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Oggi ho finito di giocare a... la mia piccola recensione

Discussione in 'Videogiochi' iniziata da f5f9, 29 Giugno 2014.

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  1. Vitbull88

    Vitbull88 Scienziato pazzo

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    Dopo diversi mesi e ben 65 ore di gioco tristemente razionate, ho concluso Expeditions: Rome.

    Expeditions: Rome e’ un eccezionale GDR isometrico con combattimento tattico a turni, con elementi da strategico. Il gioco e’ inserito in un contesto storico, senza elementi fantastici, ambientato nella Roma Repubblicana. Si tratta di un gioco colpevolemente passato in sordina, che consiglio caldamente a tutti gli appassionati del genere. Mi sono approcciato al gioco sostanzialmente perche’ adoro l’ambientazione della Roma Repubblicana (davvero poco sfruttata nei videogiochi), e mi sono ritrovato inchiodato davanti allo schermo, e desideroso di continuare a giocare fino ai titoli di coda, nonostante la grande quantita’ di ore necessarie per terminare il gioco (che per me di solito e’ un ostacolo quasi insormontabile). Si tratta infatti, a mio parere, un gioco inferiore solo a capolavori del genere come Divinity Original Sin 2, o Wasteland 3. Accanto ad un sistema di combattimento eccezionale e ad una narrativa eccellente, il gioco si perde in una parte gestionale poco riuscita, che rallenta il ritmo e rischia un po’ di rovinare quanto di buono sappia regalare. Il “difetto” piu’ grave e’ purtroppo esclusiva del nostro territorio, dato che il gioco non ha un adattamento in italiano. Il livello di inglese e’ pero’ adatto a chi ne abbia una conoscenza scolastica, per cui resta consigliato.

    Siamo nell’epoca d’oro della Roma Repubblicana, nel 74 Avanti Cristo. I due consoli di Roma, Lucius Licinius Lucullus e Marcus Aurelius Cotta stanno intraprendendo la guerra contro Mitridate in Asia Minore. Il nostro protagonista, di cui potremo decidere sesso, aspetto e nome familiar, e’ un membro dell’alta aristocrazia romana, con una bella villa, un vitigno, ed in generale una vita agiata. Il padre, coinvolto in politica a stretto contatto con il console Lucullus, viene pero’ coinvolto in un tentativo di colpo di stato, in cui resta ucciso (e mi fermo qui per evitare qualunque forma di Spoiler). La madre, temendo per la vita del figlio, lo manda in segreto in Asia Minore dove il console si trova per portare avanti la guerra contro re Mitridate. Il nostro si trovera’ suo malgrado coinvolto militarmente, iniziando la sua carriera da legato di Roma, che lo portera’ a diventare un abile comandante e a rappresentare militarmente Roma nelle campagne in Asia Minore, in Egitto ed infine in Gallia, ricalcando sostanzialmente una rivisitazione delle azioni di Giulio Cesare. In tutto cio’, avra’ la possibilita’ di indagare sugli intrighi politici di Roma, scoprire la verita’ sulla morte di suo padre, e con le sue azioni cambiare sostanzialmente il destino di Roma tutta. La narrativa e’ eccellente, con una storia intrigante e ricca di tensione. Il cast di personaggi e’ variegato, ognuno ha una storia interessante ed ha qualcosa da dire, non ci sono riempitivi. Le stesse quest secondarie sono tutte a servizio del progredire della storia, e appropriate all’interesse di un legato della repubblica romana. Scordiamoci di andare a raccogliere le cipolle per una vecchietta che deve preparare la zuppa per portare a casa 3 punti esperienza insomma, qui tutto e’ politica, ogni scelta ha un peso fondamentale. Di contro, la narrativa puo’ apparire molto lineare per un GDR, inteso come incedere della storia. Avremo invce moltissime decisioni da prendere che influenzeranno la nostra storia, quella dei nostril compagni di viaggio, di alleati ed avversari, e perfino quelli di Roma tutta nel finale. Ho concluso il gioco una volta sola, ma, considerando le scelte che ho fatto, mi aspetto che una eventuale seconda partita potrebbe avere risvolti narrativi estremamente diversi. Il gioco, invece, pecca purtroppo in contesto, o come si suol dire in “lore”: non si trovano documenti di approfondimento, dialoghi con passanti, o cose di questo tipo. Tutti i dialoghi sono a servizio del proseguimento dell’ avventura. Probabilmente, e’ una scelta dovuta al budget del gioco, sicuramente non altissimo, e mi sento di appoggiarla. Meglio una narrativa principale di altissima qualita’, che una enorme quantita’ di dialoghi difficile da gestire senza una cura adeguata.

    Il sistema di combattimento e’ indubbiamente il fiore all’occhiello del gioco. Si tratta di un sistema di combattimento tattico a turni. Nel momento in cui si comincia a combattere, si passa da un sistema di esplorazione libera ad un sistema a turni, appunto, in stile Divinity Original Sin, con la differenza che qui il campo di battaglia viene diviso in esagoni, ed e’ possible scegliere la posizione iniziale dei membri del party scegliendo solo tra punti predefiniti dagli sviluppatori. Anche il primo ad attaccare tra noi e gli avversari viene deciso a priori, battaglia per battaglia. Per cui, non c’e’ possibilita’ di eseguire imboscate, attacchi a sopresa, o quant’altro. Il cuore del combattimento sono le abilita’ speciali, che derivano da due elementi: l’arma e la classe del personaggio.

    Esistono quattro classi principali nel gioco: il Princeps (il tank), il Veles (il guerriero), il Triarcus (il medico), ed il Sagittarius (l’arciere). Ogni classe si divide in tre sotto-classi, che non staro’ qui ad elencare. Ogni sotto-classe presenta un albero delle abilita’, divise in passive ed attive. Le abilita’ passive concedono bonus alle statistiche, mentre le attive concedono abilita’ speciali da utilizzare sul campo di battaglia. Mentre la classe e’ una scelta definitiva, le sottoclassi sono invece “fluide”. Sara’ infatti possible selezionare liberamente le abilita’ passive ed attive tra le tre sotto-classi relative alla classe di appartenenza, scegliendo strategicamente di specializzarsi in qualcosa, o se essere competenti in piu’ aspetti. Ad ogni passaggio di livello, sara’ possibile scegliere una abilita’ tra quelle disponibili. Le abilita’ migliori sono in fondo agli alberi delle sottoclassi, e saranno disponibili solo una volta investiti abbastanza punti nell’albero specific della sotto-classe, rendendo in un certo modo conveniente cercare di specializzare i membri del party, piuttosto che una gestione “fluida”.

    Le armi sono moltissime, abbondanti e divise in ordine di rarita’. Piu’ rara l’arma, maggiore il numero di effetti passivi ed abilita’ speciali concesse dall’arma. Si passa da armi comuni, ad armi uniche (le migliori del gioco sostanzialmente). Invece, il valore di danni non e’ legato alla rarita’ dell’arma, ma al suo tier (1, 2 o 3). Ogni arma pero’ puo’ essere migliorata. Si tratta di una scelta che puo’ sembrare strana, ma rende ogni singola arma utile a qualcosa, ed in teoria e’ possible arrivare alla fine del gioco con la prima arma a disposizione. Mi sento di appoggiare totalmente questa scelta, dato che odio dover cambiare arma in continuzione nei GDR per ottenere damage output (DOS2 ehm ehm ehm), ma potrebbe essere una preferenza personale. Quello che conta non e’ appunto il damage output, ma le abilita’ connesse all’arma, come capiremo di seguito. Ogni personaggio ha accesso a quasi tutte le armi del gioco (con qualche limitazione, come gli archi, utilizzabili solo da un Sagittarius, o gli scudi, utillizzabili solo dai Princeps). E’ possibile scegliere tre tra le abilita’ concesse dalle armi in mano, mentre le abilita’ di classe saranno tutte disponibili.

    In combattimento gestiremo un party di 7 elementi (in alcuni casi di piu’), composto dal protagonista e dai suoi pretoriani, che possono essere i co-protagonisti della storia, oppure personaggi generate casualmente e generati dall’accampamento di cui parlero’ in seguito. Le due squadre che combattono si alternano: prima agiranno tutti gli alleati, poi tutti i nemici, o viceversa. Per ogni turno, ogni personaggio ha la possibilita’ di svolgere una azione di movimento, utilizzare una abilita’, ed utilizzare un oggetto tattico. Le abilita’ sono generalmente riutilizzabili a partire dal turno successivo. Esistono pero’ abilita’ che, oltre ad utilizzare il punto abilita’, hanno un numero di utilizzi massimo per combattimento. Esistono infine abilita’ che non utilizzano il punto abilita’, ma hanno solo un numero massimo di utilizzi per combattimento, vale a dire che possono essere utilizzate “gratis” in un turno. Le abilita’ sono appunto il cuore dell’esperienza: permettono di danneggiare gli avversari con 4 tipi di danno, che attaccheranno i quattro tipi di difese relativi. La difesa non reduce il danno in maniera percentuale; invece, va a dare una probabilita’ di eseguire un “glancing blow”, che e’ sostanzialmente un colpo “di striscio”, che fa un danno molto basso. Sono presenti punti armatura, che vanno sottratti al danno subito, e non possono essere abbassati se non tramite l’uso di abilita’ specifiche, e scudi, che vanno distrutti prima di poter attaccare la salute utilizzando il danno delle armi. Le abilita’, inoltre possono dare status negativi che servono a limitare il piu’ possibile i danni degli avversari nel loro turno di attacco. Il gioco consiste sostanzialmente nel bilanciare il party in modo da aumentare le sinergie, differenziare le armi in modo da avere sempre una azione utile, ed indebolire i nemici il piu’ velocemente possibile, combinando il tutto con il posizionamento strategico dei membri sul campo di battaglia, che ha un peso non indifferente con la sua verticalita’. Il livello di soddisfazione nell’eseguire un attacco coordinato e’ impagabile, e difficile da spiegare a parole. Quasi si raggiungono le vette di un DOS2, con la differenza (non trascurabile) che l’interattivita’ ambientale va dal nullo al poco efficace.

    Una menzione speciale per gli obiettivi dei combattimenti. Accanto ai classici combattimenti in cui bisogna eliminare tutti i nemici, ci saranno molti combattimenti con obiettivi particolari, come liberare un prigioniero e scortarlo all’uscita, raggiungere un edificio attraversando il campo di battaglia, uccidere/catturare un particolare bersaglio, bruciare delle catapulte per indebolire i nemici in un assalto, o molte altre situazioni. Questo dona una varieta’ non indifferente ai combattimenti, ed evita di fossilizzarsi su una singola strategia, che magari funziona in una situazione, ma magari non in un’altra. Diventa dunque importante ribilanciare il party a seconda del combattimento (che viene sempre discusso anticipatamente), decidere armi ed abilita’, e scegliere una strategia che si rivelera’ vincente o perdente. Il peggior difetto dei combattimenti, a mio parere, e’ che sono piuttosto lenti in certi frangenti: bisogna guardare ogni singolo nemico muoversi, attaccare, tornare in difesa, magari arrampicarsi su una scala, con un susseguirsi di animazioni un po’ stucchevole. Il problema e’ piu’ evidente nelle battaglie con molti nemici e perfino alleati su schermo, che possono essere decine e decine, rendendo la distanza temporale tra i turni di attacco esagerata (anche diversi minuti), con una punta di noia che si affaccia.

    Ho giocato il gioco a difficolta’ normale (quella consigliata), e l’ho trovato piuttosto impegnativo. Bisogna capire il sistema di combattimento, padroneggiarlo e sfruttarlo a dovere, e sfruttare i vantaggi tattici del campo di battaglia. Sono incorso in diverse sconfitte, che mi hanno costretto a pensare e rivedere le mie strategie, e nella quasi totalita’ dei casi il secondo tentative e’ bastato per superare ogni difficolta’. Tutto sommato, ho trovato il livello di sfida dei combattimente soddisfacente: mi ha tenuto impegnato, ma non mi ha frustrate.

    Ai combattimenti ed alla narrativa si accompagna un sistema strategico/gestionale di qualita’ non eccezionale, e che purtroppo, a mio parere, rovina un po’ il ritmo del gioco, altrimenti davvero eccezionale per quanto riguarda l’alternanza di combattimenti e narrativa. Dovremo infatti gestire un campo base, in cui avremo accesso a varie infrastrutture da sbloccare e migliorare durante l’avventura. Avremo il campo medico per curare i feriti in battaglia, le tende in cui recrutare i pretoriani da portare in combattimento in alternativa ai compagni di viaggio, il mercante, e vari. Dovremo inoltre gestire una intera legione al nostro commando, che si rivelera’ fondamentale per conquistare territori e progredire con la storia. Oltre ai combattimenti a turni dei pretoriani, infatti, e’ necessario svolgere combattimenti su larga scala con una legione, volti a conquistare territori, che ci daranno accesso alle risorse necessarie per finanziare la campagna, migliorare il campo base, sfamare pretoriani e truppe, ed altro. Il tutto e’ pero’ banale, senza una vera sfida, rallenta il ritmo ed e’ un semplice riempimento che ostacola il progredire del succo del gioco, che sono narrativa e combattimenti in piccola scala. Inoltre, i combattimenti della legione sono l’aspetto meno riuscito del gioco: ci ritroveremo infatti su un astratto campo di battaglia, e dovremo scegliere delle sorte di carte durante la battaglia per effettuare scelte tattiche, che pero’, a mio parere, sono del tutto trascurabili. Di fatto, quello che conta e’ avere un esercito piu’ potente all’inizio. E’ sostanzialmente impossibile ribaltare le sorti di una battaglia tramite queste carte, che hanno effetti del tutto trascurabili.

    I livelli del gioco sono tanto belli all’occhio ed adatti alle battaglie, quanto noiosi da esplorare. I dettagli degli scenari sono eccezionali, si respira aria di Roma Repubblicana ad ogni angolo, e gli artisti si sono sfogati riempendo i livelli di oggetti dettagliati, inutili e non utilizzabili, ma che danno contesto e piacere alla vista. La verticalita’ delle mappe ed il posizionamento dei ripari aggiungono qualcosa ai combattimenti, rendendoli piu’ tattici. Ma, una volta finiti i combattimenti, le aree da esplorare si limitano ad uno stanco punta e clicca in cui raccogliere il loot, davvero noioso, senza puzzle da risolvere (tranne che nella prima mappa, che ti illude tantissimo), o segreti da scoprire, o dialoghi da cercare. Le stesse citta’ sono solo ambienti vuoti, esageratamente grandi seppur bellissimi da vedere, in cui non ci sara’ altro da fare se non cliccare sul dialogo per proseguire la storia ed osservare i nostri camminare per decine di secondi, per poi cliccare su un lontano mercante o su un altro dialogo e cosi’ dicendo. Insomma, qui ritorna la questione del limite di budget. Si sente enormemente il peso della mancanza di interazioni opzionali, come i dialoghi con i passanti, che sembrano innocui, ma di fatto arricchiscono enormemente la percezione delle mappe.

    Le musiche sono senza infamia e senza lode. Gradevoli ed adatte al contesto, ma niente di memorabile.

    Concludendo, non trovo motivi per non giocare questo gioco, tranne che la lingua. I pregi soverchiano enormemente i difetti, che comunque gli precludono di entrare nell’olimpo dei GDR tattici. Ma resta un gioco che vale assolutamente la pena di essere giocato da tutti gli appassionati del genere.
     
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  2. Teschioste77

    Teschioste77 Livello 1

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    Bella recensione! Fosse su console e in italiano mi avresti convinto a comprarlo!

    Questa parte la prendo in prestito, é valida anche per Atom RPG :)
     
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  3. alaris

    alaris Supporter

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    Complimenti per la recensione, molto ben scritta ed esaustiva! Purtroppo lo scoglio della lingua non mi permetterà di giocarlo
     
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  4. Lupercalex

    Lupercalex Spazzino di dungeons LiberaPay Supporter

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    @Vitbull88 anch'io lo tengo d'occhio da un pezzo; mi hai invogliato ancora di più a giocarlo. Tra le note dei giochi del mio backlog leggo che avevo appuntato "Traduzione RPG Italia"; quindi immagino che qualcuno del forum lo stia traducendo.
     
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  5. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    concordo e sottolineo!
     
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  6. f a b i o

    f a b i o Livello 1

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  7. WillowG

    WillowG Ombra Grigia Ex staff

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    Presa dal poco tempo per giocare e l'essere spesso on the road, continuo la mia avventura tra le Visual Novel su Switch.

    E l'ultima fatica è: Olympia Soiree.
    Visual novel di grande effetto grafico, come ogni lavoro Otomate, e l'artista Satoi ha un gran stile di disegno (anche se non il mio preferito, devo ammetterlo) e le musiche sono deliziose. Doppiaggio giapponese ottimo, qualche erroraccio di battitura nella traduzione inglese. Ci sono alcune chicche, come i sottottitoli per i commenti fuori campo dei vari personaggi mentre si è sul menù iniziale, che non è una cosa scontata, e lo sfondo che cambia a seconda dell'orario in cui si gioca. Ammetto di aver avuto un momento di confusione iniziale per salvare il gioco, dato che i salvataggi si chiamano history invece di load/load system.

    L'ambientazione la fa da padrona in questa Visual Novel che prende a mani basse ispirazione dal folklore giapponese: l'isola di Tenguu, isolata dal resto del mondo e circondata solo da pochi isolotti e un mare letale, è governata da un rigido sistema di caste che si basa sui colori di occhi e capelli (e per una volta abbiamo motivazioni dietro i colori innaturali che spopolano in anime e manga): Rosso, Blu e Giallo sono le caste più alte, seguiti dai comprimari - arancio, verde, viola, porpora, ecc. Coloro che non fanno parte di queste caste o presentano tratti di colore doppio sono destinati alle classi più basse, se non a vivere nella città sotterannea di Yomi assieme a coloro che sono stati marchiati come malviventi. Tecnologicamente l'isola è un miscuglio, dato che gli abitanti prendono spunto dai relitti che arrivano sulla spiaggia che sembrano arrivare da varie epoche.

    La protagonista, Olympia (o Byakuya, nome modificabile) fa parte delle Bianche, stirpe di sole donne che vivevano dell'isola di Tennyo al largo di Tenguu, e che con le loro preghiere alla Dea Amateratsu permettevano al sole di splendere. In seguito ad una tragedia, tutte le donne sono morte, tranne la piccola Byakuya, ed il sole si è oscurato. Solo un elaborato sistema di preghiera/sacrificio di anime cristallizzate dei morti permette ancora la vita di Tenguu.
    Il giorno del suo diciottesimo compleanno Byakuya ha la libertà di trovare un marito tra ogni classe di colore che desidera, come la legge delle Bianche impone (prima dell'incidente infatti, le donne inviavano una barca ed un topolino bianco che consegnava agli uomini destinati a diventare i loro mariti un fiore.)
    Ovviamente la nostra ragazza deve trovarsi marito con cui procreare da sola entro un anno, districandosi tra gli orrori di una società estremamente sessista e razzista, dove innamorarsi di una persona della classe di colore sbagliato può portare all'esilio a Yomi o alla ghigliottina (o meglio, ad essere trasformati in anima cristallizzata da vivi, che è forse peggio) e ai vari giochi di potere politici in gioco. Aggiungiamo una terribile malattia detta Haku che praticamente colpisce senza via di scampo principalmente le classi primarie, medici senza scrupoli che vogliono studiare le Bianche, divinità oscure e siamo a posto.

    La common route è a dir poco lunga, e presenta bene o male tutti i ragazzuoli nel loro elemento, ma almeno non è necessario ripeterla ad ogni route, dato che una volta conclusa si può scegliere direttamente il ragazzuolo a cui Byakuya può fare il filo. E per una volta la nostra ragazza non è particolarmente timida o reticente al contatto fisico, anzi. Pur non andando mai sull'esplicito, Olympia Soiree non disdegna di parlare di sesso, consensuale o meno (quest'ultimo in particolare in alcuni bad ending) e di morti brutte.
    I love interest sono sei, tutti ben caratterizzati e con motivazioni e problemi derivanti dal vivere in questa società.
    Riku dei Blu: soldato serioso che si troverà spesso a battibeccare con Byakuya.
    Tokisada dei Verdi: un giovane che ha naufragato su Tenguu e ama il gelato cioccolato e menta.
    Kuroba dei Neri: un medico facente parte della casta più discriminata, ma sempre allegro e scherzoso.
    Yosuga dei Porpora: ultimo del suo clan distrutto dall'Haku, gestisce i bagni termali a Yomi.
    Himuka: il misterioso becchino dell'isola col potere di trasformare i morti in cristalli. Non sembra avere un colore.
    Akasa dei Rossi: detto anche maschera di ferro per la sua espressività (ehehe) è capo archivista dell'isola.

    In soldoni: una lettura piacevole in un'ambientazione molto particolare e colorata (Ah ah ah.) che però non spicca mai davvero il volo, e nonostante le tematiche e gli intrighi, manca un pochino di azione. Molti sono i personaggi secondari interessanti, ma purtroppo non tutti hanno ricevuto uno Sprite, e questo mi ha un po' infastidita. Ma dato che tutti i personaggi sono animati nel labiale e hanno varie pose, capisco anche il dispendio di risorse in un genere comunque di nicchia.
    Alcuni dei nemici e delle tematiche risultano un po' ridondanti tra una route e l'altra.
    I ragazzi invece sono tutti promossi, e anche Byakuya, una protagonista attiva che però può peccare di ingenuità (e arrapaggine, come sa il "povero" Riku). Alcuni dei bad ending possono essere piuttosto traumatici.

    Olympia Soiree non è una gemma come Cupid Parasite, ma sono stata incollata allo schermo e incuriosita fino all'ultimo con i colpi di scena piazzati tra le varie route.
     
    Ultima modifica: 19 Dicembre 2022
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  8. Duodeno

    Duodeno Livello 1

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    Hai giocato a Clannad e The House in fata morgana per caso?
     
  9. WillowG

    WillowG Ombra Grigia Ex staff

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    No, anche se ho sentito parlare bene di the house of fata Morgana (sono più propensa al sottogenere otome). In compenso ho preso Birushana.
     
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  10. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    naturalmente non su PC e senza traduzione ita, ho capto bene?
    e perché mi hai messo sul gusto? :emoji_rage:
     
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  11. WillowG

    WillowG Ombra Grigia Ex staff

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    Putroppo. :emoji_disappointed:
    Visto che Aksys sta iniziando ad avere un contratto di ferro con Otomate, si può sperare che li convincano almeno a fare qualche porting, ma praticamente sono semplicemente passati dalla PSVita a Switch come mercato. Aggiungo anche che solo per il 2023 sono previsti almeno quattro nuovi titoli in inglese - Winter's Wish: spirits of Edo, Jack Jeanne (prodotto e disegnato dal mangaka di Tokyo Ghoul), Norn9+fan disk, Radiant Tale (che aspetto moltissimo) e Tengoku Struggle Strayside per il 2024 (stesso team e artista di Olympia Soiree).
    edit: scusate, ho dimenticato Virche Evermore - Error: salvation come titolo 2023. (e il portafoglio piange). In tutto esattamente sei titoli Visual Novel Otome solo per il 2023 (uno è un fan disk). E solo da un distributore/traduttore. Un mercato in crescita.
     
    Ultima modifica: 20 Dicembre 2022
  12. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    @WillowG visto che sei la dottoressa in materia, l'hai giocata Yu-No?
     
  13. WillowG

    WillowG Ombra Grigia Ex staff

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    Conosco il gioco di fama, ma non essendo un otome non l'ho mai provato. Pare che abbia avuto molti contenuti hentai forzati, pratica comune con le VN per maschietti (Fate: stay night per esempio) dell'epoca.
     
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  14. Duodeno

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    A questo punto la domanda sorge spontanea. Conosci qualche VN per maschietti degna di essere giocata? . Che Nintendo eshop ha messo i saldi di natale
     
  15. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Eh sì, succede spesso. Infatti alcune versione le hanno anche rimosse, e a quanto ne so anche la traduzione consente di disattivarle, a riprova che troppo funzionali alla trama non sono.
    L'unica VN che abbia mai giocato è Katawa Shoujo e la raccomando caldamente. In più è gratis.
     
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  16. WillowG

    WillowG Ombra Grigia Ex staff

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    Da quel che ne so, gli Ace attorney sono un gran classico (anche se sono più investigativi che VN) i Danganropa, Ai the somnium files, e Stein: gate (ho giocato solo a quest'ultima e non l'ho mai finita su PSvita) sembrano interessanti.

    Oh, e credo sia stato rilasciato da poco su Switch una VN di Fate:stay night, ma adesso mi sfugge il nome.
     
  17. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Giusto, gli Ace Attorney sono considerati visual novel. Io li trovo più simili ad avventure grafiche. Ho giocato solo il primo e mi è piaciuto.
     
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  18. WillowG

    WillowG Ombra Grigia Ex staff

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    Ho letto molte cose buone sull'ultimo capitolo uscito (un prequel, tra l'altro) ma non ho ancora provato la serie. Prima o poi vedrò di recuperarla.

    Edit: ora che mi viene in mente, mi ispirava o molto anche la serie Zero: escape.

    Edit 2: una VN (più un mix) è il recente Digimon Survive.
    E consigliata, ma non so se sia mai uscita da PS4/Vita, c'è Psycho Pass:mandatory happyness.
     
    Ultima modifica: 21 Dicembre 2022
  19. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Dovrei dargli un'occhiata, la serie mi piacque molto.
     
  20. WillowG

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    Molto carino, l'ho "spolpato" bene. Avventura "incastrata" nel mezzo della prima stagione dell'anime (ma da giocare solo se si è vista, dato che ha spoiler di fine prima stagione).
    Si può giocare dal punto di vista di uno dei due protagonisti, uno maschile e uno femminile (cambia molto la storia a seconda di chi si segue) moltissimi finali, e buon doppiaggio originale giapponese.
     
    Ultima modifica: 21 Dicembre 2022
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