati, venivano torturati alla follia,

    decisi di spffermarmi troppo in quel luogo, quando incontrai un volto amico.

    un elfoche mi venne incontro, e in cambio del suo aiuto mi fece promettere che avrei

    ucciso Mankar Camoran in modo che tutti sarebbero stati di nuovo mortali, ma liberi.

    Accettai, ed arrivato alla fine di quel luogo ricoperdo di roccie incandescenti,

    sale di tortura e mostri daedrici, l'elfo che incontrai mi tolse le bande dell'eletto,

    e finalmente riuscii ad uscire dalla caverna, mi trovai di nuovo nel paradiso di Camoran,

    percorrei il breve passaggio che collegava l'uscita della caverna, al palazzo di Mankar.

    dove incontrai i figli di Mankar Camoran, che in precedenza uccisi.

    Mi portarono in un palazzo ben tenuto che pareva costruito dall'antica civiltà Alyed.

    Vi entrai e finalmente incontrai Mankar Camoran,

    Dopo un lungo discorso sulle nostre diverse idee di Dei e Prinicipi daedric,

    mi mostrò l'amuleto dei re, e mi confesso di averlo preso per impedire la protezione

    di Tamriel dalle terre di Oblivion.

    Era il mio momento, non potevo più permettermi di aspettare,

    sguainai la mia spada, e dopo una risata di Mankar, molto velocemente

    mi avvicinai a lui per sferzare un colpo diretto alla sua testa,

    uno strano scudo lo proteggeva, forse il potere che gli conferiva quel luogo

    o magari una sorta di protezione donatagli dall'oscuro Merhunes Dagon...

    la battaglia andava avanti, quando per un momento vidi che le forse di Mankar

    diminuivano, allora senza pensarci due volte afferrai l'arco che impugnava il figlio,

    presi una delle mie freccie e la scagliai dritta verso il cuore prendendolo in pieno.

    mi affrettai a recuperare l'amuleto dei re dal cadavere di Mankar...

    feci appena in tempo a toccarlo con un dito, quando venni violentemente scaraventato fuori dal paradiso

    trovandomi così alla grande sala del tempio del Signore delle nubi.

    Martin quando mi vide aveva le lacrime agli occhi, quando gli diedi l' amuleto

    il suo viso si illuminò di gioia, con fretta mi condusse verso lentrata del tempio

    dove ad aspettarmi vi erano l'intero ordine delle lame che mi llodava

    e applaudiva per le mi eroiche gesta.

    Amico mio riposa, te lo sei meitato, domani andremo alla città impriale

    per farmi nominare nuovo imperatore, e accendere i fuochi di drago

    mi disse Martin con uno sguardo orgoglioso,

    e io risposi

    Non c'è nlla che vorrei fare di più al mondo mio Imperatore.

    Un'altra giornata era finita, io ero stanco, e felice poichè sapevo che quel giorno

    sarebbe stato l'ultimo giorno in cui Tamriel avrebbe rischiato la distruzione.

    A breve "Merhunes il Distruttore"
     
  9. Arbaragorn

    Arbaragorn Livello 1

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    Un giorno nella foresta a nord est di bruma....

    Dopo un intera settimana di viaggio da Bravil ero finalmente giunto a bruma..

    Non avevo incontrato poi così tanti animali selvaggi o banditi..dopotutto ero arrivato li sano e salvo da solo, con la mia veste da ramingo per nn svelare il mio segreto....

    A un certo punto poche miglia prima della città vedo un arco teso spuntare da dietro un albero, imbraccio il mio e scocco una freccia che trafigge l'uomo a morte..

    Mi accorgo solo dopo di aver ucciso un guardiaboschi...

    inizio a correre via dalla strada..ma poi ripenso: "nn mi ha visto nessuno" allora riparto verso la città..entro, e alloggio in una locanda, bevo una pinta e poi mi ritiro nella mia stanza.

    Poco prima di addormentarmi mi ricordo che dovevo trovare un vampiro a quell'ora fuori dalla città in una fattoria..

    Riparto, saranno state le 10, e dopo pochi minuti giungo li...la porta era spalancata, la luce spenta, e lui steso a terra, nn mi scompongo per il cadavere: un mago oscuro del primo ordine nn ha amici terreni, sguaino la mia spada di ferro e faccio un passo avanti:

    Quattro enormi orchi di montagna spuntano da dietro la casa, lancio una palla di fuoco a uno di essi uccidendolo, faccio cadere un altro con la mia spada avvelenata e lo trafiggo e dopo poco più di due minuti combattimento trafiggo gli altri due..un goblin mi lancia una freccia in un braccio a pochi metri di distanza dietro di me, mi giro, e lo incenerisco..

    Sanguinante, mi ritiro nella foresta e vado in un posto di mia conoscenza, mi siedo sul mio sgabello portatile, mi curo con la magia, accendo un fuoco mangio e fumo la mia pipa...

    Addormentandomi nella tenda ripenso a quelle maledette 10 monete spese alla locanda...
     
  10. King Dummer

    King Dummer Livello 1

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    mmm...stavo riflettendo sul tuo racconto Cloud. E' scritto molto bene, anche se alcuni passaggi "stonano" con la trama. ES:"...feci controllare la corazza per non andare LI...", potevi usare "per non andare il quel luogo...". Comunque non prendere il mio commento come una critica, non saprei fare di meglio. Grande!!! [smilie=icon_2thumbs.gif]
     
  11. Cloud Strife

    Cloud Strife Supporter

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    grazie mille (prendo il tuo commento per quello che è: una piccola critica costruttiva, ora lo modifico) e grazie [smilie=icon_klatsch.gif]

    Aggiunto dopo 2 minuti:

    ecco la ho corretta, ho aggiunto a piccolissima componente ironica [smilie=icon_group3g.gif]
     
  12. Van Basten

    Van Basten Livello 1

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    Ragazzi non ci avrei scomesso niente su questo topic..complimenti a tutti!!!!
     
  13. Oblivionatore

    Oblivionatore Livello 1

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    inizio a scrivere anche io!! (un post ogni tanto,si intende)

    (questa è l'unica pagina del diario pervenuta dalla prigione imperiale)

    Middas, 28 ,ultimo seme

    Respiro di nuovo l'aria pura della libertà. non mi importa un gran che della morte dell'imperatore: sono libero. quando faccio per recarmi alla mia casa a skingrad scopro che è stata invasa e messa in vendita da quel dannato conte. potrei svelare a tutti la sua identità, ma non lo farò, mi vendicherò in modo peggiore. un giorno, accadra...

    Continua...

    -Oblivionatore

    (il resto della storia proviene dai racconti popolari sulla leggenda di springeld jack)

    Aveva passato la notte in quella sporca e disgustosa locanda. il proprietario soddisfatto aveva intascato le sue monete ed aveva taciuto sorridendo evidentemente divertito dalla sua condizione: sporco, sudicio. era ciò che poteva essere un anima uscita dalla prigione. nulla di più: un anima. un corpo triste e desolato in quel mondo pieno di vitalità. nonostante il vampirismo fosse duro da sopportare, ci aveva fatto l'abitudine. ma ora era tutto diverso. dopo aver visto la morte dell'imperatore, dopo aver rivisto la luce dopo 300 anni, tutto era diverso. era cambiato. non era più lo stesso. doveva pagare per i suoi peccati. sarebbe diventato fratello Springeld. un monaco. avrebbe radicalmente cambiato la sua vita, per sempre...

    Continua...

    -Oblivionatore
     
  14. Maurras

    Maurras Wanna be Elf , but proud to be Hobbit ! ;)

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    Carino questo topic !

    Mi butto anch'io :D

    [ Quella sera avevo decisamente osato troppo, vuoi per il cattivo umore

    vuoi per la complicità di un bicchierino in più...

    avevo pestato i piedi alla persona sbagliata e come ricompensa fui sbattuto al fresco

    a schiarirmi le idee... e solo gli dei sanno quanto tempo sarebbe occorso a

    quel disgraziato di un conte prima che decidesse di tirarmici fuori !

    Quando con mio grandissimo stupore vidi arrivare la figura di Uriel VII in persona

    avevo ancora addosso i postumi della sbornia e non ricordavo nemmeno come fossi

    finito in gattabuia e la stessa immagine dell'imperatore credevo fosse un sogno...

    Ma nei pochi istanti successivi compresi che in realtà era tutto vero e la libertà

    era a pochi passi da dove stavo, l'unica cosa da fare era

    seguire il nostro sovrano con la sua scorta armata.

    Inizialmente le guardie mi erano ostili e mi avrebbero facilmente infilzato con le loro lame,

    ma l'imperatore disse loro di lasciarmi andare.

    Parlò anche a me dicendomi di avermi visto addirittura nei suoi sogni !

    E meno male che ero io quello alticcio...

    solo poi scoprì invece che quello non era un sovrano come tutti e che davvero

    egli aveva doni particolari...

    Ad ogni modo mi disse che io ero l'unica persona in grado di modificare il destino

    dell'impero e di molti dei suoi cittadini...

    Fu molto triste vederlo morire sotto i colpi di quei criminali... un uomo del genere

    meritava una morte migliore di quella !

    Poche ore dopo aver strisciato nel buio delle fogne, dove ebbi alcuni diverbi con

    un piccolo gruppo di goblin ora non più in attività ero nuovamente un uomo (di fa per dire) libero.

    In realtà sono un mezzo uomo e mezzo elfo... a dire il vero non so molto di razze

    ma ho sempre creduto che noi Bretoni deriviamo da un antico e ben riuscito incrocio

    delle altre due razze !

    Un po per evitare problemi, un po perchè avevo un gran bisogno di iniziare da capo

    la mia vita decisi di usare un nome falso e cambiare un po il mio aspetto...

    Non sarei più stato il legionario orgoglioso e mal pagato di un tempo.

    Ma un tuttofare dalla mentalità elastica ed adattibile.

    Non sapevo a quale futuro andavo incontro... forse mi sarei anche sporcato le mani...

    Tuttavia di una cosa ero certo: l'imperatore mi aveva salvato la vita in tuttii i sensi

    e adesso andava vendicato !

    Era finalmente arrivata l'ora di lucidare la mia spada ed aprire i vecchi testi di magia... ]

    E questo è tutto.

    Spero di non avervi annoiato troppo :(
     
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  15. Mark_Shaw

    Mark_Shaw Livello 1

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    Vi posto il racconto di una mia semplice avventura;ancora dovevo iniziare a giocare bene e non sapevo che i portali di oblivion si sarebbero aperti per tutta la provincia! ma basta chiacchiere:vi posto la storia.

    Era sera. Una di quelle sere che Mark amava trascorrere alla locanda “Cattivo Auspicio”, a Ovest della valle di Nibenay, sulla strada che congiungeva Chorrol a Bravil, la Green Road. La locanda gli ricordava il rito d’iniziazione cui dovette sottoporsi per entrare nella Confraternita Oscura, la sua amata famiglia. Per entrarvi, difatti, dovette assassinare Rufio, un anziano signore la cui morbida gola lo attendeva in una delle stanza, dormiente.

    Ah, bei tempi quelli pensò Mark. Ormai non era nemmeno più agli ordini del suo fedele fratello, Vicente. No. Lo aveva ucciso. Doveva purificare il santuario. E come Vicente, uccise tutti gli altri. I suoi fratelli e le sue sorelle. Ma doveva farlo. Era stato ordine della madre notte, che tramite l’Uditore gli aveva ordinato la purificazione. Sì perche c’era una spia, un traditore. E chiunque esso fosse, aveva assaggiato la lama di Mark Shaw. E prima di sventrare anche l’ultimo dei suoi fratelli gridò un ultima volta “In nome di Sithis, nostro padre temibile!”. Ora era direttamente agli ordini del suo Oratore, Lucien Lachance. Ma non quella sera. Quella sera non era un assassino. Quella sera era diversa. C’era qualcosa nell’aria, sebbene non sapesse dire cosa. E mentre buttava giù dell’ottimo idromele al calore del camino, urtò una donna. Dopo le scuse questa gli parlò di un misterioso “ladro di patate” che le aveva portato via le patate giganti, ingrediente base di quello che essa definiva il “famoso pane di patate di S’jirra”. La donna era così disperata che Mark decise di aiutarla subito. Ovviamente non per altruismo, bensì per la ricca ricompensa promessa dalla donna. Così, un po’ per rompere la noia della monotonia di quella serata, un po’ per procurarsi qualcosa per pagare vitto e alloggio per altro tempo decise di sbrigarsi e, con il favore delle tenebre, addentrarsi nella foresta alla ricerca del famigerato ladro. Ovviamente non con quella sciocchezzuola di corazza di cuoio che indossava; nella foresta non si sa mai cosa si può incontrare... così corse nella sua camera ed aprì lo scrigno in cui teneva le armi e le armature più pregiate. Ne tirò fuori la sua armatura d’ebano e la celeberrima spada daedrica. Difatti quella lama, così potente e minacciosa, non aveva compiuto solo omicidi. Aveva anche aiutato molte persone (ovviamente dietro lauto compenso) e chiuso il cancello di Oblivion apertosi a Kvatch. E la terrificante lama daedrica divenne famosa. Indossato il tutto uscì dalla stanza e si diresse verso la porta d’ingresso, sotto gli occhi ammirati della gente. Quando uscì, mirando il cielo tinto di rosso, ebbe però il presentimento che la minaccia più grave che avrebbe dovuto affrontare quella sera non sarebbe stato un comune.

    E avvicinandosi al cancelletto d’entrata della locanda riuscì soltanto a sibilare qualche parola: Sithis, padre, dammi la forza…



    Non è niente di particolare (non sicuramente paragonabile a quella postata da cloud [smilie=icon_winkgrin.gif] ) però avevo piacere a condividerla con voi. Spera piaccia!
     
  16. Darkan85

    Darkan85 Livello 1

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    Mi sa che ricominciandolo con tutti i mod forniti da questo sito, farò un bel AAR!

    A presto quindi!
     
  17. edward-vlad

    edward-vlad Ex staff Ex staff

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    A Skyrim's tale

    Freddo. Era tutto ciò a cui riusciva a pensare. Gli penetrava attraverso gli strati di pelliccia, il farsetto imbottito, gli si insinuava nelle osssa. Scacciava ogni pensiero, il freddo. Era come lo skooma. E, come esso, poteva uccidere. Ma era arrivato fin lì, e di sicuro non si sarebbe tirato indietro per il freddo. Ogni tanto il fuoco emetteva un sommesso e flebile crepitio, come se anche lui avesse paura di disturbare l'innaturale atmosfera di quel luogo. La Gola del Mondo. Si diceva fossero necessari settemila passi esatti per scalarla. Il primo a compierli era stato Tiber Septim, uno dei più grandi imperatori che il regno avesse mai avuto. Il Drago del Nord, era chiamato. Aveva lottato per unificare Tamriel, e aveva dato vita al Terzo Impero. Aveva portato il regno nella Terza Era, cominciata con l'unificazione di tutte le province, avvenuta l'anno successivo all' 896 della Seconda Era. Si era guadagnato il suo posto in cielo, col nome di Talos, il Nono Divino. Ma un'altro Imperatore aveva imitato le sue gesta. Martin Septim, ultimo della dinastia stessa, aveva donato la sua vita per l' Impero. Aveva governato nel periodo della crisi di Oblivion, quando i piani avevano riversato tutta la loro crudeltà e distruzione nella provincia imperiale di Cyrodiil, cuore dell'Impero. Infine, era asceso, trasformandosi in Akathos, il drago, e sconfiggendo Mehrunes Dagon stesso. A causa del suo sacrificio è stato ed è tuttora definito da molti il più grande Imperatore di Tamriel. A suo fianco aveva combattuto l'Eroe di Oblivion, campione di Cyrodiil, eroe di Kvatch, il Divino Crociato, Principe della Follia delle Shivering Isles. Si diceva che la sua abilità fosse pari solo al suo coraggio e al suo onore. Aveva chiuso ogni cancello di Oblivion apparso in Cyrodiil, ucciso Mankar Camoran stesso, il capo della Mitica Alba, il culto devoto al Principe della Distruzione Mehrunes Dagon, facendo del suo paradiso la sua tomba. Amico fidato di Martin, gli era stato vicino fino alla fine, ed era stato l'ultimo a vederlo vivo. L'impero è tuttora governato dal Consiglio degli Elder, che detenie il potere in mancanza di un Imperatore...

    ... un rumore lo riportò alla realtà... ma non fu quello a spaventarlo, bensì le ombre proiettate dal fuoco... che parevano simili a draghi ruggenti. Era solo la sua immaginazione, si ripetè ancora una volta... ma ormai faticava a crederlo... troppi segni... e troppi sogni. Gli incubi lo tormentavano da settimane: immagini confuse, di morte, distruzione...e fuoco. Villaggi in fiamme, mucchi di cadaveri carbonizzati, parole di una lingua incomprensibile. E creature alate. Draghi. Ma non poteva essere niente, si disse. Quei mostri erano scomparsi ormai da un tempo immemorabile. E poi la spada. Giorni prima, aveva deciso di recarsi a visitare la tomba di suo padre: un grande sarcofago di pietra, situato nella foresta vicino a Whiterun, ai piedi dell' enorme, minacciosa montagna. Si era recato là a piedi, in quanto la foresta distava solo poche miglia dal suo villaggio. Quella tomba era sempre stata un mistero per lui. Il corpo di suo padre vi era stato deposto da un suo caro amico, Hamis il fabbro, sepoltura a cui nessuno aveva assistito.

    Era inverno, e la foresta era ammantata di neve fresca, oltre a essere coperta da una leggera nebbia. Strane leggende circolavano su quel luogo... di spettri irrequieti, strani rumori, luci, ombre... e lupi. Ma a lui non era mai accaduto niente di insolito nell'attraversarla. Solo una volta, con la nebbia più fitta del solito, aveva pensato di scorgere una grossa figura. Un orso, aveva subito pensato. Oppure un troll. Ma i troll si tenevano lontani dalle strade, specialmente d' inverno, quando si riparavano nelle loro oscure tane nella roccia. Ma quella figura, pensò, era troppo veloce per essere un orso, e di sicuro non aveva la stessa andatura caracollante di un troll, la quale è molto simile a quella di una grossa scimmia o di un gorilla. Non se ne curò più di tanto, in quanto montava il suo veloce cavallo, ed era anche bene armato. Finchè non scorse in lontananza nel centro della strada, alla luce della luna, quella che gli parve una grossa figura china su di una altra, più piccola, distesa e inerte. Fece per spronare la sua giumenta, ma la luna sparì dietro ad una nuvola, per riapparire un attimo dopo. In quell'attimo le due figure erano sparite. Si avvicinò allora al punto dell'avvistamento, ma trovò solo una porzione di terreno scosso; non si riusciva a distinguere nient'altro. La notte lo aveva colto alla sprovvista, e non aveva con se una torcia, perciò lasciò perdere e continuò il suo viaggio, che si rivelò molto tranquillo. Si disse che la sua immaginazione doveva avergli giocato un brutto scherzo... d'altronde era tardi, ed era stanco per il viaggio.

    Ma torniamo a quel giorno in cui visitò la tomba di suo padre: notò da subito che c'era qualcosa che non andava. Una doppia fila di orme era impressa nella neve; una fila si dirigeva verso il sepolcro di pietra. Si diresse di corsa verso la sepoltura, e constatò che ciò che era successo doveva essere opera di qualche tombarolo. Ma nel bosco? Quale tombarolo si sarebbe mai diretto nel bosco? Si avvicinò di più. Il coperchio era stato completamente rovesciato; sulla parte che adesso era visibile si leggeva una strana incisione: ogni runa era composta da tre segni, ed erano in tutto sette. Era un linguaggio a lui ignoto e incomprensibile. Aveva sempre creduto che l'unica iscrizione presente su quello spoglio sarcofago fosse "Rikard Wallas", il nome di suo padre... ma si sbagliava. In seguito avrebbe scoperto che c'erano molte cose che lui, Eddard Wallas, non conosceva sul conto di suo padre. Il fondo del sepolcro era completamento oscuro, perciò accese una torcia, la sua ultima. E lo sgomento superò qualsiasi altra emozione.

    Una rampa di scale scendeva nel buio, nella profonda oscurità del sottosuolo. Percorse le scale, ed arrivò ad un muro di pietra, che terminava il tunnel. Qui vedeva che le impronte causate dalla neve presente sugli stivali del profanatore tornavano indietro. E capiva anche il perchè. Il tunnel terminava in quel punto. Il muro era regolare... tranne per una lieve cavità a forma di mano. Di istinto Eddard posò la sua mano, che combaciava perfettamente con la cavità, ed una luce ancestrale scaturì da dietro il muro, che si mosse appena e cominciò a rientrare nella parete.

    ---------------------

    A presto il continuo

    Aggiunto dopo 21 ore e 35 minuti:

    ...quando entrò nella stanza, lo stesso globo di luce illuminò le pareti: era incise con gli stessi strani simboli trovati sul sepolcro di suo padre... ma erano molti di più: interi muri completamente ricoperti. La luce andò quindi a fluttuare sopra quello che pareva un sarcofago di pietra: era magnificamente scolpito, la forma di un uomo con una spada tra le mani. Quella, si disse, quella era la vera tomba di suo padre. Si avvicinò ancora. Osservando bene, notò che la spada non era scolpita, bensì vera. Era comunque in qualche modo tra le fredde mani dell'uomo di pietra. Era irraggiungibile. E poi la vide.

    Era proprio su quella sepoltura. Un'altra di quelle incisioni a forma di mano. E, quando ce la appoggiò sopra, combaciava di nuovo alla perfezione. Improvvisamente, le rune sulle pareti si illuminarono della stessa luce azzurra, e le mani dell'altorilievo di forma umana lasciarono la presa sulla spada. Era meravigliosa: l' impugnatura e la guardia erano entrambe fatte di un materiale simile alla pietra, ma molto più leggero, ed erano decorate con le stesse identiche rune della tomba. Ma era la lama ad essere veramente unica: di uno strano metallo scuro, aveva minuscoli capillari dalle sfumature del colore del fuoco; come se fosse stata forgiata con quest'ultimo al suo interno. Dopo averla osservata bene la impugnò, testandone la leggerezza e l'equilibrio; era bilanciata in modo impressionante, e veloce come nessun'altra spada. La stava ancora guardando ammirato, quando tutto diventò buio. E poi si ritrovò in cielo. Era sospeso ad una altezza incredibile, e non poteva muoversi. Sotto di se poteva vedere tutta Tamriel. Quando dal nulla apparve il fantasma di suo padre. Indossava un'armatura di fattura più che pregevole, ed un lungo mantello.

    disse

    Prima di scomparire, Eddard pensò di udire una parola. Era una lingua a lui sconosciuta.

    Dovahkiin

    E poi cominciò a cadere. E tutto diventò buio...

    -----------------------

    continua...
     
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  18. salvatorex69

    salvatorex69 Livello 1

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    Era una notte fredda come non se vedevano da anni nella cittadina di Skingrad. Un umile contadino stava rientrando a casa dopo una lunga giornata lavorativa, però nella strada del ritorno l'uomo non si accorse di essere pedinato, non distante da casa l'uomo si accorse di un'ombra dietro un cespuglio, non fece in tempo a girarsi che si ritrovò con un coltello conficcato nella gola. Tre ore dopo la famiglia del contadino era molto preoccupata, mandarono Singfried il figlio del contadino a cercare il padre. Il ragazzo giunse fino all'appezzamento di terreno posseduto dal padre e la scena che si ritrovò davanti era a dir poco raccapricciante: Il corpo mutilato del padre giaceva appeso per il collo su di un albero, sul suo petto era stato inciso un simbolo alquanto strano: si trattava di una stella a 6 punte con dentro un occhio.

    Il ragazzo raccapricciato dalla scena scappa via...mentre scappa si accorge che qualcuno lo insegue...il ragazzo corre più veloce che può ma l'inseguitore lo raggiunge il ragazzo si gira e tutto diventa nero.

    Singfierd si sveglia sul letto di casa sua con un senso di rabbia enorme. Allora si alza va in cucina afferra un coltello e procede verso la stanza da letto dei genitori, ritrova sua madre piange abbracciata a sua sorella. La madre vedendolo le si avvicina e Sigfried pieno di rabbia afferra la madre e le taglia la gola. La sorella spaventata cerca di scappare ma Singfried la afferra e se la porta a letto. Poi la lascia andare. La stessa notte singfried riceve una visita da una figura incappucciata, quest'ultimo spiega al ragazzo che lui fa parte della confraternita oscura di Belzeboss. Il loro scopo è letteralmente distruggere ciò che di buono è rimasto al mondo, e poi evocare Belzeboss per dominare il mondo. Singfried era il prescelto. Nel corso degli ultimi 10 anni Singfried andò in giro per tutta Tamriel per uccidere in modo brutale molte persone, e imprigionare la loro anima dentro una gemma dell'anima per poi usarle per evocare Belzeboss. La gemma dell'anima era piena era giunto il momento di evocare Belzeboss. Singfried si recò al luogo dell'evocazione insieme a tutta la confraternita ma durante questa evocazione qualcosa andò storto, Il demone che possedeva singfried morì all'improvviso e insieme a lui Singfried, la sua anima si imprigionò nella gemma facendola scomparire. L'anima del demone cercava un'altro corpo che avesse affinità con Singfried, e l'unico corpo in cui scorresse il sangue di Singfried era quello di Jaques, il figlio che ebbe Singfried con sua sorella in quella pazza notte. Il demone entrò nel corpo di Jaques e le anime delle persone innocenti rimasero incastrate nella gemma dell'anima, che adesso si trovava in qualche posto sperduto di tutta Tamriel. Il bambino si sollevò in volo e si mise a pronunciare una strana profezia, tutto d'un tratto il cielo si fece scuro e la terra venne invasa da demoni assetati di sangue. L'unico modo per contrastarli era liberare le anime degli innocenti che si sarebbero riversate contro ogni demone della terra...
     
  19. Cloud Strife

    Cloud Strife Supporter

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    The end of a Hero

    Thirdas, Ultimo seme, 3E443 ore 20.49

    Ho appena terminato il mio ultimo incontro nell'arena..

    mai ho pensato che sarei arrivato a tal punto in questa sanguinosa impresa...

    per la prima volta Owin mi ha detto di essere fiero di me..

    E' quasi ironico considerando l'odio e il disprezzo che provava

    la prima volta che mi vide varcare le porte del sanguedotto...

    Domani mi aspetta il mio ultimo combattimento...

    l'ultimo prima del titolo da campione..

    dovrò sfidare tre nemici insieme.. non lo voglio fare

    non sopporterò oltre di uccidere persone

    solo per il gusto di ricconi annoiati... li odio..

    e odio uccidere..

    Fridas, Ultimo seme, 3E443 ore 7.30

    Owin mi ha svegliato con una secchiata di acqua gelida in pieno volto...

    è la prima volta che è tanto gentile.. a modo suo mi dimostra il suo affetto.

    ma non voglio... non voglio combattere oggi..

    no.. devo farlo..

    Mi alzo e mi dirigo verso il cancello dentro al quale troverò

    il corridoio che mi condurrà all'Arena.

    Con me la mia vecchia spada Spirito, il mio scudo di mithril

    e la mia armatura leggera da eroe dell'arena..

    i ricordi riaffiorano ai primi tempi in cui varcai questa porta..

    miseri incontri per pochi miseri septim...

    costretto a spezzare vite di persone che come me..

    tentavano di sopravvivere rischiando la vita.. era o me.. o loro.

    Entro nell'arena e un boato mi accoglie, guardo gli spalti pieni di persone

    che urlavano il mio nome a gran voce.. mi da un pò di coraggio..

    Attraverso l'arena vedo i miei sfidanti, una Nord scorbutica con cui

    non sono mai stato in buoni rapporti, come al solito vestita con la sua

    armatura pesante e ascia... un'arciera vestita di armatura leggera

    e con un'arco di media fattura... probabilmente un regalo del suo insegnante...

    il suo fodero emanava un'aura simile a quella che emanano gli oggetti congelati,

    il cui mi fa dedurre che avesse delle freccie magiche di attributo gelo, e infine

    una ladruncola di basso rango, era una argoniana con armatura leggera

    e un pugnale che grondava un veleno.. una combinazione davvero intelligente

    contro un combattente di basso rango... Lei in particolare attirò la mia attenzione.. aveva

    la mia stessa espressione.. quella di una persona che non vuole uccidere

    ma costreta a farlo.. costei portava un'anello di rame al dito

    e una collana di conchiglie portafortuna fatta sicuramente da dei bambini come regalo alla propria madre... sposata e con dei figli...

    cosa mi sono ridotto a fare per guadagnare dei soldi...

    perchè io so solo combattere... questo è forse il mio destino?

    devo essere un'assassino venerato dal popolo solo perchè

    gli dei mi hanno donato l'abilità in combattimento?

    odio uccidere...

    Comincio a sudare, la divisa... la sento stretta... mi.. mi manca il respiro...

    mi sento soffocare... quando ad un certo punto.. sento un rumore...

    li per li non mi resi conto di cosa stesse succedendo..

    Sentendomi così male per la situazione non mi accorsi che le sbarre

    erano già state abbassate e che il duello era cominciato, il rumore

    che sentii era come un fischio finito con un'altro rumore simile

    al metallo contro la pietra, mi girai e vidi una freccia infilata nella porta alle mie spalle,

    mi sfiorò di pochissimi centimetri... non posso fermarmi adesso..

    non sono pronto per morire...

    Tiro fuori la spada dal fodero e mi lancio contro l'arciere

    per un combattimento contro un'arciere è importante stargli vicino

    e muoversi molto. sfrutto i pilastri di pietra dell'arena per pararmi dalle freccie

    mentre con la spada respingo i colpi della campionessa..

    schivo un fendente.. mi abbasso e le infilo la spada tra le costole, nella parte

    morbida dell'armatura.

    stranamente la argoniana sta lontana... si rifiuta di combattere...

    come se fosse perplessa... come se non volesse uccidermi.. ma costretta da qualcosa

    tenta in continuazione di farsi coraggio...

    L'arciera non smette di scoccare freccie incantate,

    ho poco tempo per contrattaccare tra una freccia e l'altra..

    ho contato 13 freccie per il momento... gliene restano 3...

    Faccio finta di uscire dal nascondiglio del palo da destra,

    ella mi scaglia una freccia diretta sul volto, ma mi manca..

    balzo fuori e scatto per attaccarla prima che possa scoccarne un'altra,

    ma lei è brava, tira fuori una freccia con una velocità spaventosa e

    la scocca prendendomi la coscia destra...

    Molto impedito schivo l'ultima freccia con una capriola verso di lei,

    lasciando cadere la mia spada, è troppo tardi per preoccuparmene..

    non posso tornare indietro ora. avendo finito le dreccie lei tira fuori

    un coltello dalla cinta e tenta di accoltellarmi con un'affondo da principiante,

    semplicissimo da schivare, con un colpo di polso le colpii il diaframma

    e le strappai il pugnale dalla mano, senza pensarci due volte

    glielo infilai nella tempia...

    non era ancora finita... la prima regola dell'arena era

    solo uno uscirà vivo...

    e non ero ancora solo...

    Mi girai e vidi una donna spaventata... che ne aprofitto in un momento di

    disattenzione, per attaccarmi... essendo io un maestro d'armi e lei

    una comunissima casalinga con in mano un pugnale avvelenato,

    schivai facilmente il colpo e con il coltello dell'arciera le recisi la gola...

    è finita.. non dovrò più uccidere delle persone...

    Morndas, Ultimo seme, 3E443 ore 7.45

    Oggi inizia la mia carriera da campione, dovrò solo sfidare mostri

    selvatici radunati e portati in arena perchè io vi possa combattere..

    mi diressi verso la donna che avrebbe dovuto organizzare i miei

    futuri incontri e quando le parlai... mi disse che avevo ancora un incontro da disputare..

    il titolo da gran campione mi aspettava... e dovevo combattere contro il grande campione..

    andai a parlare con colui che chiamavano il Principe Grigio,

    e con una faccia disperata prima che potessi chiedergli di disputare un'incontro

    per il titolo... mi chiese di trovare un libro che avrebbe dimostrato

    che lui era effettivamente un principe..

    si... lo voglio fare.. voglio aiutarlo prima di combattere con lui... non voglio

    che combatta con me e che sappia di poter morire con dei rimpianti...

    Thirdas, Ultimo seme, 3E443 ore 14.54

    Non posso crederci... non posso crederci che dovrò combattere

    contro una persona a cui dovrò prima distruggere ogni speranza...

    non posso farlo.. non voglio uccidere più.. perchè...

    non posso più uccidere.

    ore 17.22

    "Amico mio... ti ringrazio di avermi portato questo libro..

    io... io lo apprezzo.. nonostante quello che vi è scritto... grazie....

    non.. non ho ragione di vivere.. nell'arena ti punterò la spada contro

    e mi volterò per salutare il pubblico... ti prego.. uccidimi.. non voglio più vivere...

    non da sporco orco vampiro quale sono...

    non smettevo di pensare a quelle parole... non potevo uccidere

    un'uomo distrutto... era come uccidere un bambino... io sono stanco di uccidere..

    non lo voglio più fare... sono solo un'assassino...

    di nuovo quella sensazione... mi dirigo verso l'arena con

    il fiato pesante.. l'armatura stretta... e un'ansia terrificante...

    non lo posso fare...

    Pagine strappate....

    Mi dirigo verso l'arena e vedo il principe grigio.

    i cancelli si aprono... e contrariamente da ogni combattimento

    ci avviciniamo al centro dell'arena con le armi nel fodero...

    è.. è il momento di farlo... addio amico mio..

    Mi guardo intorno e vedo più folla del solito... che si aspetta

    che io uccida il principe grigio... che io diventi il nuovo grande campione..

    e davanti a me un'orco distrutto... che vuole disperatamente morire...

    il combattimento sta per iniziare...

    davanti a me il principe grigio sguainò la spada....

    e senza pensarci nemmeno un'attimo mi lanciai come in un salto

    trafiggendomi il petto contro la sua spada.... è finita... non voglio vivere di più.

    Pagine riposte alla fine di questo diario

    Principe Grigio. Sono molto dispiaciuto di averti dovuto dare la brutta

    notizia di essere per metà vampiro.. e di essere la causa del tuo odio

    per te stesso.. ma la malattia del vampiro ha una cura...

    e tu non hai mai fatto atti che ti dipingessero come tale,

    ho ucciso troppe persone in vita mia... non voglio più vivere...

    Ma tu devi farlo, vivi..

    Nota del Principe Grigio.

    Grazie... amico mio.
     
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  20. fademaster

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    Lascio cadere pennelli in obliquo, salto nell'aria, nel suo vacuo proficuo, e sempre piu in alto (mi sa che ci arrivo), non trovo una cippa nel centro di Oblivion XD
     
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