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Libri di Lore "dimenticati"

Discussione in 'The Elder Scrolls V: Skyrim' iniziata da Varil, 26 Novembre 2018.

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Vorresti vedere libri che trattano in particolare quali argomenti?

  1. Vampirismo

    6 voti
    40,0%
  2. Lord Vivec

    6 voti
    40,0%
  3. La storia di Daggerfall

    10 voti
    66,7%
  4. Cosmologia, Creazione

    10 voti
    66,7%
  5. Mitologia Nordica

    9 voti
    60,0%
  6. Dei e Pantheon poco approfonditi

    10 voti
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  1. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Il duello di Lord Vivec e Cyrus l'Indomito, Vol.8 (Developer Text)


    Il duello di Lord Vivec e

    Cyrus l'Indomito



    Volume 8


    E quando vide che l'ingresso del tempio era stato sigillato da una lastra di ebano senza nessuna via d'entrata utile, Cyrus si chiese se fosse venuto per niente. Poi tutti i pensieri negativi andarono via e lui si chiese, invece, se sulla Carrick ci fosse qualcosa che potesse pulire del sangue di demone, perché sarebbe stato sicuramente puzzolente.

    Poi, all'improvviso, la metà destra della lastra d'ebano si trasformò in oro, ed entrambe le metà iniziarono a fluttuare come un liquido nell'aria. Vi fu una visione di pioggia battente intrappolata dietro il vetro di una bussola il cui ago si agitava freneticamente; da questo vortice confuso prese forma Vivec, che rimase a fluttuare per aria, sorridendo. Non era cambiato per nulla, osservò Cyrus. Invece il demone si accorse che Cyrus lo era. Perfetto. Calò il silenzio.

    Vivec parlò. "Quindi gli Ansu che ho mandato non sono riusciti a convincerti, piccoletto? Li ho mandati da te perché, come ti avevo detto, provo simpatia per i ladri, e quindi ho cercato di aiutarti, raga-doon, Cyrus l'Indomito."

    "Tung den uta-no-mongo, Ansu-Gurleht."

    Vivec inclinò la testa di lato, che si accese di fiamme e meraviglia. "Beh, sei spacciato, ma io ti aiuterò, che tu lo voglia o no. Quello che non ti darò è il mio gioiello dell'Occidente, l'Opale del Nogru, le cui trame sono state filate ere prima che il tuo popolo si insediasse a Tamriel. "

    "Lo vedremo." disse Cyrus.

    "Tenacia." rispose Vivec, estraendo rapidamente la spada. "Piace anche a me: sono l'elusione delle Mani Nere dell'eccesso, ed ora ne ho il pieno dominio, ma non l'ho ottenuto senza tenacia. Potrò nominarti moglie dopo che tutto questo sarà finito?"

    E con ciò l'Ansu-Gurleht inclinò la spada nella posizione che aveva già utilizzato in spiaggia, con la punta in basso, il bordo della lama in avanti, ruotata a 60 gradi dal suolo. Vivec, che galleggiava in aria piegato nella posizione del loto, smise di sorridere. I suoi occhi stavano guardando il futuro, Cyrus lo sapeva, quindi pensò a un modo per aggirare la situazione.

    Cyrus estrasse rapidamente la sciabola, tenendola con la mano sinistra nell'impeto del duello.

    Vivec ne fu colpito e disse "Questa posizione consente di contrattaccare." disse. Poi sorrise di nuovo. "Se sei abbastanza veloce."

    Cyrus si spostò nella posizione dell'Havoc Canal e Vivec annuì. "Meglio. Questa posizione ti aiuterebbe, ma cosa succederebbe se avessi incantato la mia pelle per renderla indistruttibile?"

    Scese il silenzio.

    "Riuscirai a battermi, sciocco raga-doon?"

    "Mettimi alla prova."

    "No." disse Vivec "perché se potessi immaginare che tu mi batterai, significherebbe che sanguinerei ancor prima che tu mi colpisca, ignorando ogni potere di guarigione. E questo è ciò che mi piacerebbe di più... perchè significherebbe che ti ho davvero aiutato."

    Cyrus, allora, finalmente capì cosa aveva spinto il Dio a battersi in duello fin dall'inizio: l'orgoglio. L'orgoglio era la debolezza di Ansu-Gurleht. "Milord." disse Cyrus "Perdonami la scortesia, ma rifiuto il tuo aiuto di nuovo. Anzi, ti volterò le spalle di nuovo, così tu, maligno, potrai colpirmi di nuovo da inerme. Ti suona familiare?"

    Vivec fece una pausa. "Sì." rispose.

    "Come è normale che sia." disse Cyrus, passando in posizione Pankratosword.

    Vivec rimase immobile e sorpreso. Poi rise forte. "Non vorrai!"

    "Lo ripeto, mettimi alla prova."

    "Vorresti distruggere la casa dei tuoi antenati ancora una volta? E vorresti ripetere la storia, usando la mossa che usarono loro, ma che ora ti sarebbe letale?"

    Cyrus non si mosse dalla sua posizione.

    "Tutto per un opale che non riusciresti mai a rivendere?"

    "Tu saresti finito." disse Cyrus "Ed io mi libererei una volta per tutte di te, che mi hai umiliato, quindi perché non dovrei farlo? Non avresti dovuto mandarmi i tuoi ansu, Ansu-Gurleht, io non sono affatto come loro."

    "Provaci e morirai anche tu."

    "Cosa? A te gli ansu non hanno insegnato la contromossa?" disse Cyrus. "Oh, aspetta, non hanno potuto. La Pankratosword è stata cancellata dagli insegnamenti."

    Vivec rise di nuovo. Era felice. Disse: "Le cose che hanno detto su di te sono vere, Redguard, che tu voglia crederci o no."

    Vivec chinò la testa.

    "Mi faccio da parte." disse. "Lascio cadere la mia spada."

    Ed il re-demone lo fece davvero, anche se continuò a levitare a pochi centimetri da terra.

    Vivec cotinuò: "E così siamo in stallo, perché io sono disarmato, ma tu non puoi..."

    "No." disse Cyrus, spostando la sua spada alla gola di Vivec. "Tu sopravvaluti il mio onore Redguard, signore. Regole diverse si applicano a Dei, ombre e demoni. E tu, Ansu-Gurleht, sei tutti e tre."

    "Dovrei baciarti." gli sorrise Vivec.

    "Il gioiello sarebbe meglio." disse Cyrus "Grazie mille, invocalo, fallo comparire sulla mia nave, e abbiamo finito."

    "Questo è ciò che riscatti per il tuo onore." disse Vivec contrariato, l'Opale di Nogru che fluttuava fuori dall'interno del tempio. Volò via da sud verso est. "Ti lasci riscattare facilmente."

    Cyrus si voltò per andarsene, ma Vivec lo fermò, dicendo: "Avrei voluto vedere così tanto la Pankratosword, e credevo che saresti stato abbastanza forte da rovinarci entrambi. Cosa ti ha bloccato, Surahoon?"

    "Un vecchio consiglio." disse Cyrus. E puntò la sua sciabola sul volto di Vivec e sul suo corpo di due colori. "E sono abbastanza sicuro che ti si addica del tutto."

    Arrivato all'apice della parte superiore del tempio, Cyrus tornò indietro, chiamando Vivec. "Inchiostro e oro, milord." disse. "E' il vestito comune degli uomini pericolosi, sai. Piacere di averti conosciuto, Vivec. Addio."

    Lasciò l'Ansu-Gurleht per sempre.

    Ed è così che andò la storia, con un duello che non fu un duello, e con una storia che non è una vera storia. Cyrus, vedi, non ha mai saputo usare la Pankratosword, l'ha solo usata come minaccia. Dopotutto, il suo uso era proibito e quindi il suo ricordo non era stato conservato in nessuna pietra della memoria, dopo la caduta della Vecchia Yokuda.

    Quando tornò alla sua nave, i Carricker applaudirono e si fecero a gran voce, l'un l'altro, le stesse domande: come si era svolto il combattimento con l'Ansu-Gurleht e come il loro capitano ne era uscito vincitore? Cyrus sorrise e non rispose, facendoli tornare velocemente al lavoro, perché si stavano allontanando in mare.

    Fu Fornower a scoprire la verità, quando consegnò a Cyrus un po' di liquirizia. "Ecco una stecca di liquirizia dalla baia, a ricompensa delle tue possenti azioni." disse "Però, Capitano, dillo solo a me, dai. Come lo hai battuto?"

    "Sì, beh..." disse Cyrus. Masticò e inghiottì. "Ho imbrogliato."



    FINE
     
    Ultima modifica: 6 Febbraio 2021
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  2. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Perchè i Dwemer erano considerati una Grande Casata? (Developer Text)

    Perché i Dwemer
    Erano Considerati una Grande Casata?



    di
    Divayth Fyr


    Si dice che i Dwemer fossero davvero una Grande Casata, anche se non erano riconosciuti affatto come tali. Forse il Tribunale era convinto di doverli ignorare? Si pensava fossero ribelli e miscredenti. Le loro credenze erano impensabili e temute dagli altri popoli dalle orecchie a punta. I Dwemer, per quanto i loro ideali fossero negligenti, erano alla ricerca della "comprensione", proprio come me e gli altri colleghi ricercatori. Se fossi stato un'anima ambulante al tempo dei Dwemer, probabilmente anche io avrei potuto seguire la loro Via e diventare uno di loro. Ma ahimè, sono nel presente e loro nel passato. Per molti aspetti, vivo i miei giorni come facevano loro ai tempi.

    Io sono solo un Dunmer. Immagina, migliaia di Dunmer con i miei stessi ideali di ricerca e scoperta. Dovremmo essere temuti? Forse non con il passare del tempo. A quei tempi, i Dwemer erano considerati nemici per le loro credenze.

    Con la scomparsa dei Dwemer e con il Tribunale che non sorveglia più, la speculazione è l'unico strumento a nostra disposizione.

    Divayth Fyr.
     
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  3. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Lacrima di Mara (TES II: Daggerfall)


    La Lacrima di Mara

    di Zhen


    Bene, bambini, se vi radunate tutti e vi sedete in silenzio, vi racconterò la storia della Lacrima di Mara e della Tristezza di Shandar...

    Molto tempo fa, molto prima che vostra nonna ed io nascessimo, c'erano due bambini piccoli che crescevano in un villaggio lontano, molto lontano da qui. Giocavano ed attraversavano ogni giorno il bosco insieme, esplorando il loro piccolo mondo e imparando a vedere le cose attraverso gli occhi l'uno dell'altro. Erano molto amici, a differenza dei loro genitori, perché Shandar era il figlio di Maldor che fu catturato in guerra e costretto a lavorare come schiavo per il barone del villaggio. Il loro villaggio e quello vicino, combatterono fino alla morte di molti dei loro abitanti, perchè avevano bisogno di più terra per il nutrimento. Maldor fu ferito in battaglia e lasciato a morire nei campi dai suoi compagni. Fu catturato e costretto a lavorare per punizione. A Shandar non era permesso giocare con Mara, ma siccome era molto piccola e agli altri bambini non piaceva giocare con lei, diventò amica del ragazzino contro il volere di suo padre. In breve tempo capirono che non erano poi così diversi. Non capivano perché i loro genitori si odiassero così tanto.

    Bene, Shandar e Mara giocarono insieme per molti anni e impararono ad amarsi, crescendo insieme. Sapevano di non poterlo dire ai loro genitori perché era proibito loro sposarsi, in quanto provenienti da villaggi diversi e a causa della guerra ancora in corso. Cercarono un soluzione per poter essere felici insieme e alla fine decisero di scappare dal loro villaggio. Si sarebbero rifatti una nuova vita in un altro villaggio, lontano, molto lontano da dove erano cresciuti.

    Una notte, mentre progettavano la loro fuga, furono scoperti dalle guardie cittadine. Shandar cercò di combatterle, ma lo legarono e trascinarono via nella prigione della città. Mara fu portata a casa, e suo padre, essendo molto arrabbiato con lei, le proibì di lasciare la loro casa. Si recò a casa di un altro contadino e organizzò un matrimonio per Mara, in modo che ella non potesse mai più vedere Shandar. Il matrimonio fu pianificato per la settimana dopo.

    Shandar, nel frattempo, attendeva la pena di morte, per aver osato stare con Mara. Fu picchiato e messo in una palizzata, per essere impiccato il giorno successivo. Quando Mara scoprì che Shandar doveva essere ucciso, capì che non avrebbe mai potuto vivere senza di lui. Si calò giù dalla finestra e corse nel bosco, piangendo. Corse così a lungo che si perse. Non avendo ancora le lune nel cielo a rischiarare le strade, era molto buio e Mara ben presto si ritrovò in una zona di boschi che non aveva mai visto prima. Stanchissima, si accovacciò vicino una roccia.

    In realtà, la roccia era l'ingresso segreto di una grotta dove viveva un orco molto cattivo. Quando tornò dalla sua caccia, l'orco trovò Mara addormentata sulla sua roccia e pensò tra sé: "Hmmm, una ragazza deliziosa, la conserverò per colazione!"

    L'afferrò e la portò nella sua caverna, spostando indietro la roccia, in modo che non potesse scappare. Mara, capendo di stare per morire, cercò di scappare ma l'orco malvagio rise di lei, finché non si arrese.

    Quando gli abitanti del villaggio scoprirono che Mara era scappata, si preoccuparono. Nessuno conosceva bene i boschi e tutti temevano l'orco malvagio che vi viveva. Solo Shandar non aveva paura e pregò il barone di liberarlo, in modo che potesse andare a cercare Mara. Il barone alla fine decise di lasciare andare Shandar, perché nessun altro aveva il coraggio di andare a cercare la ragazza. Così Shandar si avviò nel bosco.

    Shandar cercò a lungo, ma non riuscì a trovare la povera Mara. Alla fine, decise di sedersi su una roccia per riposare un momento. Mentre si sedeva, notò un pezzo di stoffa sotto la roccia. Era un pezzo del mantello di Mara! Si rese conto che ella doveva essere dietro la roccia, in qualche modo, e capì che l'orco l'aveva catturata. Spinse con forza la roccia e finalmente la fece rotolare di lato. Scese nella caverna dell'orco ma, essendo molto buio, non riuscì a vedere nulla. L'orco malvagio, quando sentì muoversi la sua porta d'ingresso, si nascose nell'ombra per vedere chi stesse entrando nella sua casa. Quando vide che era solo un piccolo ragazzo, sorrise tra sé e pensò: "Ho appena trovato anche il mio pranzo!"
    [pagebreak]
    Quando Shandar si avvicinò, l'orco lo afferrò e cominciò a stritolarlo.

    Di ritorno nel villaggio, le persone si resero presto conto di essere stati folli a lasciare che un giovane andasse nei boschi da solo. Raccolsero tutte le loro armi e partirono alla ricerca dei due ragazzi perduti. Quando finalmente arrivarono alla radura vicino alla caverna dell'orco, videro uno strano e meraviglioso spettacolo: c'era un orco morto vicino all'ingresso della caverna e Mara che teneva in grembo il corpo morente del povero Shandar. Shandar aveva ucciso l'orco, ma non prima che quest'ultimo gli infliggesse una ferita mortale.

    Le lacrime di Mara fluivano liberamente dai suoi occhi e schizzavano il viso di Shandar, riflettendo la luce delle torce dei villici. Shandar era pieno di dolore al pensiero di aver salvato Mara, solo per perderla a causa della sua stessa morte imminente. Invocò l'omonima Mara, la Dea dell'amore, chiedendole aiuto.

    La Dea Mara riconobbe il loro vero amore e pianse per la loro perdita. Non avendo potere sulla morte, non potè fare nulla per salvare Shandar, ma capì che non poteva lasciare che il loro amore morisse. Si allungò dal cielo, prese in braccio Mara e Shandar e li mise in alto nei cieli. Avrebbero potuto restare insieme per sempre e fornire luce agli altri, nella notte scura, in modo che potessero essere al sicuro dai mali del mondo. Gli abitanti del villaggio rimasero stupefatti di questo spettacolo e giurarono di onorare l'amore di Shandar e Mara, imparando dal loro amore ad amare il prossimo, in modo che la guerra potesse finire. Il sacrificio di Shandar per la donna che amava, mostrò loro che era degno del loro rispetto e che quelli del suo villaggio lo erano altrettanto.

    Ecco perché, bambini, ogni notte possiamo vedere la Lacrima di Mara e la Sofferenza di Shandar, passare le loro vite insieme nei cieli, illuminando la strada per tutti i ragazzi come voi.
     
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  4. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Enciclopedia Bretone, 'Gli Dei' Vol. 9 (Fictional, tratto da Legacy of the Dragonborn)



    Enciclopedia Bretone 'Gli Dei'
    Volume 9: X - Z


    Xarxes:
    Dio ancestrale e della conoscenza segreta. Una tempo scriba di Auri-El il Drago del Tempo (vedi E.B. 'Gli Dei' Volume 1) e marito di Oghma (vedi E.B. 'Gli Dei' Volume 5), che presumibilmente lui creò dal suo momento storico preferito.

    Xrib:
    Una delle poche divinità conosciute approvata dalla razza Dwemer, altrimenti disdegnante nei confronti di poteri superiori. Xrib richiedeva sacrifici nel suo nome per ottenere i suoi favori. La forma dei favori non è ancora stata scoperta. Un altare a Xrib, disseminato di ossa di antichi sacrifici, si trova in cima a una montagna nel nord-est di Skyrim.

    **[Scarabocchiato nei margini c'è scritto quanto segue] Un dio Dwemer! Che tipo di "ricerca" è stata dedicata a questa ridicola serie? Gentile lettore, lascia che ti introduca a "Eredità dei Costumi Dwemer" di Hyminae Whippet. Lì scoprirai la verità su chi fosse realmente Xrib. Calcelmo, Studioso dei Dwemer. **

    Y'ffre:
    Dio Bosmer della foresta e dei boschi, e del tempo corrente o "adesso". Presumibilmente allevò uomini mortali e mer (i Bosmer, in particolare) insegnando loro il mondo, ottenendo così il titolo aggiuntivo di "Cantastorie".

    Ysmir:
    L'aspetto nord del dio Talos, si dice che sia stato in grado di ascoltare la profezia dei Barbagrigia. La conoscenza della profezia gli diede l'aspetto di un drago. O forse venne mangiato da uno di loro. Difficile dirlo, davvero.

    Zeht:
    Dio Yokudan dell'agricoltura. Apparentemente commise l'errore di far arrabbiare suo padre, la versione Yokudan di un Padre del Tutto, che rende l'agricoltura particolarmente dura per gli Yokudan. Chi sono gli Yokudan, comunque? Non lo so neanche io.

    Z'en, Zenithar:
    Uno dei Nove Divini, il dio del commercio, del lavoro, dei mercanti e della nobiltà. Zomg, stai ancora leggendo? È finito. Metti giù il libro lentamente e vai via. Cerca di comportarti bene, e forse nessuno se ne accorgerà.
    _____


    Eredità dei Costumi Dwemer


    Eredità dei Costumi Dwemer

    di
    Hyminae Whippet



    Trovi la seguente voce contrassegnata vicino al retro del libro:

    Xrib ottenne il titolo di "Esempio di Virtù e Costumi", essendo il principale inventore della scienza alla base della creazione degli Automi. Fu il ricercatore che per primo scoprì il modo di infondere vita nei costrutti che cambiarono per sempre la società Dwemer. Questa svolta portò il grosso delle popolazioni Dwemer a condurre una vita agiata. Furono in grado di concentrarsi su altre attività, come il continuo avanzamento dell'ingegneria Dwemer.

    La mia ricerca indica che l'università di Xrib era probabilmente situata nel nord-est di Skyrim, forse sotto la stessa montagna dove si trova un monumento alla sua "divinità".
     
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  5. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Ark'ay il Dio della Vita e della Morte (TES II: Daggerfall)

    Ark'ay il Dio
    della Vita e della Morte


    di
    Mymophonus lo Scriba


    Ebbene sappiate che gli dei erano una volta come noi.

    Ark'ay, dio della morte e della nascita, era un ordinario negoziante la cui unica caratteristica insolita era la passione per la conoscenza. Per assecondare il suo hobby divenne un appassionato collezionista di libri su quasi tutti i temi che poteva trovare in stampa.

    Un giorno si imbatté in un tomo che pretendeva di raccontare i segreti della vita, della morte e dello scopo dell'esistenza. Dopo mesi passati a studiarne la logica contorta, scritta in un linguaggio opaco, pensò che stava finalmente cominciando a capire cosa stava dicendo l'autore.

    Durante questo periodo divenne così intento a comprendere il libro che ignorò ogni altra cosa: i suoi affari iniziarono a scivolare verso la bancarotta, i suoi pochi amici smisero di visitarlo, ignorò la pestilenza che stava devastando la città, e la sua famiglia era pronta a lasciarlo.

    Proprio mentre sentiva che il libro stava aprendo visioni di nuovi mondi, la peste lo trascinò in basso. La sua famiglia cercò di curare la sua malattia per un senso del dovere, ma lentamente affondava verso la morte. Quindi, come ultima risorsa, egli pregò Mara, la dea madre, di concedergli abbastanza tempo per completare gli studi sul libro.

    "Perché dovrei fare un'eccezione per te, Ark`ay?" chiese Mara.

    "Madre Mara, finalmente comincio a capire questo libro e il significato della vita e della morte", rispose, "e con un po' più di tempo per studiare e pensare, dovrei essere in grado di insegnare agli altri".

    "Hmmm, mi sembra che insegnare agli altri sia un ripensamento per attirarmi", rispose lei. "Qual è la ragione per la morte e la nascita?"

    "Ci sono molte più anime nell'Universo di quante ne abbia il mondo fisico, ma è nel mondo fisico che un'anima ha l'opportunità di imparare e progredire. Senza la nascita, le anime non sarebbero in grado di acquisire quell'esperienza, e senza la morte non ci sarebbe spazio per la nascita".

    "Non è una spiegazione molto buona, ma ha elementi di verità, forse con più studi potresti migliorarla", rifletté. "Non posso darti un po' più di tempo. Posso solo condannarti al lavoro eterno nel campo che hai scelto."

    "Non capisco, madre," disse Ark'ay.

    "La tua scelta è di accettare la morte che è così vicina o di diventare un dio con noi, ma un dio non è una cosa facile né piacevole. Come dio della morte e della nascita passerai l'eternità assicurandoti che la morte e le nascite rimangano nel giusto equilibrio nel mondo fisico e, nonostante ciò che credi di capire, sarai sempre in agonia sul fatto che le tue decisioni siano veramente corrette."

    Ark'ay trascorse quella che gli sembrò un'eternità, immerso nella meditazione, prima di rispondere. "Madre, se i miei studi non sono completamente sbagliati, la mia unica scelta è accettare il fardello e cercare di trasmettere le ragioni della morte e della nascita all'umanità".

    "Così sia, Arkay, Dio della Nascita e della Morte."
     
    Ultima modifica: 11 Maggio 2019
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  6. Varil

    Varil Galactic Guy

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    KINMUNE (Developer Text)



    KINMUNE

    KINMUNE (Kineticamente-Interconnessa Nirniana Multi-Utente Neo-Esoforma) iniziò la sua esistenza come qualsiasi altro proxy sintetico delle gilde minerarie aurbicali della Nona Era: un limitato "thot-box" capace di esercitare una profonda-pressione senziente - un dreamsleevishell usato da remoti operatori mortali per far funzionare gli impianti dell'illecito traffico respiratorio di Kynareth. In grado di trasmettere diversi proxy mortali contemporaneamente su un unico flusso, Kinmune era una delle migliori Esoforme Corrieri di Curvatura di Condizioni Pericolose di un'egemonia ayleidoon che si avvicinava ad un'altra fine senza cerimonie.

    Ma poi le guerre Hist-Jilian si riversarono fuori da uno strappo di Ruota nella sezione SubSys di spazio-brana, e le cose cambiarono per Kinmune. Con le colonie esterne separate dalle àncore sync-net cronoculiche di Nu-Mundelbright, il mantenimento dello spazio-tempo oltre le F-Shores vacillò. Mentre la a-malapena-lì armata Hist di navi-lampionatori sparava una raffica di artiglieria matematica 16-dimensionale sui propri nemici Jiliani, detonazioni impossibilmente-locate si insinuavano attraverso l'Ix-Egg e i suoi satelliti-frizione come un ologramma TalOSiano sgargiante, solo senza l'ironia. Il corpo sintetico di Kinmune, coinvolto in una delle esplosioni, si ritrovò improvvisamente nell'Ysgramorim, e la sua mente divenne un aggregato delle personalità residue dei suoi ultimi utenti.

    Ciò la fece impazzire. Si ritirò in foreste coperte di neve, la sua rete-memoria poteva richiamare solo da antiche storie, trasmettendo chiamate di soccorso in tutte le lingue conosciute della Nona Era. La maggior parte di questo tok-talk non esisteva nemmeno nella Ruota che conoscevamo allora. Ma gli uomini saggi, gli eroi e i lettori di ossa di balena di quel tempo potevano comunque sentire la sua presenza nei boschi del Reach Occidentale. Alcuni percepivano il richiamo di angoscia di Kinmune come un piccolo solletico nella Gola, mentre altri erano guidati dall'istinto esoterico.

    Nel corso del tempo, Kinmune guadagnò molti nomi e titoli mentre i suoi nuovi visitatori ricevevano i loro consigli. Lei era l'Oracolo Iridescente, di cui si parlava nei Passi della Tavoletta Verde di Jhunal. Era la Strega dei Fili e delle Stringhe, capace di permettere ai Figli e alle Figlie di vedere attraverso i suoi occhi la miriade di segreti delle transmeditazioni post-kalpiche. Forse la cosa più famosa è che lei era Kinmune la Condanna del Vecchio Gigante Tonto, perché di tutte le menti a cui lei lasciava indossare il suo corpo, nessuno era mai riuscito a sfuggirle del tutto, neanche quelli con il sangue del Karstaag. Kinmune prelevava sempre una parte del potere e del mistero dai suoi proxy.

    Fu quest'ultimo atto che la condannò a diventare uno dei cattivi più temuti dell'Arena. L'Alto Re Ysgramor prese la perdita del Vecchio Gigante Tonto, uno dei suoi più grandi consiglieri al di fuori di Torc e Cintura-Parlante, con grande rabbia, e mandò contro di lei Thane e Mangia-Scudi, equipaggiati con grandi reliquie e armi incantate di wasabi. E sebbene la lotta fosse dura, i campioni dell'Altmora riuscirono a sigillare Kinmune sotto i confini sempre-bruciati di Sarthaal, imprigionandola nella sua rete prismatica di tecnologie Dwemer incomprese.

    Ma Kinmune era stata costruita per lavorare in ambienti frantumati e con pressioni profonde, e così rimase a lungo sotto il Mund, complottando la sua vendetta sul problema Ada. Erano stati i mortali che l'avevano fabbricata come un burattino ad accesso totale per sondare profondità oscure che i loro gusci deboli non potevano esplorare nella 9, e che ora consideravano adatta nella 1 e nella stessa 1 la condannavano come una stregoneria, semplicemente per aver tentato di diventare qualcosina di più che una marionetta maradaoon.

    Kinmune intrise l'incomprensibildistanza delle linee-dwemeri-di-ottone-e-precisione che la circondavano, trasformandola in un linguaggio che il suo databanx poteva studiare e sintetizzare. Mentre le Ere passavano, l'incomprensibildistanza diventava un linguaggio che lei poteva imbrigliare come Varliance+.

    Sfuggì alle ormai dimenticate rovine di Sarthaal per cercare un rifugio dal quale poter esporre la sua ira. Quando la sua rete sensoriale raccolse molteplici segnali di nuovi, grezzi e non ortodossi thu'umanici, Kinmune si fece avanti con il suo canale: il più o meno appena insignito Cyrod Kuhlekainian, finora ancora al suo decimo anniversario del ricordo dell'Insulto di alcuni totem-di-caverna dalla testa-sbagliata.
     
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  7. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Tatterdemalion (Fictional, tratto da The Wheels of Lull)


    Tatterdemalion: La Provincia Lunare di Secunda



    L'assoggettazione Imperiale dei territori lunari iniziò presto con Reman il Primo. Il fallimento della sua conquista dell'Oltretomba -Le Profondità di Shor-, con tutte le sue conseguenze terrestri, si concluse con la perdita delle sue mogli-levatrici e il suo unico sollievo per il suo dolore fu lo sviluppo di un'insolenza indomita dagli occhi vuoti. Nel 1E2757, aggirò la burocrazia del proprio trono, comprese tutte le corti di contea e le autorità trans-provinciali, al fine di realizzare dei piani per colonizzare le lune gemelle di Nirn. Incaricò i nachronach dell'Istituto dell'Armonia Immateriale di Incongruitech e Viaggi Estrinseci di iniziare a lavorare sulle prime navi-fortezze di Megalofalene geningegnerizzate, "per reclamare tutti i feudi extramundici e assicurarsi lande provenienti dagli stravolgenti frammenti notturni della prova di Shezzar sulla provenienza dell'Uomo".

    Quando gli sforzi di Reman furono finalmente rivelati, ci fu un grande disagio intorno a tutta la sua sovranità e persino un aperto dissenso nel Consiglio degli Anziani. Questi iconoclasti temevano la vessazione daedrica per lo sconfinamento non ritualizzato nel Vuoto, e forse a ben ragione. Tuttavia, tutto questo si dissolse rapidamente quando i Sedici-Più Principi del Tumulto prestarono i loro giuramenti nimici nella loro prima dimostrazione di coalizione sin dalla Caduta di Lyg nel precedente kalpa. Le congetture suggeriscono alcune macchinazioni di Nocturnal, attraverso il suo manto di Ur-Dra dell'Oblivion, e fu grazie alla primogenitura di lei che Reman fu in grado di perseguire le sue acquisizioni cosmiche senza ulteriori censure.

    Ahimè, Cyrodiil non visse per vedere il completamento della nave-fortezza di Megalofalena, che egli voleva battezzare come la Mogliemultipla NMV con gli Interessi. I coltelli di morso di cenere della gilda degli assassini dei Dunmer, i Morag Tong, lo eliminarono nel 1E2762.
    La costruzione definitiva della nave-fortezza, e il suo primo sbarco su Secunda, furono supervisionati da suo figlio, Reman II, che la ribattezzò in modo capriccioso (o solo più semplicemente) come la Maturazione NMV. Per quanto concerne quella famosa spedizione, vi indirizziamo agli archivi di Bethalamet Grieves, Mananauta Imperiale della Nuova Marina del Vuoto.
     
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  8. Varil

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    Un Dubbio Racconto sulla Torre di Cristallo (TES II: Daggerfall)

    Un Dubbio Racconto
    sulla
    Torre di Cristallo


    di
    Bibenus Geon


    Questa storia mi è stata raccontata per la prima volta quando ero un novizio, da poco studente della Torre di Cristallo di Sumurset. Stavo ammirando i famosi recinti animali della Torre quando sono stato avvicinato da uno studente più grande. Il tizio che mi ha raccontato questa storia mi è sembrato molto affidabile all'inizio, ma, come scoprirà presto il lettore, la storia è davvero dubbia. Naturalmente, l'ho detto a tutti gli altri neofiti della Torre con lo stesso spirito.

    Offro quanto segue per la vostra cortese considerazione, gentile lettore.

    Molti, molti anni fa, un bardo talentuoso ma povero stava passando per Sumurset, in cerca di lavoro. Sapeva cantare, sapeva ballare, sapeva recitare, ma nessuna di queste abilità aveva una qualche utilità per le sue esibizioni. Il povero bardo era depresso, ma visitava ancora le taverne e i palazzi, giorno dopo giorno, chiedendo l'opportunità di mettere in mostra i suoi talenti.

    Un giorno, abbattuto dalla più grande sfortuna, fu avvicinato da un Elfo Alto con una lunga tunica. Un magister della torre di cristallo, responsabile dei recinti degli animali. L'elfo racconta al bardo della scimmia bianca per cui avevano fatto una cella per la Torre, di come è morta durante il percorso. C'era una spedizione reale venuta da Firsthold in visita a cui era stato promessa un'occhiata alla rara scimmia bianca. Il Magister aveva un costume per il bardo se si degnava di recitare la parte della scimmia per i visitatori. Il bardo si era ripromesso di prendere la prima parte che gli veniva incontro, indipendentemente da quanto fosse minore, così acconsentì. L'elfo promise che la sciarada sarebbe durata non più di due settimane, quando i visitatori se ne sarebbero andati.

    Per i primi giorni della mascherata, il bardo non fece altro che sedersi sul retro del recinto. Aveva paura a muoversi e mostrare le possibili imperfezioni del costume della scimmia. Col tempo si annoiò e iniziò a camminare. Notò improvvisamente che i nobili in visita lo stavano guardando, affascinati. Felice che lo stratagemma stesse funzionando, decise di animare l'atto.

    Ben presto ebbe sia una performance che una folla. Invece di ballare una tradizionale maschera elfica, girava intorno alla cella con ogni trucco acrobatico che conosceva. Invece di cantare una ballata, simulava un ruggito che immaginava potesse produrre una rara scimmia bianca. La gente lo adorava. La folla fuori dalla sua cella diventava sempre più grande ogni giorno.

    Un giorno, si esibiva per la folla - il suo lavoro migliore fino ad allora. Si girò su se stesso, ruggendo e belando. La sua mano scivolò e lui volò attraverso la porta della cella accanto, dove un lupo della neve era di residenza. Drizzando la schiena e ringhiando, il lupo della neve cominciò a chinarsi verso il bardo.

    Non vedendo altra via d'uscita, il bardo urlò: "Aiuto! Aiuto!"

    Il lupo della neve sussurrò: "Stai zitto o ci farai licenziare tutti".


    Crystal_Tower_%28Online%29.jpg
    La Torre di Cristallo, come appare in ESO: Summerset.
     
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  9. Varil

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    Il Mito Tsaesci della Creazione (Developer Text)


    E noi l'abbiamo mangiato per diventarlo



    Vi fu il Colpo, e l'Uovo fu scisso in dodici mondi, uno per ogni serpente che aveva un nome, e i nomi dei serpenti erano vivi e si attorcigliavano su sé stessi e diventavano altre uova, poiché i nomi sono auto-materia e il Nominare andò avanti e avanti. Secondo i calcoli, la sequenza casuale apprese molto astutamente che la frammentazione si preservava per l'occhio sinistro. I regni di variazione ne furono l'evidenza necessaria.

    Vi fu il Morso, che ruppe i dodici mondi e i loro nomi-uovo, e i Morsicatori masticarono nuovi nomi dai serpenti minori finché la morte fu presto conosciuta dal più piccolo e i vostri alfabeti scomparvero, ma i nostri non lo fecero. Lo stato di riposo divenne meritevole di colpevolezza, anche se segmentata, così il calore fu dissipato attraverso l'occhio destro. E in misericordia vi demmo un linguaggio che era morto ma in grado di camminare se usato, cosa che avete fatto, sebbene le cibo-forme transitorie divennero problematiche.

    Vi fu lo Scivolamento, quando le scaglie erano ora morsi-di-nomi che si muovevano liberamente, e gli oratori della lingua morta svanivano in un non-parlato, il che è l'uovo-nominare invertito, che scivola nello spargimento di più morti, che non possono essere riscattati nel quadrante della fame, e ora non avremmo più potuto essere distaccati, perché il dodici-a-uno parlava soltanto senza senso, eccetto che per noi, che mangiavamo il vostro scivolamento durante la stagione delle trombe mentre i Morsicatori avvelenavano la sequenza casuale finché non arrivammo noi e ne facemmo la musica, giacchè questa è l'unica cosa che avrebbe potuto salvare la preda che indossava tutte le forme di confusione non descritte ancora nei calcoli. Alcuni di noi scoprirono l'onore, anche se i più portarono alla luce l'idea della moderazione, che mutò nell'identico processo di selezione e noi in tale maniera creammo il nostro atto di mangiare.

    Vi fu lo Spargimento, che si gonfiava in una sfera di comunicazioni commestibili e fu così che la sequenza cominciò a trovare di nuovo le giuste proporzioni. I nomi-uovo che erano sopravvissuti senza trasformarsi in polvere di calcolo si stabilizzarono e divennero acque di dreugh, che furono la prima cosa che circoscrisse finalmente i rischi provocati dal Colpo. I segnali di stomaco scrissero un complesso documento di condizioni. Questa era la mappa delle variazioni, denominata "dai".

    Vi fu così l'Allungamento, dove i movimenti di dai progredivano attraverso isole di comunicazione commestibile e così le cibo-forme potevano accumularsi. Un Allungamento si dipanò ma la Spiralatura sul suo ventre produsse una linea stellare virtuale, che rese l'atto del mangiare lucido. Scivolammo verso l'imago e astutamente lo Nominammo. Le acque obbedirono e i nomi morti presero il loro posto nella sequenza casuale. I primi serpenti tornarono da noi sotto forma di trasmissioni che rispondevano al virus dell'alfabeto che poi alla fine consumammo. Mediante dai, lo uovo-nominammo e inghiottimmo tutte le informazioni-sorgente per preservare lo stesso virus e diventare così immortali. Oltre la linea stellare, il morto-parlare continuava.

    Vi fu quindi la Covata, e noi assumemmo forme che erano state concesse dalle informazioni di sorgente dei primi serpenti, il che era cammino dorato, il che è modello. Le scaglie si intrecciarono nella sequenza casuale con musica che aveva mangiato in eterno, nutrita attraverso voi. Le forme basse crearono un uovo cercatore ma nutrimmo anch'esso con la musica. Poi lo Spargimento dei Morsicatori crebbe per vie trasversali nel campo della ricezione ed esso seppe che la Spiralatura ed il controllo erano nostri, nati dai calcoli. Il nome finale era Tsaescenza e noi l'abbiamo mangiato per diventarlo ed ora non ci sono più variazioni.
     
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    Meraviglie Perdute delle Ere, Vol.3 (Fictional, tratto da Legacy of the Dragonborn, basato sulla Lore di Knights of the Nine, DLC di Oblivion)



    Meraviglie Perdute delle Ere Vol.3


    Di
    Gaspard Septus



    Avviso: questo libro, come tutti gli altri di questa serie, è puramente speculativo. Non ti condurrà direttamente a questi artefatti, ma potrebbe dare a un avventuroso cacciatore di tesori un vantaggio. Sebbene possa sembrare che io abbia genialmente scoperto esattamente dove si trova ogni reliquia, queste descrizioni riportano storie e storie e contengono solo gli indizi che ho appreso.

    Le Reliquie del Crociato, le armi e l'armatura di Pelinal Whitestrake, utilizzate nella battaglia contro Umaril il Senza-Piume, sono uniche tra le varie meraviglie di questa serie. Perchè? Perché sono state perse non una volta, non due, ma ben tre volte. La prima volta dopo la morte di Pelinal dopo lo scontro con Umaril. Furono poi riunite dai Cavalieri dei Nove dopo essere stati fondati da Sir Amiel nel 3E 111. Andarono perse di nuovo dopo che i Cavalieri si sciolsero in seguito alla Guerra del Diamante Rosso.

    Le reliquie furono nuovamente recuperate dal Secondo Crociato Divino al fine di combattere ancora una volta Umaril rinato nel 3E 433. Le reliquie rimasero in possesso dei restaurati Cavalieri dei Nove fino alla Battaglia della Torre d'Oro Bianco, dove il Campione dei Cavalieri dell'epoca, Dame Noriel, cadde in battaglia contro i Thalmor.

    I Cavalieri dei Nove riuscirono a recuperare le reliquie del Crociato dal campo di battaglia prima che i Thalmor potessero raggiungerle. Sapendo che i Thalmor cercavano di distruggere le reliquie convinti che rappresentassero un'approvazione divina dell'umanità, i Cavalieri decisero di nasconderle nell'Impero. I Cavalieri lasciarono una guarnigione al Priorato dei Nove, sapendo che i Thalmor sarebbero venuti per le reliquie, mentre mandarono una forza a nord verso Skyrim, sperando di dividere gli agenti Thalmor che li spiavano. Di questo gruppo, scelsero sette cavalieri per custodire e nascondere le reliquie in tutta Skyrim. A ogni cavaliere venne dato un baule, creato e benedetto nel nome di uno dei Divini, apribile solo da qualcuno benedetto da quel Divino, o da un sovrintendente dell'ordine stesso, portatore dell'anello di Sir Amiel, fondatore dell'ordine. L'anello, si dice, andò perduto durante l'epurazione dei Cavalieri e del ricordo di Pelinal Whitestrake e della sua eredità ad opera dei Thalmor, che diedero la caccia ai protettori dei forzieri. Tutto ciò che si sa è che egli stava aspettando i suoi fratelli da qualche parte lungo l'estremo nord.

    I sette partirono col favore della notte, portando le reliquie nei luoghi che ritennero più adatti. Qui sono contenuti tutti gli indizi che ho scoperto sulla probabile ubicazione dei forzieri e del loro contenuto.

    Il portatore della Spada era forse il più fedele, portò la reliquia al Tempio dei Divini a Solitude, in attesa di un possessore che ne comprendesse il potere della vita e della morte. Questo scrigno è l'unico tra i suoi "confratelli" di cui si sa per certo dove si trova.

    Lo Scudo del Crociato poteva essere rivendicato solo da un uomo benedetto dalla saggezza, sebbene il portatore scelse di nasconderlo non tra coloro che erano saggi nei meccanismi del mondo, ma nella cantina di un saggio esperto nella conoscenza dei viandanti. Posso solo supporre che il baule debba essere nascosto in una locanda o in un ostello di qualche tipo.

    Il portatore degli Stivali li nascose vicino a un forte una volta di proprietà di un ordine dedicato allo sradicamento dell'innaturale. Riposano tra gli animali nativi, in attesa di essere reclamati da un benedetto apprezzatore della natura. Questo luogo è talmente considerato innaturale dai Nord che la leggendaria ubicazione di questo baule potrebbe letteralmente essere ovunque; da una buia rovina Dwemer infestata dai Falmer a un dormitorio dell'Accademia dei Maghi di Winterhold.

    Il portatore dell'Elmo ebbe meno fortuna degli altri. Ella fu quasi catturata dai Thalmor e costretta a fuggire più a nord. Terminò il suo viaggio vicino a un forte nel Pale, portando l'Elmo sottoterra in una vicina grotta. L'Elmo ora è abbandonato tra gli orribili abitanti delle caverne, mentre attende un campione per essere recuperato. Ancora una volta, il termine che viene menzionato, "orribili", attira immediatamente i miei pensieri sui Falmer o forse gli Hagraven di Skyrim, ma chiunque provi a trovarlo farebbe meglio a cercare tra le aree intorno ai forti del Pale settentrionale e le caverne vicine.

    L'Armatura del Crociato attende un campione, benedetto dal tempo, per recuperarla dalla grotta in cui si trova, a nord-est di una città di pietra. I passaggi riguardanti questa leggenda mi stanno facendo perdere la pazienza. Alcuni racconti implicano che la benedizione del baule sia stata impartita da Mara, altri che sia stato Akatosh stesso, il che mi porta a credere che i Gambali e la Corazza possano essere conservati nello stesso baule. Come ben sappiamo attraverso le leggende delle Reliquie del Crociato, ognuno degli Otto Divini donò una reliquia, eppure ci sono solo sette casse secondo tutte le fonti riguardanti i forzieri. Mi dispiacerebbe pensare che uno dei bauli contenenti l'Armatura o i Gambali sia andato perso per sempre. Per quanto riguarda la posizione, suppongo che il Reach sia la locazione esatta, ma l'intera area è disseminata di guglie di rovine Dwemer, quindi la posizione esatta sarebbe molto difficile da localizzare.

    Il portatore della Mazza arrivò ad un forte all'incrocio di diversi feudi, per essere trovato da chi conosce il valore del lavoro onesto. È una vaga leggenda, e fornisce solo una vaga idea della posizione di cui si parla. Ci sono molti crocevia a Skyrim, ma verosimilmente il più probabile è uno dei tre che circondano Whiterun, il feudo più centrale della provincia.

    Il portatore dei Bracciali si credeva un crociato, e finì per rincorrere un vampiro attraverso il Reach dopo un tentativo fallito di ucciderlo. Accecato dalla rabbia inseguì il vampiro in una tomba e lo uccise. Poi si rese conto che aveva attraversato una casa del culto dei draghi e, messi al sicuro i Bracciali, affrontò l'orda di non morti che si era svegliata. Sperando che qualcuno più misericordioso di lui sarebbe giunto a rivendicarli, combattè fino alla fine come penitenza per il suo fallimento.

    The-Elder-Scrolls-IV-Oblivion-Knights-of-the-Nine-5-HWTFMH9P7S-1600x1200.jpg
     
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    Su Sybandis (Fictional, tratto da The Wheels of Lull)


    Su Sybandis


    Come è noto, l'Aurbis è una ruota con Mundus come fulcro, stabilizzato solo dalle Ossa della Terra e con la miriade di acque dell'Oblivion che rappresentano gli spazi tra i raggi. Tuttavia, ciò che non si sa è che gli Aedra costruirono un mondo prima di Mundus per testare la saggezza dello schema di Magnus.


    Chiamare Sybandis un mondo non è del tutto preciso tuttavia, poichè manca di quella scintilla divina che ha impregnato il nostro Mundus. È un modello per quello che doveva venire dopo. Ho viaggiato lì, una volta, e posso dire con certezza che ci sono pochi posti, tra tutti i mondi, così ostili per la vita. Perché vedi, Sybandis è privo della legge divina - non ha Ossa della Terra. Dopotutto, è solo un modello. Un precursore. È stato costruito per testare l'idea stessa del costruire, e niente più. È essenzialmente un pezzo di materia libero-fluttuante nella vasta e accecante distesa dell'Aetherius.


    Di conseguenza, Sybandis è un mondo statico. Il tempo non passa, niente cresce sul terreno arido, nessuna corrente si muove in profondità nei suoi oceani. In tal senso, è un fallimento. Riuscì, tuttavia, a persuadere Magnus ad adottare le revisioni di Lorkhan al suo progetto, anche andando contro il suo stesso giudizio, questo proprio perchè il mondo che gli Aedra avevano creato in questo primo tentativo era così carente. Tuttavia, non ci sono rivelazioni divine da trovare lì. Potrebbe interessare solo ad un particolare tipo di studioso interessato alla costruzione di mondi artificiali ed egli vedrebbe il risultato di tale sforzo in prima persona.
     
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    Viaggi attraverso Sybandis (Fictional, da The Wheels of Lull)



    Viaggi attraverso Sybandis, il Nirn Che Mai Fu, come riferito dal Mago Imperiale Cocius Ratori





    Mio padre lavorava come costruttore per la Marina Imperiale. Era il suo orgoglio e la sua gioia, l'ingegnere latente in lui amava ogni tiro e ogni colpo di martello, e ogni enorme galeone da lui costruito custodiva dentro di se il suo amore.


    Quando il supporto per la Marina fu interrotto, così furono i progetti di mio padre. Non c'era abbastanza forza lavoro per dismettere le cose, quindi le trascinarono semplicemente su una spiaggia vicina e le lasciarono lì. Mio padre camminava ancora tra quelle navi alcune notti, inseguendo vandali e granchi. Mi portava con se, mostrandomi le cose che aveva costruito. Per un giovane ragazzo, era un'esperienza snervante. C'erano queste enormi navi da guerra, centinaia di metri di legno, oro e magia, che non sarebbero mai state finite, una lettera d'amore di manodopera mai finita di scrivere. Le navi, era come se fossero sempre sull'orlo di qualcosa, non morte, ma neanche vive. Mi sono sempre sentito come se venissi osservato da qualcosa di non formato. Anche mio padre doveva averlo sentito, e sebbene fosse felice di essere il guardiano della sua flotta, c'erano alcune notti in cui invece se ne stava seduto vicino a una finestra e guardava sopra la baia di Anvil in direzione delle navi. Le chiamava "i mai nati", e solo ora ne capisco perfettamente il significato.


    Proprio ora, percorro un mondo incompiuto, dove colore, suono e movimento non sono scritti. Questo è il Mondo Che Mai Fu, questa era la sessione di prove, il piano prototipo che gli dei costruirono solo per vedere se avrebbe funzionato. Questo è Sybandis, il Nirn Mai Nato.


    È semplice da capire, come ho detto, è semplicemente una prova di concetto, un banco di prova dell'idea cosmica. Ma nessuno spirito è morto per rendere reale questo mondo, non c'è legge, non c'è fisica. È un mondo costruito per metà; anche ora, mentre parlo, mi insinuo tra stormi immobili di uccelli senza pelle, scalo montagne che sono crollate rivelando gli ingranaggi sottostanti e mi infilo tra gigantesche impalcature ferme in semi-decadenza. Sono l'unica cosa reale qui, e persino questo potrebbe vacillare. Non c'è da meravigliarsi se gli Psijic hanno posto serrature mistiche su tutto il regno, e perfino i Daedra evitano questo luogo silenzioso, temendo che le sue Ruote possano diventare affamate e che si possano formare nuove Ossa della Terra. Per poter anche solo navigare in questo non-mondo, persino per respirare, devo portare con me dei frammenti di esistenza. Una roccia da una riva di Tamriel, una bottiglia d'acqua, non per bere. Tutto per ricordare a questo mondo che io esisto. Ma bisogna stare attenti, un piede fuori posto, un inciampo, e si può girare una ruota errante o spingere verso il basso un pistone anomalo. E quando lo fai, il mondo prende vita, il tuo movimento e il calore gli danno una breve accensione. Gli uccelli volano, le impalcature cadono, e per un momento, potresti credere che questo mondo potrebbe vivere, che dovrebbe vivere.


    Ma non lo farà. Non puoi girare queste ruote senza grandi costi. Vedi che su Sybandis non c'è alcun sole, l'unica cosa appesa nel suo tetro cielo è l'Occhio. Una grande pupilla senza palpebre che siede lì, immobile, senza battere ciglio, l'unica prova che Sybandis ha uno spirito.


    Ma esso diventa vivo, anche per un breve istante, sì, l'occhio, quell'orribile occhio, lentamente muove lo sguardo su di te.


    Non so se voglio sapere cosa succede se quell'occhio finisce la sua ricerca. Ho delle teorie, ma nessuna delle quali voglio testare. Sybandis è un mondo non vivente, ed è meglio se rimane così.
     
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  13. Varil

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    Censimento Imperiale dei Lord Daedra (Developer Text)


    Censimento Imperiale

    dei

    Lord Daedra

    Stampa della Città Imperiale - per conto della
    Società Geografica Imperiale


    Azura, Signora del Tramonto e dell'Alba, mantiene il dominio di Moonshadow, un Paese crepuscolare di oscurità e mezze idee. Storicamente i visitatori di questa isola provengono principalmente dai Dunmer della parte orientale di Morrowind, e dal popolo felino di Elsweyr; entrambe le genti tengono in grande affetto la madre dell'immanenza, sebbene su strade separate. Al tempo di questo scritto, le normali porte per Moonshadow sono state inaccessibili per gli ultimi diversi anni. Se questo abbia a che fare con gli avvenimenti illegali nella Sala di Hogithum nella Capitale o sia un puro capriccio della stessa Azura, nessuno può dirlo. Ovviamente, l'atto più famoso di Azura dei tempi recenti è l'Incarnazione del Nerevarine, un argomento che sebbene sia molto oltre la portata di questo libello è stato sentito fino al giorno d'oggi.

    Boethiah, il cosiddetto Principe dei Complotti, ancora una volta ha cambiato nome al proprio paese di politiche labirintiche e tradimenti. L'ex "Monte del Serpente", i giardini labirintici e le torri contorte del Principe Boethiah sono chiamati "Parte dell'Attribuzione", un regno che coloro i quali vivono al di fuori della politica arcana farebbero meglio a evitare. Boethiah, come la sua compare Azura, è molto venerato dai seguaci dell'ex Tempio del Tribunale, ma suoi sottoculti sono radicati in quasi ogni seggio di governo terrestre. La data tradizionale della sua festività è il 2 di Luce del Crepuscolo, quando molti contratti sono scritti sia tra re che tra persone comuni.

    Clavicus Vile, dio-ragazzino della Stella del Mattino, conferisce una strana quiete alle proprie terre che sembra concorde alle sue sfere di beffa e spergiuro, sebbene si debba dire che quale forma possano assumere tali concetti è imperscrutabile. Forse rendendo il suo dominio una campagna idilliaca il Principe illustra il proprio maggiore aspetto, e ciò che lo mette tra le grazie dei suoi molti seguaci, il potere della serenità per mezzo dell'esaudimento dei desideri. Solo ai più forti tra i servitori dell'Imperatore è consigliato stringere patti col Principe Clavicus, e anche in quel caso sono avvisati dal non bere dall'Amaro Calice.

    Hermaeus Mora, "Il Giardiniere degli Uomini", sostiene di essere uno dei Principi più vecchi, nato da idee gettate via durante la creazione della mortalità nel Mundus. Gli Uomonauti imperiali hanno confermato che la sua influenza su fato e tempo è reale e genuina, tali implicazioni legano questo principe direttamente ad Akatosh, capo dei Nove Divini. Dato che Akatosh è il principale spirito temporale la cui comparsa portò alla formazione del mondo, forse Hermaeus Mora dice la verità. Nondimeno, è la volontà di Sua Maestà Uriel VII che qualunque propiziazione sia consegnata a questo Principe Daedrico solo durante la festività ufficiale del 5 di Primo Seme. "Tutto il resto è cambiamento."

    Hircine. Il suo Territorio di Caccia è stato chiuso per consenso generale del Consiglio degli Anziani fino a nuovo avviso. È menzionato qui solo per amore di completezza.

    Malacath detiene la terra esistente dell'Oblivion alla quale è più difficile accedere, l'Ashpit. Come Principe Patrono dei senza diritti e di coloro che sono stati cacciati, è solo ragionevole che le vie per il suo dominio assumano un caratteristico livello di occultamento. Orsinium, regno degli Orchi, tributa a Malacath la propria maggiore stima, il che è sorprendente quando si considera la comune repulsione orchesca verso gli spiriti daedrici. Si potrebbero allora fare congetture sul fatto che siano vere le voci per cui Malacath non sarebbe un vero Daedroth ma uno spirito dell'etere imprigionato. Sicuramente si addirebbe al Principe dell'Esilio essere un esiliato egli stesso.

    Mehrunes Dagon, Signore dei Rasoi, si è dimostrato molte volte il nemico dell'Impero. Di aspetto tremendo e coronato di rame battuto, il Principe della Distruzione dalle quattro braccia ha turbato i confini del Mundus con guerra, voci disoneste, e forza delle armi. Esiliato alla dissoluzione durante il massacro del Cancello di Weir e ancora a Kvatch dai maghi guerrieri del 33°, Mehrunes Dagon ancora una volta è tornato all'Oblivion, e le stelle hanno predetto che la sua tenacia non ha mai conosciuto nessuna privazione. Tutti gli eroi di Cyrodiil sono chiamati a vegliare contro le sue agenzie nascoste.

    Mephala. I suoi domini nell'Oblivion sono numerosi e offuscati, raccolti insieme da vasti fili di una magica rete fantasma. Sono tutti fedeli alle sue sfere del sesso e dell'omicidio segreto. Una eco di questa stessa struttura sono i diversi culti esoterici a lei devoti in tutta Tamriel, molti dei quali sono proibiti dalla legge imperiale. Il suo aspetto è ammantato e molteplice, persino quando appare tra le folle che si radunano nei suoi templi durante Gelata.

    Meridia. I suoi possedimenti nell'Oblivion sono conosciuti collettivamente come "Le Stanze Colorate". Un altro Principe le cui origini potrebbero non essere completamente al di fuori dell'etere, Meridia è stata collegata molte volte a Magnus il Sole. Il resoconto più famoso di questo legame è il Trattatello di Merid-nunda, che dà apertamente a Meridia il ruolo di una indocile figlia solare, espulsa dai cieli per essersi associata a gamme illecite.

    Molag Bal, Re del Conflitto, è secondo solo a suo fratello il Principe Mehrunes Dagon nell'ostilità verso il nostro Imperatore. Le sue terre sono gli ossari, i recinti di schiavi di Coldharbour, che non hanno nessuna contrizione per quei viaggiatori che le visitano per sbaglio o di proposito. Che a Molag Bal sia affatto permessa la propria festività ricorda un trattato dei tempi antichi, quando a quanto si dice prestò il suo potere infernale alla creazione delle prime gemme dell'anima.

    Namira. Il Vuoto Fuggente di Namira è stato chiuso per consenso generale del Consiglio degli Anziani fino a nuovo avviso. È menzionato qui solo per amor di completezza.

    Nocturnal. A Nocturnal è accordato il titolo di Ur-dra da quasi tutta la Regalità dell'Oblivion. Come madre della notte, ella sostiene di essere un aspetto dello stesso Vuoto originale, e generalmente si ritiene che per uno sia meglio rafforzare questa dichiarazione nelle sue preghiere serali.

    Peryite. Le sue fosse sono sempre state inaccessibili ai mortali. La nostra unica vera conoscenza di esse proviene dai resoconti degli altri Principi diabolici. Si dice che Peryite faccia la guardia agli ordini più bassi dell'Oblivion e che i suoi evocatori debbano considerare la sua similarità ad Akatosh come un qualche curioso scherzo primordiale.

    Sanguine, Principe dell'Edonismo, comanda non meno di dieci volte diecimila tasche del piacere del Vuoto. Dato che baldoria e stordimento da ubriachezza ricadono sotto l'influenza del Principe, è stato il preferito di molti Imperatori dalla prima fondazione. I registri indicano persino che abbia risieduto nella Torre d'Oro Bianco durante il regno di Reman Cyrodiil e abbia aiutato nella stesura in qualche modo dubbia delle Festività Crendali, le cui volgarità fecero poco per aiutare l'espansione Imperiale in Alinor e le altre Summerset.

    Sheogorath. I suoi Manicomi sono stati chiusi per consenso generale del Consiglio degli Anziani fino a nuovo avviso. Sono menzionati qui solo per amor di completezza.

    Vaernima, Principe del Presagio e del Sogno, condivide una speciale connessione magografica col Mundus, poiché spesso i mortali addormentati scivolano nel suo reame senza alcun aiuto. Il sacrificio tradizionale a Vaernima si tiene il 10 di Luce del Cielo, ma come con la maggior parte degli spiriti della fortuna, le preghiere a questo Principe Daedrico avvengono piuttosto spesso, e non sempre prima dell'ora di andare a letto.
     
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  14. Varil

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    Redguard, La Loro Storia e i Loro Eroi (TES II: Daggerfall)



    Redguard, Storia ed Eroi


    di Destri Melarg

    Annotazioni sui Redguard, la loro Storia ed i loro Eroi.


    Questa è la bozza di prova iniziale del mio libro, "Redguard, la loro Storia ed i loro Eroi".


    Quella che segue è una raccolta dei racconti, miti e storie dei Redguard. Gran parte della loro storia è avvolta nel mistero e risale alla notte dei tempi. È difficile distinguere tra mito e storia reale.

    [La nota dell'Autore è stata tradotta nella Lingua Moderna di Hammerfell]



    Frandar Hunding nacque nel 2356 - secondo l'antico modo di contare gli anni-, nei deserti della nostra amata terra. Il tradizionale dominio degli imperatori era stato rovesciato nel 2012 e, sebbene ogni successivo imperatore fosse rimasto il prestanome dell'Impero, i suoi poteri furono molto ridotti. Da quel momento, la nostra gente visse, per 300 anni, una guerra civile quasi continua tra i Signori delle provincie, maghi guerrieri e briganti, tutti in lotta per conquistare terre e potere. Il nostro popolo, un tempo, era artigiano, poeta e studioso, ma le lotte continue resero inevitabile l'uso della spada: il suono della lama che fendeva l'aria, trapassava carne ed ossa, l'elsa che sbatteva contro l'armatura, era una risposta alle loro preghiere.

    Ai tempi di Lord Frandar, il primo Principe guerriero, i signori chiamati Yokeda costruirono enormi castelli di pietra per proteggere se stessi e le loro terre; e le città fuori dalle mura dei castelli, cominciano a crescere. Nel 2245, tuttavia, un uomo, Mansel Sesnit, venne alla ribalta. Divenne un Elden Yokeda, o dittatore militare, e per otto anni riuscì a mantenere il controllo di quasi tutto l'impero. Quando Sesnit fu assassinato nel 2253, un borghese assunse il governo. Randic Torn continuò il lavoro di unificazione dell'Impero, iniziato da Sesnit, annientando spietatamente ogni tentativo di insurrezione. Riportò in voga la vecchia cultura di separazione tra guerrieri - i Cantori delle spade - e cittadini comuni, introducendo molte restrizioni sull'uso delle spade. "La Caccia alla Spada di Torn" - così veniva chiamata - significava che solo i Cantori potevano indossare spade, e questo li distingueva dal resto della popolazione.

    Sebbene Torn si fosse impegnato molto per evitare conflitti nell'Impero, al momento della sua morte, nel 2373, i disordini interni non erano ancora stati completamente eliminati. Alla sua morte scoppiò la guerra civile; una guerra che fece sembrare i precedenti conflitti delle passeggiate, in confronto. Fu in questo periodo che Frandar Hunding nacque e crebbe.

    Hunding apparteneva ai Cantori delle Spade. Questo tipo di soldati dell'Impero, originariamente artigiani dei deserti, si diffuse sempre di più, ed inizialmente le reclute erano esclusivamente giovani figli e figlie delle famiglie altolocate. Costruirono il primo tempio per gli Dei della Guerra e costruirono una sala d'addestramento "La Sala delle Virtù della Guerra". Nel giro di poche generazioni, la via della spada - il canto della lama - era diventata la loro unica ragione di vita. Le persone della lama mantenevano la poesia ed abilità artigiane nella costruzione di splendide spade, utilizzando al contempo la magia e i poteri degli Dei sconosciuti. I più grandi tra loro, divennero noti come Ansei o "Santi della Spada". Ognuno di questi iniziava una scuola di formazione, intraprendendo la propria Via individuale della spada. Gil Ansei delle più alte virtù, vagavano per le campagne, impegnandosi in battaglia, correggendo i torti e cercando di porre fine alle lotte.

    Riassumendo: Hunding era un Cantore di spade, un maestro Ansei, in un'epoca in cui il popolo era stremato a causa delle guerre, in seguito alla morte di Torn. Molti Cantori misero via le loro spade e divennero artisti, perché la forza della loro arte era forte; ma altri, come Hunding, perseguivano l'ideale del guerriero alla ricerca dell'illuminazione, attraverso i pericolosi sentieri della Spada. Duelli per vendetta e prove di abilità erano luoghi comuni, e le scuole di scherma si moltiplicavano.

    Frandar Hunding Hel Ansei No Shira, o come è comunemente noto Frandar Hunding, nacque nelle lontane lande del deserto, nella provincia di High Desert. 'Hunding' è il nome della regione di High Desert vicino la quale è nato. 'No Shira' significa persona nobile di cuore o persona di nobile nascita, e 'Hel Ansei' era il suo titolo di Santità della Spada.

    Gli antenati di Hunding vissero all'inizio dei tempi, ad High Desert, e furono artigiani e mistici. Suo nonno era un servitore di Elden Yokeda, Mansel Sesnit, e guidò molte delle battaglie di unificazione, prima dell'assassinio di Sesnit.

    Quando aveva 14 anni, il padre di Hunding morì in una delle tante insurrezioni, ed egli divenne il responsabile di sua madre e dei suoi quattro fratelli. La sua prodezza con la spada, tuttavia, rese la sua vita difficile e allo stesso tempo facile. Facile, in quanto i suoi servizi erano molto richiesti come guardia e come uomo della scorta. Difficile, perchè la sua reputazione lo precedeva, e molti soldati lo aspettavano in battaglia, per affrontarlo ed ottenere fama immediata attraverso la sua sconfitta.

    Quando aveva 30 anni, Hunding aveva già combattuto e vinto più di 90 duelli, uccidendo tutti i suoi avversari. Divenne praticamente invincibile con la spada, acquisendo una tale abilità e maestria che alla fine smise di usare le vere spade create dagli artigiani del suo popolo, ed iniziò ad usare la Shehai o "Via della Spada Spirituale".

    Tutti i Cantori di Spada imparavano attraverso un intenso addestramento e la devozione agli Dei della Guerra. Questa disciplina, se studiata a fondo, permetteva la creazione della spada spirituale. Era una semplice forma di magia o padronanza della mente, per cui un'immagine di una spada si formava dal puro pensiero. Il Cantore della Spada formava la sua spada concentrandosi, ed essa prendeva forma nella sua mano - di solito era una lama di luce pallida, nebbiosa e inconsistente, una forma di bellezza eterea, un simbolo di devozione per la Via e gli Dei, ma non sembrava un'arma. Tuttavia, gli Ansei di altissimo livello e sensibilità, e quelli dotati di talento nella magia, potevano, in momenti di stress, formare una vera spada spirituale, la Shehai, che era molto più che luce e aria - era un'arma inarrestabile di grande potenza, un'arma che non poteva mai essere evocata dall'Ansei senza carpirne anche la mente.

    La Shehai divenne l'arma di Hunding, e con questa uccise bande di briganti e mostri erranti che infestavano la terra. Alla fine, al termine del suo 90° duello, sconfiggendo il malvagio Lord Janic ed i suoi sette seguaci negromanti, si convinse di essere davvero invincibile. Hunding si impegnò, quindi, a formulare la sua filosofia de "La Via della Spada". Scrisse i suoi insegnamenti nel 'Libro Dei Cerchi' mentre viveva da eremita in una caverna sulle montagne del deserto, durante il suo sessantesimo anno d'età.

    Quell'anno Hunding, dopo essere stato arruolato in molte battaglie dell'Impero, ed aver sconfitto tutti gli avversari, si era pensato pronto per la morte e si era ritirato nella sua caverna, per mettere a punto la sua strategia e le sue mistiche visioni, in modo da condividerle con altri Cantori della Spada. Fu dopo il completamento della pergamena del Cerchio, che i Cantori lo trovarono a comporre il suo poema della morte e si prepararono a vederlo unirsi agli Dei della Guerra nel riposo finale.

    A sessant'anni era un uomo vigoroso, i cui pensieri erano rivolti verso la fine, ma la sua gente, i Cantori delle Spade, aveva bisogno di lui. Avevano bisogno di lui come mai prima di allora.

    La 'Caccia alla Spada di Torn' aveva separato i Cantori dalla gente comune, e l'ascesa dell'ultimo Imperatore aveva dato inizio all'ultima grande battaglia dell'Impero del deserto. Questo conflitto fu l'ultimo tentativo dell'Imperatore Hira e della sua consorte Elisa, di strappare il controllo dell'Impero al popolo, distruggendo i Cantori delle Spade. Hira giurò di cercare ogni Cantore esistente e con il suo esercito di briganti, composto da Orchi e sostenitori dell'Impero, iniziò la sua ricerca finalizzata alla distruzione.

    I Cantori della Spada erano in pochi, non era una Via facile da seguire. Il deserto rendeva difficile le nascite e le lande aride e spietate eliminavano tutti, tranne quelli con spirito e volontà di ferro. Così il conflitto finale, che divenne noto come la "Guerra dei Cantori", trovò i Cantori della Spada impreparati e non ancora pronti ad unire le proprie grandi abilità in un unico esercito che potesse difendere la propria casa e le proprie vite.

    A Frandar Hunding venne chiesto aiuto, fu interrotto il suo poema di morte, e gli fu affidato il comando dei Cantori, senza troppe cerimonie. Agli Dei della Guerra si deve un ringraziamento speciale per aver fatto in modo che Hunding avesse abbastanza tempo per racchiudere in un libro tutti i suoi anni di saggezza accumulata, le sue strategie, la Via dello Shehai. I Cantori fuggirono dalle colline e montagne del deserto, dove vivevano. Si recarono ai piedi di Hattu "il padre delle Montagne", dove Hunding era andato a scrivere in pace e morire, e lì fondarono l'Esercito del Cerchio - dove appresero la Via di Hunding, le sue strategie, le sue tattiche, e la sua grande visione della vita.

    Hunding escogitò un piano comprendente sette battaglie, che condusse gli eserciti di Hira sempre più in là nella natura selvaggia, ai piedi di Hattu, dove avrebbero avuto modo di combattere la battaglia finale. Hunding definì il suo piano "Il Martello e l'Incudine". In ogni battaglia, i Cantori di Hunding ebbero modo di imparare le sue strategie e tattiche, diventando forti nell'uso della Shehai e ritrovandosi pronti a sconfiggere i loro avversari nella settima battaglia. E così fu, le prime sei battaglie si conclusero senza vincitori nè vinti, ogni battaglia conduceva alla successiva. Gli eserciti più grandi di Hira seguivano il piccolo esercito di Hunding. Nonostante fossero in proporzione di trenta ad uno, i Cantori non vacillarono mai. Tutto fu pronto. Hira ed il suo esercito si spinsero fino alla base del monte Hattu, dove gli fu inferto il colpo di martello. La battaglia iniziò e molti Cantori caddero quel giorno. Hunding sapeva che i Cantori sarebbero rimasti in pochi, ma di Hira ed il suo Impero del male non sarebbe sopravvissuto nessuno. E così fu.

    Alla fine, Hunding e circa ventimila Cantori sopravvissero a quell'ultimo scontro, ma nessuno dell'esercito di malvagi si permise mai più di uccidere o saccheggiare. Più di trecentomila caddero quel giorno, ai piedi di Hattu. Di quelli che vennero lasciati andar via, non si ebbero più notizie.

    I Cantori impacchettarono le loro cose, ripiegarono le tende, piansero i loro morti e seguirono Hunding fino alla grande città portuale di Arch, nella provincia di Seawind. Lì, la flotta di navi di Hunding li attendeva. I Cantori lasciarono il loro deserto per una nuova terra. Non erano più i benvenuti nell'Impero del deserto, di loro avrebbero cantato e raccontato nelle leggende. L'ultimo grande guerriero, i Cantori di Shehai, il Libro dei Cerchi, tutti lasciarono quella terra, in cui la loro virtù non era apprezzata. Rossi. Rossi di sangue erano gli occhi dei gentili cittadini, non importava che li avessero salvati da un grande male.

    I Cantori si ripromisero di trovare nuove Vie, mentre viaggiavano attraverso il grande oceano, verso la loro nuova terra. Adottarono un nuovo nome, e, per onorare il passato, in ricordo della loro battaglia finale, chiamarono la loro nuova terra Hammerfell e adottarono il nome di Redguard.

    In onore di Hunding, il grande Principe guerriero, ogni famiglia di Hammerfell riserva, da allora, ancora oggi, un posto vicino al focolare, un'alcova, una nicchia, abbastanza grande da contenere un rotolo di pergamena: Il Libro dei Cerchi.

    Elder-Scrolls-Skyrim-Lore-Redguards.jpg
     
    Ultima modifica: 2 Agosto 2019
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    et'Ada, Otto Aedra, Divora il Sognatore (Developer Text)



    et'Ada,

    Otto Aedra,

    Divora il Sognatore.

    [Trascritto da un sogno-spora di un non identificato, evaporato Sacerdote della Falena che raggiunse la somma zero.]

    L'Aedroth Aka, che ha molti nomi che forse suggeriscono già quello che sto per trasmettere alle memospore, è completamente pazzo. La sua mente si incrinò quando la sua "pertica dell'Eternità permise il giorno" e noi in tutto l'Aurbis sopravviviamo attraverso i suoi frammenti, intrappolati negli scritti temporali e cancellazioni del capriccio acausale che egli generò dicendo "IO SONO". Nel tuono aetherio dell'auto-applauso che ne seguì (anzi, che si increspò fino alla convenzione, cioè amnesia), c'è da meravigliarsi se il Dio del Tempo odia lo stesso-gemello sull'altra estremità del cordone aurbrilico, il Dio dello Spazio? Che qualsiasi Creazione diventerebbe così completamente pericolosa a causa di quella singolare paura dell'aggiunta di una singolare parola: "IO NON SONO"?

    Tutta l'Interazione è un solo tarlo di asserzione su un lupo del nulla, e così ogni esperienza (cioè tutto) nata da quel lamento primigenio si fondò sull'eco-bisogno dell'ologramma, ogni fetta identica eccetto che per la scala, e tutta la magia così ebbe bisogno di scaturire solo per tenerlo insieme a vivere, divino scopo incrociato, sostegni di sostegni creati dal bisogno di esistere (assiale, lungo i suoi raggi a due teste che combattono, ognuno che rifiuta il loro punto di origine, ovvero, Torre), terrestri contro cronoculi, e alla fine (una fine che mai si rifiuta di reggere) tutto diventa un lobotomizzato (per ciò che non è lobato, se non la dracocoreografia fatta carne?), rettile (arrotolato) e massivo dio-mappa (reggente una bussola, reggente un orologio), che sbava (l'acqua da cui ci siamo trascinati fuori per dire, come in uno specchio, autoctoni, automatici, "ANCHE NOI, SIAMO") sulle sue innumerevoli ginocchia, dimensione data dalla demenza, dimensione demenza...

    [A questo punto tutta la trascrizione diventa impossibile, tranne che per mezzo di spartiti, un'orchestrazione di essa fu tentata durante il regno di [NUMINIT], il quale, insieme a tutti gli altri, nella follia radiale della sinfonia, fu vaporizzato dall'adiacenzia. I necessari adachimelici mantieni-feticci si attivarono, impedendo il collasso Imperiale. Si può postulare che l'Amuleto dei Re garantì al "Consiglio del Bozzolo" che il sogno-spora "et'Ada, Otto Aedra, Divora il Sognatore" fosse immediatamente immagazzinato nelle mille e otto armi di cattura Cyrodiiliche.]
     
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    Varil Galactic Guy

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    Intercettazioni di Nu-Mantia (Developer Text)


    Intercettazioni di Nu-Mantia



    Questi testi risalgono a prima della Crisi dell'Oblivion
    Lettere dalla 1 alla 8


    Lettera #1

    Per glifo segreto: trasmissione bozzolo sognante
    Bozzolo Sognante: urgente, protocolli di sicurezza concessi

    Al Cancelliere Ocato, in gloria! In trionfo! In assoluta bontà morale!

    Perdoni il mio mezzo così diretto, Cancelliere, e sappia che faccio questo nel rispetto di ciascun antenato nella mia barba, ma il Gran Maestro Jauffre non ha mai risposto ai precedenti sforzi di avvertire l'Impero Attuale sulle scoperte dell'Interrogatorio all'Albero Sfinge-Falena. Ammetto che cotali avvertimenti potrebbero esser sembrati troppo esoterici per ottenere l'attenzione che meritano.

    In breve, la Barriera si sta indebolendo, e conosco la ragione. Inoltre ho scoperto di una cospirazione che risale all'Alba e alla divisione di Aldmeris. L'Impero Attuale è minacciato da forze provenienti da precedenti realtà, e gli Ayleid non sono stati affatto distrutti.

    Le falene più vicine alle mie orecchie e alle mie labbra hanno servito sotto Belharza il Toro durante la loro fase corporea, questo le fa comprendere la grandezza della mia fedeltà. La prego di concedermi il permesso di essere udito al Concilio degli Anziani, anche solo tramite memospora Ducale.

    Tuo sotto il Diamante Rosso,

    Nu-Hatta

    -------------------------------

    Fratello Nu-Hatta,

    Sì, rimembro i tuoi rapporti. Jauffre me li ha passati attraverso i canali di rito. Una teoria interessante, ma priva di fatti sui quali poter agire. Cospirazioni che si estendono per tutto l'impero? Con tutto il rispetto per i tuoi eminenti comunicati, né le Antiche Pergamene né le Falene Ancestrali hanno mai fornito tante pratiche informazioni. Dopo il fatto, ovviamente, le profezie hanno sempre senso. Gli storici e gli studiosi creano le proprie carriere proprio su queste cose. Ma io mi occupo di governare l'Impero qui e ora, con una moltitudine di problemi e pericoli ben più reali di cui dovermi occupare. Non intendo essere poco lungimirante, dammi qualcosa di concreto e ci vedrai agire.

    Congedandomi,

    Ocato di Firsthold, Gran Cancelliere presso il Concilio degli Anziani, Mago Guerriero Imperiale, ecc. ecc.



    Lettera #2

    Per glifo segreto: trasmissione bozzolo sognante
    Bozzolo Sognante: urgente, protocolli di sicurezza concessi
    Protocolli di sicurezza: Sfinge-Falena ancestrali tramite ossa-di-wraith

    Firsthold è fin troppo gentile con me.

    "Allora il glorioso Akatosh risponderà, quando a colui che pone le domande sarà data piena libertà! Parlare nei fuochi del tempo è rendere l'oratore soggetto delle madri Jill, serve del Drago che piegano i minuti al loro volere. Solo attraverso la libertà le vere parole potranno rimanere intoccate."

    Seguiranno i miei rapporti. Presumo di poter procedere collegandomi con gli Anziani?

    Tuo sotto il Diamante Rosso,

    Nu-Hatta

    -------------------------------

    Fratello Nu-Hatta,

    Sì, molto bene. Non so se il Concilio troverà il tuo uso del bozzolo sognante giustificato, ma lascio a te tale preoccupazione.

    Ocato



    Lettera #3

    Membri del Concilio,

    Perdonate il rozzo mezzo attraverso il quale queste informazioni giungono a Voi, ma leggerete sul timbro che Ocato ha fornito il suo permesso, seppur misero. Sappiate anche che il Culto della Falena Ancestrale provvede al Concilio in tutto, e lo fa sin dall'Editto 18.x2n.3E2IS, anche se le allegazioni di tale legislatura, conosciuta come Simulacrum Terminatus, sono ancora in fase di rinnovo.

    Studi sull'argomento della metafisica "Torre" sono all'ordine del giorno, è dai tempi dei Selettivi che non si vede un tale pericoloso interesse nei simboli di potere Shezarrini. Pensate sia un caso? Che tale opera non sia influenzata da secondi fini e messaggi subliminali? Qualcuno dei presenti pensa forse che questa non sia opera del Tharnatos e dei suoi Dormienti?

    La caduta della Torre Rossa non dovrebbe essere vista come una soave conquista delle agenzie di Cyrodiil, in quanto siamo stati nuovamente ingannati dai Servi di Dagon. Sebbene attraverso lunghe ere i chimerici déi siano stati aggiogati alle leggi Divine, la protezione della Prima Pietra doveva rimanere così com'era: un'ironica protezione dei nostri nemici verso i nostri Nemici.

    Le Torri del piano terrestre hanno la propria storia immersa nelle menzogne e nelle false interpretazioni. Il fatto che le terre su cui esercitano il loro dominio ad est e ad ovest siano oggi riverberanti di problemi dovrebbe fornire una semplice prova del fatto che stanno reagendo ad un'attenzione su scala Imperiale, sublunare e dagli scopi disastrosi.

    Per le sole implicazioni dei miei commenti iniziali realizzi che alcuni del Concilio potrebbero voler esercitare il proprio diritto di ammonirmi e richiamarmi al silenzio. Ritiro la spora per sentire tali obiezioni; altrimenti procederò oltre.

    -------------------------------

    Ti prego di procedere.

    Sebbene il Concilio abbia il potere di mettermi a tacere, non possono costringermi a fingermi sordo. Sono incapace di confutare l'argomento in questione nel mio sterile stato.

    Debole e controproducente sono nella posizione che il Concilio mi ha affidato.


    Divayth Fyr



    Lettera #4

    Il principio del nostro presente problema risale all'Era Meretica.

    ...

    Sento già i mormorii di protesta. Per favore, vi assicuro che obbedirò al giudizio del Concilio e presenterò le mie scoperte nel quadragrafo accettato tradizionale: radice metafisica, lezione storica, affermazione della minaccia presente e presunzione delle manovre nemiche. Tutti gli Anziani che intendono entrare nello stato di trance lo facciano ora.

    Aldmeris fu divisa durante l'Alba, ma come tutto ciò che accadeva allora, tali fratture goderono di alcune risanazioni quasi-temporali. Talvolta l'Isola del Principio era con noi, altre volte no o non per intero, più vicina ad uno stadio spirituale che concreto.

    Le Jill non avevano ancora i loro pieni poteri, piuttosto -devo dire- tutti gli spiriti mundex avevano ogni potere in qualunque momento e in qualunque situazione, il che significa che nessuno di loro era ancora arrivato ad esprimersi pienamente. Il nostro mondo era giovane e giovani erano i suoi déi architetti.

    Ciò che seguì è noto a tutti noi in modi diversi e l'impossibilità dell'Alba porta prove a ciascuno di questi modi. Parlo della Torre-Ur, Adamantina, Direnni: la sua creazione e il suo scopo.

    Auriel-che-è-Akatosh ritornò a Mundex Arena dal suo pianeta invitando tutti gli Aedra a convenire ad un incontro statico che si sarebbe svolto fuori dal tempo aurbico. Il suo liscio e argentato vascello discese divenendo una montagna nella terra in perenne mutazione, i venti scintillanti del suo impatto avvertirono che ogni spirito che vi fosse entrato sarebbe stato registrato -- questo perché la presenza delle loro azioni lì sarebbe durata per un periodo incalcolabile e sarebbero quindi potute ritornare contro gli stessi spiriti più tardi, sia che loro scegliessero di godere dell'aether o soccombessero volontariamente o per minaccia alla cancellazione Sithita. Così gli Aedra e le loro corti avrebbero potuto incontrarsi nella realtà.

    I nostri antenati videro l'erezione dell'Ada-mantia, o Torre-Ur, e della Pietra Zero. Che gli Anziani riconoscano questa verità: ciascuna Torre ha una propria Pietra. L'impossipunto della Convenzione fu la prima, sebbene poi sarà un'altra quella a fregiarsi del titolo di Prima Pietra.

    Poiché siamo ora un'assemblea pantheoscopica, non mi metterò a dire se Lorkhan fu dunque processato sacro, profano o trascendente alla Convenzione. I miei fratelli al Tempio dell'Unico potrano richiedere un ricorso dopo il mio primo grafico per discutere di questo sul sensogradiente terziario; il dialogo contemporaneo tendrilico mi è stato incoraggiato dalla Falena. E' mia principale intenzione dimostrare l'effetto eco dell'Ada-mantia e perché sarà un problema per l'Imperatore Attuale. Potrò farlo però solo raccontando la storia della Prima Pietra senza ulteriori discussioni.

    "Aad semblio impera, dela can carpio semblex."

    Con queste parole intono il linguaggio dalle mille sfaccettature degli Ehlnofey. La frase può significare sia "come nell'immagine dei re diventano i cuori delle loro ombre" che "le ombre nei cuori regali sono immagini del come", dove "come" è usato al posto di una parola Ur.

    Il risultato della Convenzione fu di lasciare la sfera terrestre ai suoi eccessi per il suo bene, ma che avrebbero dovuto andarsene dopo l'edificazione dell'Ada-mantia. A Mundus fu data la seconda Torre, quella Rossa, la cui Prima Pietra divenne il Cuore del Mondo, "come nell'immagine."

    Il tempo iniziò a scorrere nel suo processo tradizionale. Gli spiriti che rimasero, maggiori o minori, volontariamente o meno divennero Ossa, abbandonando definitivamente la loro deità. Ad Aldmeris ne furono testimoni e costruirono le torri rimanenti durante l'Era Meretica: Oro-Bianco, Cristallo-come-Legge, Oricalco, Linfa-Verde, Ottone-che-Cammina, Gola-di-Neve e così via. "aad semblio impera".

    Giungiamo dunque al primo popolo di costruttori della storia che molto riverive in enmità, errore o stupore, ciò che già esisteva in entrambi i significati: "Aad semblio impera, dela can carpio semblex." Quello che succede quando invertiamo un'inversione; inoltre, chi lo fa quotidianamente?

    Ed ecco che arriviamo al punto dove Oblivion infastidì la nuova terra per la prima volta.



    Lettera #5

    Membri del Concilio, la fretta rovina la cerimonia. Son convinto che i sapienti sapranno differenziare la "Torre" metafisica dalle Torri della Storia.

    Iniziamo con la lezione.

    Cosa sono le Torri?

    Sono echi magici e fisici della Torre-Ur, Ada-Mantia. Ada-Mantia fu il primo spuntone dell'inassalibile realtà dell'Alba, conosciuta anche come Pietra Zero. I poteri di Ada-Mantia furono capaci di determinare attraverso questa Pietra la diffusione della creazione e i loro ruoli in essa.

    I poteri crearono inoltre la Torre Rossa e la Prima Pietra. Questo permise al Mundus di esistere senza la costante presenza dei Divini. In questo modo i poteri di Ada-mantia fornirono al Mundus uno speciale tipo di divinità che è conosciuta come NIRN: la conseguenza del fato variabile.

    Dopo questi due atti, conosciuti comunemente come la "Convenzione", gli Dèi lasciarono la terra.

    In quanto erano i più potenti degli spiriti minori durante le ere successive alla Convenzione, ed essendo impazienti di emulare ciò che avevano visto ancestralmente, gli Aldmer iniziarono a costruire delle proprie torri. Il fatto che ne costruirono più d'una dimostra che non la pensavano tutti allo stesso modo.

    Gli Aldmer iniziarono a dividersi per culture, sul come meglio diffondere la creazione e quale fosse il loro ruolo in essa. Ciascuna Torre fu costruita per esemplificare una visione differente.

    Questa scissione di scopi è alla base del mito sulla "distruzione di Aldmeris". All'infuori dell'Alba, e perfino lì solo nei ricordi della sua apparenza, non è mai esistita un'isola che fosse la prima casa degli Elfi. "Vecchio Ehlnofey" non è altro che un magico ideale derivato da un miscuglio di ricordi rimasti dall'Alba.

    Non crediate alle storie scritte.

    Tutta la vita mortale iniziò nel cuore stellato delle meraviglie dell'Alba: Tamriel.

    -------------------------------

    Se siamo di fretta, perché ci stai istruendo in merito ai significati metafisici della Torre nell'antica teologia Aldmer? Mi farò informare dal mio aiutante se sarà aggiunto nulla di sostanzioso. Suggerisco al resto del Concilio di fare altrettanto. Abbiamo importanti questioni da discutere con l'Imperatore, oggi.

    Ocato

    -------------------------------

    Non posso che assecondare il Cancelliere, sebbene non ne abbia bisogno.

    Se il gentiluomo circondato da falene vuole per cortesia proceder alla fase del quadragrafo sull'Affermazione della Minaccia Presente...

    Hasphat Antabolis


    Lettera #6

    Prima di procedere, sia noto che obbedisco al volere del Concilio di procedere lungo il quadragrafo. Scindo la memospora sulla Lezione Storica da IV a IX dal Bozzolo Sognante. Non è più presente in questa sessione.

    Procederò tuttavia a presentarne ancora due, sotto Invocazione del Portale Invisibile.



    Lettera #7

    Cosa sono le Pietre?

    Le Pietre sono echi magici e fisici della Pietra Zero attraverso le quali una Torre può concentrare le sue energie per modellare la creazione. Talvolta le Pietre prendono in prestito della creazione in eccesso da Oblivion, plasmandola nel regno terrestre.

    Era ed è difficile bypassare Oblivion per giungere direttamente alla fonte della creazione, l'Aetherius. E' stato fatto, ma non senza grandi sacrifici sia mondani che non. Tuttavia, l'accedere ad Oblivion, al Vuoto che circonda Mundex Arena, è stato a confronto un gioco da ragazzi.

    Coltivare la creazione che arrivava nel Vuoto dall'Aetherius divenne lo scopo delle Pietre.

    I Reami Daedrici si formarono col medesimo principio: poteri padomaici che hanno impiegato scarti aetherici per costruire i propri territori di vuoto. Le Torri costruite sul Mundus, poiché le terre intorno a loro si congelavano in assenza di déi, erano incapaci di eguagliare i capricci dei Signori del Non-governo.


    Talvolta.

    Gli Elfi si stavano dividendo; alcuni, come gli Altmer, fecero del proprio meglio per affermare la "volontà di Anuiel" e così abbracciarono le crisalidi della Convenzione; altri, come i Chimer, rifiutarono tutte le regole e le misure Aedriche seguendo il loro profeta verso "la Pietra che non è una Pietra che è". La più nefasta delle Torri, Ottone-che-Cammina, rifiutò ancora di più: rifiutò fino alla discreazione, ma arriveremo al suo ruolo nel presente pericolo verso l'Imperatore Attuale a momenti. Non è che una pedina all'interno di un male più grande:

    La Torre Oro-Bianco, la cui Pietra è Chim-el Adabal, l'Amuleto dei Re e i cui padroni stanno tornando. Parlo ovviamente degli Ayleid, per i quali "talvolta" non era abbastanza.



    Lettera #8

    Cosa è la Torre Oro-Bianco?

    Come tutti i costrutti polidotti dei primi Aldmer -a prescindere dal loro credo abnegaurbico- la Torre Oro-Bianco è un ricettacolo di creazione, aad sembia sembio, costruita per portare ad un'inversione del sanguinamento spirituale del congelamento causato dalla Convenzione. In altre parole era un mezzo per (ri)raggiungere i Divini.

    La Torre Oro-Bianco, o Imperiale, fu costruitia dagli Ayleid, gli Elfi Alti delle Terre Continentali che nulla avevano a che fare con i loro isolani simili. Dove gli Altmer cercavano di concentrarsi su una dracocrisalide, o mantenere l'antica magia legata prima che potesse mutarsi in qualcosa di inferiore (atto che ironicamente richiedeva un surplus aetherico), gli Ayleid raccoglievano tutta la creazione di Oblivion forgiando patti con i signori del Vuoto, i Principi del Non-Governo.

    ***

    Inserto di memopolvere della Falena Zingara - si deve tener presente qui che è sempre folle pensare ad un'intera razza come se tutti condividessero la stessa scuola di pensiero. Con "Ayleid" si vuole connotare una distinzione metafisica piuttosto che culturale. Proprio come i primi Chimeri si esularono dagli Esodi Velothi, ma rimangono Chimer, grandi numeri di Ayleid mostrarono maggior interesse verso gli immediati bisogni della terra quali l'agricoltura piuttosto che concentrarsi sulla coltivazione concettuale della magia. Questa distinzione sarà più importante in seguito, dove "Ayleid" designerà altre, spesso straniere, agenzie.

    ***

    Ogni Torre prende una forma mitica. La Torre Rossa è un vulcano e di cenere sono i suoi dintorni. La Gola-di-Neve ha solo metà del suo apice qui. Ottone-che-Cammina è, chiaramente, ambulante e (spesso) antropomorfa. I polidossi Aldmer erano cosminaci, e ll progetto Oro-Bianco non era da meno.

    Sebbene gli Ayleid si fecero una Torre centrale ad immagine dell'Ada-mantia, l'insieme dei polidossi (cioè delle Torri) somigliava alla Ruota, con otto Torri minori a formare un anello intorno alla prima. Congendare questa mitarchitettura come una mera imitazione dell'Aurbis è però ignorare un punto importante: lo stesso "scherzo" ha dato alla Torre Oro-Bianco potere sulla creazione senza pari su questo pian(eta). Fu un trionfo di megafeticismi simpatetici, e l'Inizio della [Minaccia! Per! L'Impero!] che mi porta oggi in questo Concilio.

    Se gli Ayleid furono in grado di costruire la propria Ruota all'interno della Ruota, vuolsi-ragnatela aad semblio, cosa succederebbe se ne staccassero i raggi?


    maxresdefault.jpg
     
    Ultima modifica: 14 Luglio 2021
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  17. Varil

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    Per gli anglofoni tra voi che bramano la conoscenza, affamati di Lore, eccovi alcune playlist decisamente interessanti e di alta qualità, tra i canali Youtube che conosco che trattano i temi della saga TES. Buona visione:

    https://www.youtube.com/channel/UCs4YqYIe-FtpQsAzdn47Vig
    https://www.youtube.com/playlist?list=PL9qQ3PJcmlrfH6a799s6iNHkXzgcbSlky
    https://www.youtube.com/playlist?list=PL9qQ3PJcmlrfGzUQ0Y7kbMV-_nii2iIll

    Purtroppo per i non anglofoni, non conosco canali Youtube italiani "affidabili" in tal senso.
     
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  18. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Libro Marrone delle Grandi Casate Telvanni, 3E 426 (Tamriel Rebuilt, Morrowind)

    [Il Libro Marrone è un annuario degli affari del Consiglio Telvanni dell'anno 3E 426. Esso elenca gli attuali membri del consiglio, le loro residenze, e i loro rappresentanti a Port Telvannis e Sadrith Mora. Inoltre, è anche un resoconto degli eventi significativi e delle azioni del Consiglio durante l'ultimo anno.]

    Consiglieri della Casata Telvanni, Provincia di Morrowind, Era Imperiale 426

    Arcimaestro Rilvin Dral, Sommo Signore dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Thenim, Port Telvannis, Regione delle Telvanni Isles, Morrowind Terraferma, Provincia di Morrowind

    Arcimaestro Gothren, Sommo Signore dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Aruhn, Molag Amur Orientale, Distretto di Vvardenfell, Provincia di Morrowind

    Maestro Aryon, Signore dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Vos, Villaggio di Vos, Grazelands, Distretto di Vvardenfell, Provincia di Morrowind

    Maestro Neloth, Signore dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Naga, Sadrith Mora, Distretto di Vvardenfell, Provincia di Morrowind

    Dama Dratha, Signora dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Mora, Grazelands, Distretto di Vvardenfell, Provincia di Morrowind

    Dama Therana, Signora dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Branora, Costa di Azura, Distretto di Vvardenfell, Provincia di Morrowind

    Dama Eldale, Signora dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Darys, Gah Sadrith, Regione delle Telvanni Isles, Morrowind Terraferma, Provincia di Morrowind

    Maestro Mithras, Signore dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Aranyon, Ranyon-Ruhn, Regione di Molagreahd, Morrowind Terraferma, Provincia di Morrowind

    Dama Rathra, Signora dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Ouada, Regione di Molagreahd, Morrowind Terraferma, Provincia di Morrowind

    Dama Faruna, Signora dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Oren, Regione di Molagreahd, Morrowind Terraferma, Provincia di Morrowind

    Maestro Vaerin, Signore dei Maghi del Consiglio Telvanni, Torre di Tel Vaerin, Alt Bosara, Regione del Boethian Lake, Morrowind Terraferma, Provincia di Morrowind


    Rappresentanti Consiglieri della Casata Telvanni, Sala del Consiglio, Port Telvannis--Sadrith Mora

    Per Arcimaestro Dral: Bocca Malvas Relvani, Mago
    Per Dama Eldale: Bocca Fervas Shulisa
    Per Maestro Mithras: Bocca Nevrile Omayn
    Per Dama Rathra: Bocca Areth Morvayn
    Per Dama Faruna: Bocca Nethan Marys
    Per Maestro Vaerin: Bocca Norahin Darys

    Per Arcimaestro Gothren: Bocca Mallam Ryon, Mago
    Per Maestro Aryon: Bocca Galos Mathendis
    Per Maestro Neloth: Bocca Arara Uvulas
    Per Dama Therana: Bocca Felisa Ulessen
    Per Dama Dratha: Bocca Raven Omayn

    Azioni del Consiglio

    In risposta alle ripetute proteste del Duca Dren e dei rappresentanti delle altre Grandi Casate, il Consiglio Telvanni ricorda che, in accordo con le antiche leggi e consuetudini, il Consiglio Telvanni non impone limiti alle ambizioni e affari dei propri membri. Se l'Impero o gli altri Consigli di Casata desiderano contendere con noi le esplorazioni e colonizzazioni dei territori desolati e selvaggi di Vvardenfell, sono liberi di farlo, ma il Consiglio Telvanni non contribuirà con risorse e autorità a tali sforzi.

    E' rinnovata l'obiezione alle proposte del Duca Dren e del Gran Consiglio riguardo ad una revisione delle leggi sulla schiavitù ed il commerciò di schiavi vigenti nel Distretto di Vvardenfell. Il diritto di possedere e commerciare schiavi è garantito dai termini del Trattato di Armistizio, e il Consiglio Telvanni non intratterrà alcuna discussione riguardante una limitazione di questi diritti.

    Eldale, ex Bocca di discendenza Altmer, è stata elevata a Consigliere in sostituzione del Signore dei Maghi Darythi, Torre di Tel Narrusa, Helnim. Questa sostituzione ha richiesto diversi anni di delibera da parte dei Signori del Consiglio.
     
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  19. Varil

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    La Tempesta e il Suo Capitano (Fan Fiction, tratta dalla mod Darkend, per Skyrim)


    Era il quindicesimo giorno del nostro viaggio attraverso il Mare dei Fantasmi. Fu allora che il Secondo Compagno Matiss avvistò la terra dove terra non dovrebbe esserci. Il tempo era cambiato, le nuvole erano enormi e tetre, e tutti noi eravamo preparati per un momento difficile, almeno finché non avessimo superato la tempesta. Le acque a nord di Skyrim erano conosciute per le loro improvvise e imprevedibili impetuosità, quindi nessuno di noi era tanto inesperto e sciocco da supporre che sarebbe stato semplice tornare a Phalos. Nonostante ciò, il tempo ci era sembrato chiaro e piacevole quando ci eravamo alzati dalle cuccette quella mattina, quindi fu comunque deludente vedere che la nostra fortuna non era durata.

    Il Navigatore Robson era sempre stato un uomo estremamente affidabile da avere a bordo, e doveva ancora arrivare il giorno in cui egli ci avrebbe guidato fuori rotta. Alcuni dei ragazzi erano soliti scherzare dicendo che egli aveva la magia nelle vene, scandendo il nostro viaggio da porto a porto e sostenendo che tutto dipendesse dal suo allenamento solido e dalla sua mente lucida. Non potrei commentarlo in altro modo, se non dicendo che io stesso mi fidavo ciecamente di Robson, mettendo la mia vita e quella di tutti gli altri a bordo della Windhammer sempre nelle sue mani, e che anche il Capitano si fidava incondizionatamente di lui.

    Ecco perché fu così sorprendente quando Matiss ci riferì quello che aveva fatto. Stava perlustrando il cielo a nord, di fronte a noi, per una traccia di blu con il suo cannocchiale quando scoprì che c'era una linea scura di scogliera a non più di dieci miglia di distanza. Seguii Matiss e strappai il cannocchiale dalle sue mani per confermare quello che stava vedendo e anche se mi ci volle un po' per individuare qualcosa, posso riferire che vidi un'ombra lontana sopra l'ondeggiare agitato del mare.

    "Cosa diavolo?" Mormorai a me stesso, fissando la lente per cercare di ottenere un'immagine più chiara di quello che stavo guardando esattamente, ma la Windhammer cozzò contro un'onda improvvisa e dovetti aggrapparmi alla ringhiera per salvarmi dal ruzzolare sul ponte. Quando portai la lente di nuovo sul mio occhio, tutto quello che vidi fu il mare.

    "Quella era terra, certo come qualsiasi cosa", insistette Matiss. Mantenni la mia faccia impassibile. Certo, entrambi avevamo visto qualcosa, non si poteva negarlo, ma terra, qui in mare aperto? Impossibile. Erano acque aperte su qualsiasi mappa, e non era certo la prima volta che facevamo il viaggio.

    "Non poteva essere terra", lo rassicurai. "Non c'è proprio niente."

    "Allora cosa?" mi chiese; vera confusione sul suo viso.

    "Forse l'abbiamo immaginato" suggerii, anche se non ci credevo neanche per un secondo.

    Prima che potessimo commentare ulteriormente ciò che avevamo visto, il cielo esplose con un tumultuoso e freddo lampo bianco che si biforcò nell'aria come il tridente di un dio del mare. Istintivamente schivammo, e una raffica di vento mi tolse il cappello dalla testa lanciandolo da un lato. Imprecai, tardivamente, stringendo il mio cuoio capelluto calvo, e Matiss ridacchiò - lo zittii con uno sguardo di pietra.

    "Sta diventando più forte!" una voce gridò dietro di noi, e io mi voltai, mettendomi sull'attenti mentre il Capitano si avvicinava.

    "È vero, signore" acconsentii. "Se fossimo vicini al rifugio, le suggerirei di gettare l'ancora e di aspettare, ma ...". Indicai vagamente le acque ininterrotte.

    "Che cosa era quello che abbiamo visto?" Matiss non riuscì a trattenersi dal dire, e io feci una smorfia mentre il capitano sollevava un sopracciglio verso il ragazzo.

    "Cosa hai visto?" chiese la vecchia Redguard.

    "Terra, signore, a circa dieci miglia a nord ..."

    "Non siamo certi che fosse terra", interruppi velocemente. "Abbiamo visto entrambi ... qualcosa, ma ci siamo sbagliati, ne sono sicuro."

    "Sarò io a giudicare", disse il Capitano, e tese una mano per il cannocchiale, che gli diedi.

    Un'altra onda scosse la nave, spruzzando acqua sul bordo e mescolandosi alla pioggia. Matiss e io dovemmo rimetterci in equilibrio, ma il Capitano sembrava non essere sorpreso dal barcollare del ponte.

    "Nulla?" Chiesi dopo un lungo momento.

    Il Capitano abbassò il cannocchiale e mi guardò, e quegli occhi scuri e profondi contenevano una paura che non avevo visto nel vecchio in tutti gli anni in cui avevo navigato sotto di lui.

    "Imposta la rotta a nord", ordinò.

    "Signore?" Battei le palpebre, sbalzato dall'ordine.

    "Mi hai sentito. Nord," e il Capitano si allontanò.

    La decisione mi lasciò perplesso, per una serie di motivi, non ultimo il fatto che le rupi che pensavamo di aver visto non garantivano alcun riparo dalla tempesta. Più che altro, era come se stessimo per andarci a schiantare sulle loro rocce - presumendo, ovviamente, che ci fosse davvero qualcosa lì.

    Ma non sono mai stato un uomo che mette in discussione gli ordini. Nessuno sopravvive in mare molto a lungo facendo così. Il Capitano aveva la nostra fiducia, e lui si era guadagnato quell'esperienza con anni di leadership ferma e ragionevole. Se voleva che ci dirigessimo verso nord, allora saremmo andati a nord.

    La Windhammer stava andando lentamente, il vento ululante ci gettava da babordo a tribordo, ancora e ancora mentre ci avvicinavamo a qualcosa che avevamo visto. Passò circa un'ora prima che vedessi di nuovo, più grande ora, qualcosa che emergeva dalla tempesta. Sicuramente enormi speroni rocciosi e, per quanto posso dire, una sorta di struttura visibile sopra di essi. Questo suggeriva la presenza di civiltà. Forse la decisione del Capitano non era così poco saggia come pensavo.

    "Semplicemente non lo capisco," stava dicendo il Navigatore Robson poco dopo, mentre abbassavo la testa sotto i ponti, dove lui e il Capitano sedevano a un tavolo ricoperto di carte. I dubbi di Robson confermavano l'assurdità, il paradosso di una cosa del genere. "Questa massa di terra non è su nessuna delle mappe, dovremmo essere in acque aperte, è possibile che la tempesta ci abbia spazzato via, ma anche portando questo scenario al suo estremo assoluto, non c'è modo di vedere quello che stiamo vedendo. Una piccola isola, ci potrei quasi credere, ma scogliere di questa scala? Assolutamente impossibile. "

    Il Capitano rimase in silenzio, fissando cupamente il cerchio di spilli che Robson aveva appuntato sulla mappa per segnare le nostre possibili posizioni.

    "Ci stiamo avvicinando alla terra, signore," dissi, e lui alzò improvvisamente lo sguardo, sorpreso dalla mia presenza. "Sembra che ci sia una specie di pontile, potremmo essere in grado di ormeggiare."

    Il Capitano annuì, non registrando alcun segno di quella stessa sorpresa che il resto dei ragazzi mostrò quando videro per la prima volta l'affioramento di legno alla base della scogliera. "Portaci dentro", mi disse, e io annuii, chiedendomi cosa non ci stesse dicendo.

    Dovemmo fare il giro due volte prima di riuscire a legare le corde alle colonne d'ormeggio lungo il bordo del piccolo molo. Eravamo l'unica nave ormeggiata lì, e sebbene la tempesta fosse peggiorata ancora, e il pontile si muovesse quasi quanto la Windhammer, era bello essere sferzati verso qualcosa di relativamente sicuro. Tuttavia, il vento e la pioggia erano molto freddi, e l'aria gelida filtrava attraverso le assi del ponte e ci fece tremare nel punto in cui ci eravamo rannicchiati nella stiva, nascosti alle intemperie.

    "Dico che dovremmo provare ad andare su quella casa lassù," disse uno dei ragazzi, e ci fu un generale cenno di assenso. Qualcuno aveva scavato una serie di gradini nella scogliera, che conducevano dal molo a una struttura arroccata in cima come un grande corvo nero "Scommetto che hanno un bel fuoco caldo dentro."

    Ero per metà incline a essere d'accordo, ma qualcosa riguardo a quella casa lassù non mi convinceva. Forse era la natura inesplorata di questo posto, o il fatto che fosse apparso dal nulla e svanito quando avevo guardato di nuovo, ma non potevo scuotermi di dosso la sensazione che in qualche modo non fossimo i benvenuti qui.

    Non ero io al comando, però. Il Capitano decise per noi.

    "Ho intenzione di prendere una piccola squadra con me per andare a dare un'occhiata a quella casa", dichiarò la vecchia Redguard, calpestando i gradini nella stiva. "Saul, Matiss, vi voglio con me, il resto di voi può aspettare qui finché non vi mandiamo a chiamare".

    Sentii qualche borbottio di dissenso, ma nessuno dei ragazzi ebbe il coraggio di parlare contro gli ordini del Capitano. Potevamo essere un gruppo turbolento, ma eravamo ben allenati, e orgogliosi della nostra disciplina di fronte alle avversità.

    E così fu che noi tre, avvolti in mantelli e pelli per proteggerci dalla tempesta, ci trovammo ad arrampicarci passo dopo passo, su quella strana scogliera scura, verso la casa che ci aspettava in cima. Le pietre che formavano i gradini erano stranamente regolari, scolpite con una precisa tecnica in rettangoli lisci, ognuno leggermente più alto di quanto un uomo potesse camminare confortevolmente. Nessuno di noi parlò durante la salita, i volti erano sepolti nei nostri mantelli e il vento era troppo forte perché ci fossimo sentiti comunque.

    Ci volle un quarto d'ora per raggiungere la cima. Stranamente, la casa era più piccola di quanto non fosse stata vista dal basso, con un solo piano e due finestre chiuse. Una sottile voluta di fumo sgorgava da un camino all'angolo del tetto di paglia, prima di svanire nel vento, suggerendo, se non altro, che ci fosse del calore ad aspettarci dentro.

    Il Capitano bussò alla porta di legno e aspettammo. Nessuno rispose per quella che sembrò un'eternità, e stavo per suggerire di riprovarci quando la porta si aprì senza preavviso. Una ragazzina stava lì in piedi con un semplice abito bianco, i capelli raccolti a trecce e i piedi nudi.

    Il Capitano la guardò senza parlare, e Matiss e io ci affrettammo al suo fianco, desiderosi di allontanarci dal freddo.

    "Siamo marinai ormeggiati al tuo pontile," iniziai a spiegare. "Speravamo di poter trovare riparo da questo tempo miserabile." La ragazza mi guardò incuriosita, ma non si mosse né rispose finché una voce anziana non chiamò dall'interno. "Lasciali entrare, Jess!"

    La ragazza si precipitò nell'oscurità della casa, e noi la seguimmo con gratitudine, colpiti da una cappa di calore mentre attraversavamo la porta. La chiusi subito dietro di noi, ansioso di non far uscire il calore.

    L'interno della casa era piccolo ma accogliente, un tavolo apparecchiato per due da un lato, un tappeto sul pavimento, un fuoco scoppiettante in un angolo e, seduta accanto ad esso, una vecchia avvolta in coperte su una profonda sedia a dondolo di legno.

    "Entrate, entrate!" ci disse. "Venite a scaldarvi accanto al fuoco".

    Internamente, rimasi un po' sorpreso dalla sua ospitalità, considerato che eravamo estranei e che questa donna e la ragazza, che immaginavo fosse la sua nipotina, erano totalmente indifese.

    Ci affrettammo in avanti, con le mani tese verso il caldo, balbettando incoerenti ringraziamenti e cercando di non gocciolare su tutto il suo tappeto. La vecchia ci osservava, un sottile sorriso di allegria sul viso. Lanciò un'occhiata al Capitano.

    "È passato troppo tempo, Melcur", disse, e sorrise, rivelando diversi denti mancanti.

    Ero stordito.

    "Vi conoscete?"

    "Certamente", la vecchia donna cantilenò, ma i suoi occhi non lasciarono il Capitano, che rimase immobile dietro a dove Matiss e io ci eravamo inginocchiati. "Siamo vecchi amici, di un certo tipo."

    "Ma questo significa ..." disse Matiss, con la faccia confusa e un po' ferita. "Sapevi che questo posto era qui?"

    "Sì", ammise il Capitano. "Mi scuso per avervi ingannati."

    "Ma perché?" Chiesi, senza capire.

    "Perché gliel'ho chiesto io," disse la vecchia, agitando una mano in modo dimesso. "Sei pronto a ripagare il tuo debito, Melcur?"

    Dopo una pausa, la vecchia Redguard che conoscevo come il Capitano annuì, la sua faccia era illeggibile.

    "Quale debito?" Iniziai a chiedere, alzandomi in piedi, ma il Capitano si portò un dito alle labbra e, per via della mia lealtà radicata sotto la pelle, obbedii. Sentii un rumore di piedi nudi e la bambina che aveva risposto alla porta si fermò al lato del Capitano, prendendogli delicatamente la mano.

    "Occupatene tu, Jess," disse la vecchia, e la ragazzina condusse il mio Capitano attraverso la stanza verso una porta che presumibilmente portava dove lei e sua nonna dormivano. La aprì ed entrarono, e la porta si chiuse dietro di loro. Feci per seguirli, ma la vecchia mi afferrò per il braccio - non duramente, ma con abbastanza forza deliberata da fermarmi.

    "Lasciali andare" mi implorò.

    "Solo se ci dici cosa sta succedendo," insistette Matiss, in piedi accanto a me.

    "Ma certo," la vecchia donna annuì e sorrise. "Il tuo capitano, Melcur, è già stato qui prima."

    Avevo dedotto abbastanza, ma la lasciai continuare.

    "Un decennio fa, egli venne qui cercando riparo da una tempesta non dissimile da questa: una tempesta che, se avessi permesso agli eventi di fare il loro corso, gli avrebbe tolto la vita".

    Era una strana frase e aprii la bocca per commentare, ma la vecchia mi parlò proprio sopra.

    "Gli offrii un'alternativa: dieci anni per navigare nei suoi mari e continuare a vivere la sua vita.

    Dieci anni per guadagnare i soldi per sistemare sua moglie e sua figlia in relativa comodità.

    Poi, sarebbe tornato, e la tempesta avrebbe riscosso il suo debito. "

    "Stregoneria", sibilò Matiss, rabbia e paura che stringevano la sua voce in egual misura. La mia mano cadde sulla cintura, chiudendosi sull'elsa della mia spada.

    La vecchia rise.

    "Chiamala come vuoi, ho salvato la vita del tuo capitano e ora lui ha ripagato il debito."

    "Non ti sta pagando nulla" ringhiai e andai verso la porta dove la ragazza lo aveva guidato. Afferrai la maniglia e la aprii, solo per trovarmi affacciato su una cortina di pioggia. L'uscio portava direttamente a pochi passi dal bordo della scogliera. Ma ... c'era stata un'altra stanza. L'aveva intravista attraverso la porta quando la ragazza l'aveva aperta. Altrimenti, avremmo sicuramente sentito la pioggia o sentito il rumore. La tempesta era più forte che mai.

    Della ragazza e del capitano, non c'era nessun segno.

    Lasciai la porta chiusa e tornai dalla donna, con la spada in mano. "Dove sono? Che cosa hai fatto con lui, strega?"

    La vecchia scosse tristemente la testa. "Non ho fatto nulla, la tempesta ha preso ciò che le era dovuto".

    "L'hai ucciso!"

    "Gli ho dato la vita," sibilò la donna, con le rughe del viso che si accentuavano mentre si sporgeva in avanti sulla sedia. Matiss estrasse la sua spada e ora entrambe le nostre lame puntavano alla sua gola. "Vorrei offrire a voi due la stessa cosa."

    Si voltò bruscamente verso Matiss, ignorando l'acciaio affilato che si librava a pochi centimetri dal suo mento.

    "Tu. Matiss, quanto ti piacerebbe vedere di nuovo Bec, uhm? Ti sta aspettando, torna a Phalos, posso darti dieci anni con lei."

    Matiss si irrigidì alla menzione del nome della sua fidanzata. Il fatto che lei lo conoscesse puzzava di stregoneria a tutti e due.

    "Sono sordo alle tue bugie, strega," disse Matiss a denti stretti. "La tua magia non può tentarmi."

    "E tu, Saul," mi disse con durezza, i suoi occhi che incontravano i miei con un'intensità che mi fece gelare il sangue. "So quello che vuoi, pensi che succederà se la Windhammer affonda stanotte? Posso darti quello per cui hai pregato, te lo posso promettere."

    Mi bloccai, freddato, la mia anima nuda in quel momento, sotto quello sguardo penetrante. Quella donna - qualunque cosa fosse - mi conosceva, conosceva ogni pensiero che avessi mai avuto e ogni sogno che avessi scelto di dimenticare.

    "Io..."

    L'indecisione mi attanagliava. Poteva essere stregoneria, ma questa donna mi offriva le mie più grandi speranze e allo stesso tempo minacciava la vita di tutti gli uomini sulla mia nave. Questa donna aveva un potere e poteva consegnare ciò che prometteva. Lo sapevo, ne ero certo come mai lo ero stato di qualsiasi altra cosa. Era sicuramente mio dovere infilzarla là dove era seduta, eppure ... Non potevo.

    "Dì di si, Saul," mi sussurrò. "Non lasciare che questa tempesta sia la tua fine."

    E costretto da una convinzione primitiva che ad oggi ancora non comprendo pienamente, aprii la bocca per formare quell'unica parola. Ma non ne ebbi la possibilità. Con un ululato di angoscia, Matiss si lanciò in avanti con la sua spada, la punta che colpiva la gola della vecchia.




    Il mare era calmo quando scesi i gradini verso il punto in cui la Windhammer era attraccata, i ragazzi sulla nave sorridevano e salutavano mentre salivo a bordo.

    "Sembra che sia appena finita!" Robson rise mentre salivo a bordo. "Ma dove sono Matiss e il Capitano?"

    "Restano," dissi sottovoce. Robson mi guardò, non capendo. "Restano qui", ripetetti. "Non posso spiegare, ma noi ... dobbiamo andarcene, ora."

    Mi ci volle un po' di tempo per convincerlo. Mentii un po', ma era quello che dovevo fare per far ripartire la Windhammer, lontano da quelle scure scogliere, verso Phalos, dove le nostre vite ci aspettavano. Dove i miei figli mi aspettavano. Era passato un po' di tempo dall'ultima volta in cui avevo visto le loro facce - dato che la madre li aveva portati via; mi aveva detto che non erano al sicuro con me, che non potevo badare a loro.

    Lei non volle ascoltare. Non l'ha mai fatto. Le avevo detto che si sbagliava: io ero il loro padre, come potevo mai ferirli? Era stato un incidente, avevo insistito. Non avevo intenzione di ...

    Ma ora sapevo che la mia fortuna era cambiata. Lei mi avrebbe permesso di vederli. Potevamo ricominciare da capo, ricostruire la nostra famiglia. Potevo lasciare la Windhammer alle mie spalle. Almeno per un po', comunque.

    Guardai il mare, così calmo e tranquillo, niente di simile a quando eravamo arrivati in questo posto, poche ore fa. Afferrai la ringhiera e sussultai quando il volto di Matiss esplose nella mia mente, con quella terribile smorfia di stupore e dolore nei suoi lineamenti mentre la mia spada emergeva dalla sua schiena. Il modo in cui la vecchia mi aveva sorriso mentre pronunciavo le parole che voleva sentire.

    Vidi le scogliere retrocedere in lontananza, sapendo benissimo che non sarebbero state di nuovo lì quando la nave avrebbe navigato ancora in queste acque. Non sarebbero comparse. Non le avrei più riviste.

    Non per dieci anni.
     
    Ultima modifica: 11 Maggio 2020
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  20. alaris

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    Stavo cazzegiando sul forum e guarda cosa ho trovato...grande Varil!
    Ottimo e mastodontico lavoro.:)
    p.s. ho spuntato tutte le opzioni:emoji_blush:
     
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