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Libri di Lore "dimenticati"

Discussione in 'The Elder Scrolls V: Skyrim' iniziata da Varil, 26 Novembre 2018.

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  1. Vampirismo

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  2. Lord Vivec

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  3. La storia di Daggerfall

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  4. Cosmologia, Creazione

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  5. Mitologia Nordica

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  6. Dei e Pantheon poco approfonditi

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  1. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Dov'eri durante la Frattura del Drago?

    di
    autori vari

    Una breve descrizione e diversi resoconti sulla Frattura del Drago

    Corax di Cyrodiil, membro del Consiglio degli anziani:

    "Nessuno comprende cosa sia accaduto quando i Selettivi hanno danzato su quella torre. Sarebbe facile bollare l'intera faccenda come una sciocchezza, se non fosse per l'Amuleto dei Re. Nemmeno le Antiche Pergamene lo menzionano. Mi correggo: le Antiche Pergamene NON POSSONO menzionarlo. Quando i sacerdoti della Falena sincronizzano le Pergamene con il tempo senza tempo, il loro glifi spariscono sempre. Ciononostante, l'Amuleto dei Re, con la sua anima universale degli imperatori, può descriverlo nei dettagli. Secondo Hestra, Cyrodiil divenne un impero fra le stelle. Secondo Shor-El, Cyrodiil divenne un uovo. Molti usano una lingua che può essere parlata solo di traverso. Il Consiglio ha raccolto testi e resoconti da tutte le sue province e le storie non coincidono mai tranne che per un punto: tutti i popoli di Tamriel, durante la Mezza Alba, indipendentemente dal momento nel tempo in cui sono stati catturati, hanno assistito alla caduta delle otto stelle. Così hanno contato i loro giorni".

    Mehra Nabisi, dunmer, Trinarca del Nuovo Tempio:

    "Le province dell'impero degli uomini sono un effetto della Mezza Alba e provano l'esistenza di quegli inganni che si fanno chiamare aedra. Otto stelle sono cadute su Tamriel, una per ogni ingiustizia svelata da Lorkhan. Veloth ha letto questi segni e ne ha parlato con Boethiah, che li ha confermati ed è andato a consultarsi con Mephala. Questi ha lanciato degli avvertimenti e ne ha riferito ad Azura, che ha inviato ALMSIVI a mettere in salvo il Vero Popolo. Persino i Quattro Angoli della Casa dei Problemi sono apparsi per proteggere i margini della vostra pazzia. Abbiamo sorvegliato i nostri confini e li abbiamo visti cambiare come serpenti. Vi correvate intorno come antichi spiriti, privi di matematica, senza i vostri "se" e i vostri "allora", soccombendo all'Eterno Ora come schiavi dell'astuta follia che si chiama stasi. Non chiedeteci dove eravamo, quando è arrivato il drago. Poiché, in tutto il mondo, solo noi sappiamo la verità e potremmo mostrarvi come creare un'altra frattura".

    R'leyt-harhr di Khajiit, custode della Lunga Chioma:

    "Volete sapere dov'erano i khajiiti durante la Frattura del Drago? Ve lo dice R'leyt: la stavano registrando. "Mille e otto anni", l'avete sentito. Credete forse che i cyro-nord abbiano fatto tutto da soli? Voi umani siete addirittura più ladri di Rajhin! Mentre combattevate contro i fantasmi e generavate i vostri stessi padri, è stata la Lunga Chioma a proteggere i ja-Kha'jay, perché le lune erano l'unica costante e non possedevate lo zucchero necessario per accorgervene. Dobbiamo darvi atto di una cosa: avete creato una frattura infiammata con Alkosh, e non è facile. Però non crediate di aver risolto tutto in quel modo, perché non ci riuscirete mai. L'avete rifatto con Passo Lungo: non una, ma ben due volte! La prima a Rimmen, e non riusciremo mai ad abituarci a questo. La seconda a Daggerfall... o Sentinel... o Wayrest... o tutti e tre i posti contemporaneamente. Mi avete capito, cyrodiil? Quando vi sveglierete e capirete ciò che è davvero successo ai nani?".

    Mannimarco, Dio dei Vermi, negromanti:

    "I tre ladri di Morrowind possono dirvi dov'erano... e anche il Re dei Re di Alinor, che ha creato la frattura. Anche altri possono dirvelo: Ysmir, Pelinal, Arnand la Volpe... o forse dovrei dire Arctus? L'Ultimo Nano parlerebbe, se glielo permettessero. Per quanto mi riguarda, andavo avanti e indietro come il resto dei mortali durante la Frattura del Drago. Come credete che abbia appreso il mistero? I Selettivi Maruhkati ci hanno mostrato tutte le glorie dell'alba, affinché imparassimo: com'è in alto, così è in basso".
     
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  2. Varil

    Varil Galactic Guy

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    La canzone di Pelinal



    Volume 1: sul suo nome



    Nota del curatore: i volumi 1-6 sono tratti dal cosiddetto Manoscritto di Reman, conservato nella biblioteca imperiale. Si tratta di una trascrizione di antichi frammenti raccolti da uno sconosciuto studioso dell'inizio della Seconda Era. A parte questo, poco si sa delle fonti originali di tali frammenti, alcuni dei quali sembrano risalire a uno stesso periodo (e forse addirittura a uno stesso manoscritto). Tuttavia, non avendo gli studiosi ancora raggiunto un consenso unanime a proposito della datazione dei sei frammenti, in questa sede non si offrirà alcuna opinione in merito.

    Che avesse assunto il nome di Pelinal era alquanto strano, nonostante i suoi successivi e numerosi soprannomi. Era un nome elfico e Pelinal era un flagello per quella razza, e non era incline all'ironia. Pelinal era troppo cupo per quel tipo di arte: persino in gioventù portava i capelli bianchi e il suo animo era funestato dalle preoccupazioni. Forse erano i suoi nemici a chiamarlo Pelinal nella loro lingua, o "cavaliere glorioso", ma ciò risulta improbabile in quanto per loro non era nessuna delle due cose. Certo è che nel periodo di Tamriel il suo nome fu spesso accompagnato da altri appellativi: Pelinal Fasciobianco, per la mano sinistra imbevuta di luce mortale, Pelinal il Sanguinario, in quanto beveva la linfa vitale dei suoi nemici, Pelinal l'Insorto, poiché diede un volto alle crociate, Pelinal il Trionfatore, poiché alla fine le due parole divennero sinonimi e i guerrieri solevano rendere grazia agli otto alla vista del suo stendardo che sopraggiungeva nel furore della battaglia, Pelinal l'Accusatore, per la celerità con cui ammoniva chi tra i suoi alleati propendesse per una tattica contraria alla sua, ovvero alla teoria della spada, e Pelinal il Terzo, sebbene non sia dato sapere se il nome derivasse dalle voci che lo descrivevano come divinità sotto mentite spoglie, reincarnatosi due volte prima di allora, o se facesse più semplicemente riferimento alla terza visione di Perrif, in seguito Alessia, mentre pregava per la liberazione prima che lui intraprendesse il cammino della ribellione.



    La canzone di Pelinal



    Volume 2: della sua venuta



    Nota del curatore: i volumi 1-6 sono tratti dal cosiddetto Manoscritto di Reman, conservato nella biblioteca imperiale. Si tratta di una trascrizione di antichi frammenti raccolti da uno sconosciuto studioso dell'inizio della Seconda Era. A parte questo, poco si sa delle fonti originali di tali frammenti, alcuni dei quali sembrano risalire a uno stesso periodo (e forse addirittura a uno stesso manoscritto). Tuttavia, non avendo gli studiosi ancora raggiunto un consenso unanime a proposito della datazione dei sei frammenti, in questa sede non si offrirà alcuna opinione in merito.

    [E allora] Perrif parlò nuovamente con la serva, con gli occhi rivolti a quei cieli che dall'inizio della dominazione elfica avevano perduto la pace, e parlò come una mortale, la cui stirpe è amata dagli dei per la sua forza nella debolezza, un'umiltà capace di bruciare con la metafora ma anche di spezzarsi [facilmente e] per sempre, sempre condannata a terminare nella morte (ed è per questo che chi lascia bruciare la sua anima è amato dal Drago e la sua stirpe), e disse: "Ho concepito questo pensiero e gli ho dato un nome, e l'ho chiamato libertà. Credo che sia solo un'altra parola per definire Shezarr lo scomparso... [Tu] hai fatto cadere la prima pioggia con la sua distruzione [ed è questo] il destino che ti chiedo per i nostri signori stranieri... [poterli] distruggere per sempre e ripagare la loro crudeltà [lasciandoli] annegare nel Topal. Fai che Morihaus, tuo figlio, possente e furente, alato e dalle corna macchiate di sangue, ci porti la sua furia con la sua prossima discesa". ...[E poi] Kyne diede a Perrif un altro simbolo, un diamante tinto del rosso sangue degli elfi, [le cui] facce potevano [unirsi e formare] un uomo dagli angoli capaci di annientare le sue catene e un nome: PELIN-EL [ovvero] "Il Cavaliere di Stelle", [che] fu chiamato a vestire la corazza [da quel momento in poi]. E si inoltrò nelle giungle di Cyrod senza esitare a uccidere, con Morihaus al suo fianco, schiumante di sangue e mugghiante di frenetica gioia per la venuta di Pelinal... [e Pelinal] giunse all'accampamento dei ribelli di Perrif brandendo una spada e una mazza, entrambe macchiate delle viscere sanguinolente degli elfi, di visi, piume e perle magiche, i simboli dell'Ayleidoon, rimasti invischiati nel rossore gocciolante dalle sue armi e le sollevò dicendo: "Questi erano i loro capitani orientali, e ora hanno smesso di parlare".


    ndt: giocatevi assolutamente la mod Vigilant, se amate la Lore di Knights of the Nine, che è veramente affascinante. Vigilant è una mod brillante che esplora diversi aspetti suggestivi della Lore TES, e lo fa con lo stile narrativo silenzioso e criptico dei Souls, quindi, almeno per me, orgasmo narrativo. Inoltre l'ho tradotta io :p
     
    Ultima modifica: 26 Giugno 2022
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  3. alaris

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    Assolutamente si appena riprendo Skyrim sarà mio tradotto da te è una conferma che la mod sia di buon livello ...con la nuova versione ho dovuto disinstallare tutto...dovrò installare tutti i vari mod e questo mi frena un po'...la mia solita pigrizia ma prima o poi...
     
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  4. Varil

    Varil Galactic Guy

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    La canzone di Pelinal


    Volume 3: del suo nemico



    Pelinal Fasciobianco era la nemesi di tutta la razza elfica che popolava Cyrod a quel tempo. La sua principale missione, tuttavia, fu eliminare i re stregoni ayleid in scontri aperti prestabiliti piuttosto che in guerra. I campi della ribellione li lasciò agli eserciti sempre più grandi di Paravania e a suo nipote, l'uomo-toro. Presso Tor, Pelinal sfidò a duello Haromir di Rame e Tè, e lo azzannò alla giugulare invocando Reman, un nome fino ad allora sconosciuto a tutti. La testa di Gordhaur il forgiatore fu sbattuta sull'altare dalle forme caprine di Ninendava e nella sua saggezza Pelinal lanciò un piccolo incantesimo contro i flagelli, per impedire che quella nefandezza si rigenerasse per opera della magia di Welkynd. Nel prosieguo della stagione, Pelinal massacrò Hadhuul sulle scale di granito di Ceya-Tar, opponendo la prima resistenza alle lance del Re del Fuoco. Per un certo tempo, non vi fu un'arma degli ayleid capace di perforare la sua corazza, che Pelinal riconosceva diversa da tutte quelle forgiate dall'uomo, ma i cui segreti non volle mai rivelare. Quando Huna, trasformata da Pelinal da schiava dei campi in oplite, molto amata dal suo signore, incontrò la morte colpita dal rostro di Celethelel il cantore trasformato in freccia, Fasciobianco fu preda della sua prima Follia. Seminò distruzione e morte da Narlemae fino a Celediil, cancellando quelle terre dalle mappe degli elfi e degli uomini, insieme a tutto ciò che albergavano. Perrif fu costretta a offrire sacrifici agli dei per far sì che non lasciassero la terra disgustati. E poi giunse la presa della torre d'oro bianco, dove gli ayleid si erano alleati con gli auroran di Meridia, e li avevano convocati per eleggere come loro campione il terribile "mezzelfo" dall'aura dorata Umaril l'implume... e, per la prima volta dalla sua venuta, fu Pelinal a essere sfidato in combattimento da un altro, perché nelle vene di Umaril scorreva il sangue degli 'ada e non avrebbe mai conosciuto la morte.




    La canzone di Pelinal

    Volume 4: delle sue gesta




    [Pelinal] portò gli eserciti dello stregone oltre il Niben, conquistando tutte le terre orientali alla causa ribelle di Paravania, e Kyne dovette inviare la sua pioggia a lavare il sangue dai villaggi e dai forti nei quali non sventolavano più le insegne degli ayleid, perché gli eserciti degli uomini potessero usarli come accampamenti nella loro avanzata ...[ed] egli spalancò le porte ai prigionieri di Vahtace con la Regina Schiava che volava su Morihaus sopra di loro, e gli uomini la chiamarono Al-Esh per la prima volta. Oltrepassò il cancello... per recuperare le mani dei Mille Forti di Sedor (una tribù oggi sconosciuta ma ben nota a quei tempi), rubate dagli ayleid durante la notte, duemila mani che riportò indietro in un carro fatto di ossa di demoni, le cui ruote ripetevano i lamenti del cuore spezzato delle donne... [Testo mancante]... [E dopo] il primo pogrom, con cui le genti di 'kreath consolidarono le proprie posizioni a nord, si fermò con la bianca chioma resa scura dal sangue degli elfi presso il ponte di Heldon, dove i falconieri di Perrif avevano mandato a chiamare i nord, ed essi guardandolo dissero che Shor era tornato, ma lui sputò ai loro piedi per aver profanato quel nome. Li condusse tuttavia nel cuore dell'entroterra occidentale, per spingere gli ayleid all'interno, verso la Torre di Oro Bianco, in un lento cerchio che si richiudeva su se stesso, incapace di comprendere il potere dell'improvvisa libertà dell'uomo e le idee di furia che aveva portato. La sua mazza schiacciò i Thundernach inviati da Umaril a stanare i nemici nella lunga marcia di ritorno dei ribelli a sud e a est, e portò Morihaus-Respiro-di-Kyne da Zuathas il saggio mordace (un Nede dal nome Keptu) per far curare il toro, ferito da un nugolo di volatili dal becco feroce. E naturalmente al Consiglio di Skiffs, in cui tutti gli eserciti di Paravania e tutti i nord tremarono di paura davanti alla presa della Torre di Oro Bianco, tanto che la stessa Al-Esh raccomandò cautela, Pelinal si infuriò e insultò Umaril e insultò tutti i vigliacchi che si trovavano attorno a lui, e quindi si diresse alla torre da solo, perché Pelinal era solito agire d'impulso.
     
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  5. Varil

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    La canzone di Pelinal

    Volume 5: del suo affetto per Morihaus



    È una verità inconfutabile che Morihaus fosse figlio di Kyne, ma è preferibile non dire se Pelinal fosse effettivamente lo Shezarrine o no (una volta Plontinu, che preferiva le spade corte, si espresse a proposito, e quella notte fu soffocato dalle falene). È tuttavia noto che i due si consideravano appartenenti alla stessa famiglia, Morihaus minore di età, e che Pelinal provasse per lui grande affetto e lo chiamasse nipote, ma potrebbe trattarsi anche di semplici fantasie di esseri immortali. Pelinal non consigliò mai Morihaus in tempo di guerra, perché l'uomo-toro era abilissimo nella lotta ed era un ottimo condottiero, che non dovette mai far ricorso alla Follia, ma Fasciobianco lo ammonì nei confronti del suo crescente amore per Perrif. "Noi siamo 'ada, Mor, e cambiamo le cose con l'amore. Dobbiamo fare attenzione a non generare altri mostri su questa terra. Se non desisterai, lei si affezionerà a te e l'intera Cyrod sarà trasformata dalle tue azioni". A queste parole il toro si chiuse in sé, perché era un toro, e percepì il suo aspetto troppo deforme per poterlo mostrare mai a Parvania, soprattutto quando si sarebbe svestita per lui. Ma sbuffò e scuotendo l'anello che gli adornava il naso alla luce della luna Secunda disse: "Lei è come questa luce sull'anello che ho al naso: forse sarà un caso, ma quando muovo il capo di notte, lei c'è sempre. Adesso sai che ciò che mi chiedi è impossibile".


    La canzone di Pelinal

    Volume 6: della sua follia



    [E si] dice che venne al mondo da padomaico, ovvero generato da Sithis e da tutte le forze del cambiamento al suo interno. Ma altri, come Fifd di New Teed, affermano che sotto la corazza stellata di Pelinal vi fosse un petto palpitante senza cuore, con nient'altro che una furia rossa a forma di diamante che cantava come un drago impazzito, e che ciò fosse la prova del suo essere, una reincarnazione mitologica, e che i suoi passi lasciassero le impronte dei suoi impulsi originari. Pelinal non badava a queste voci e uccideva chiunque parlasse di logica divina, eccetto la bella Perrif, che a suo dire: "agisce anziché parlare, perché le parole senza i fatti sono solo testimonianze vuote". Quando i soldati a cui diceva così lo guardavano stupiti, rideva e agitava la spada, correndo nella pioggia di Kyne a massacrare i prigionieri ayleid e gridando: "Oh Aka, faccio questo per la nostra follia comune! Ti guardo mentre tu guardi me che guardo te! Umaril osa sfidarci, perché l'abbiamo costretto!". [Era durante] questi accessi d'ira e pazzia che Pelinal precipitava nella Follia, e intere regioni venivano divorate da una furia divina e diventavano vuote, e Alessia doveva pregare gli dei di andare in loro soccorso, e gli dei scendevano sulla terra come un'unica mente e calmavano il Fasciobianco fin quando il desiderio di sterminio non lo abbandonava. E Garid delle genti di ge vide una volta tale follia da lontano e fece in modo, cessata la furia, di bere con Pelinal, e gli chiese come si sentisse quando il suo corpo era in preda a quella sofferenza, e Pelinal poté solo rispondere: "Come quando il sogno non ha più bisogno del sognatore".
     
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  6. Varil

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  7. alaris

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    Mi fido di te...;)
     
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  8. Varil

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    La canzone di Pelinal

    Volume 7: della sua battaglia contro Umaril e del suo smembramento


    [Nota del curatore: questo frammento proviene da un manoscritto ritrovato tra le rovine del monastero dell'Ordine Alessiano sul Lago Canulus, che lo fa risalire a un periodo precedente alla Guerra della Virtù (1E 2321). Tuttavia, l'analisi del testo suggerisce che questo frammento racchiuda effettivamente una forma estremamente primitiva della Canzone, risalente forse alla metà del sesto secolo.]

    [E così dopo molte battaglie contro] gli alleati di Umaril, in cui gli auroran morti giacevano come ceri attorno al trono, Pelinal fu circondato dagli ultimi re stregoni ayleid e dai loro demoni, ognuno di essi carico di malvagità. Il Fasciobianco incrinò il suolo abbattendovi sopra la mazza ed essi si ritirarono, ed egli disse: "Portatemi Umaril, che mi ha sfidato!" ...[E] nonostante a guardarlo fosse potente e malvagio, Umaril, immortale e dorato, preferì lo scontro a distanza piuttosto che il corpo a corpo, e quindi indugiò tra le ombre della Torre Bianca prima di farsi avanti. Altri soldati, inviati a morire contro Pelinal, tuttavia riuscirono a perforare la sua corazza con asce e frecce, perché Umaril le aveva forgiate una a una con estrema malvagità, accumulata fin dalla sua prima occasione [di sfida.]... [Al momento stabilito] il mezzelfo [si presentò] immerso nella [luce meridiana]... e ricordò i suoi antenati della stirpe di Ayleidoon e parlò di suo padre, un dio del Mondo-Fiume [degli antichi kalpa], esultando con gioia davanti al respiro affannoso di Pelinal, finalmente sanguinante... [Testo mancante] ...[E] Umaril si ritrovò in basso, il viso d'angelo sul suo elmo contorto in una deformità che fece ridere Pelinal, [con le] ali implumi spezzate dai colpi di spada inferti da Pelinal, [schiumante]... sopra di lui mentre ne insultava gli antenati e chiunque provenisse dalla vecchia Ehlnofey, [cosa che] irritò gli altri re elfici e li portò alla loro personale follia... [e fu così che] l'attaccarono [parlando] alle loro armi... smembrando Pelinal in otto parti mentre si dibatteva in un delirio [udibile persino] dal Consiglio di Skiffs... [Testo mancante] ...fuggirono quando Mor fece tremare tutta la torre sotto i vigorosi colpi delle sue corna [il mattino dopo], e alcuni furono crudelmente massacrati nella Presa, e gli uomini cercavano altri ayleid da uccidere ma Pelinal aveva lasciato in vita solo quei re e quei demoni che già si davano alla fuga... Fu Morihaus a trovare la testa del Fasciobianco, lasciata dai re a dimostrazione del loro delitto, e parlarono e Pelinal espresse il suo pentimento... ma la ribellione era comunque iniziata... [e altre] parole furono dette tra questi immortali che nemmeno Paravant sarebbe stata degna di ascoltare.
     
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  9. Varil

    Varil Galactic Guy

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    A chi interessasse, ho raggruppato molti dei libri concernenti la Lore di Morrowind in un unico file .pdf.
    Vi sono contenuti numerosi volumi presenti in TES III: Morrowind, ma anche altri presenti in Skyrim, Oblivion e molti altri esterni ai giochi scritti da Kirkbride.
    Non sono presenti nel file tuttavia i volumi della Biografia di Barenziah e le 36 Lezioni di Vivec (questi ultimi forse li raggrupperò in un file a parte solo per loro).
    Potete scaricarlo qui se volete.
     

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    Ultima modifica: 5 Luglio 2022
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  10. alaris

    alaris Supporter

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    Scaricato...comodissimo grazie mille!
     
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  11. f5f9

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  12. Varil

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    La canzone di Pelinal

    Volume 8: della sua rivelazione alla morte di Al-Esh



    [Nota del curatore: questo è il frammento più antico e incompleto di tutti i testi esistenti su Pelinal. È tuttavia da considerarsi quello più vicino all'originaria forma orale o cantata della Canzone, dunque pur essendo breve, ha un valore inestimabile. Pare stranamente che Pelinal si trovasse al capezzale di Alessia in punto di morte, nonostante fosse stato ucciso da Umaril in una fase precedente della saga (anni prima della morte di Alessia). Alcuni studiosi ritengono che questo frammento non faccia parte della Canzone di Pelinal, ma quasi tutti gli studiosi ne accettano l'autenticità, nonostante il dibattito sul suo significato sia ancora aperto.]

    "...E ti ho lasciato radunare un esercito con la mia altra metà, che porterà la luce a quell'idea mortale che regala [agli dei] grande gioia, ovvero la libertà, in realtà sconosciuta persino ai cieli, [ed è] per questo che nostro padre, il... [Testo mancante]... in quei primi [giorni/spiriti/vortici] prima dell'Assemblea... il cui eco è risuonato nella nostra follia terrena. [Lasciati] portare verso l'alto. Potremo [mostrare] i nostri veri volti... [che si divorano] reciprocamente nell'amnesia di ogni Era".
     
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  13. Varil

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    Eccovi anche le 36 lezioni di Vivec in un pratico file .pdf che li contiene tutti in ordine :)
     

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  14. alaris

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    Scaricherò quando torno a Milano...sono al lago con il pc portatile..muletto:), grazie come sempre
     
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  15. Varil

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    Le cronache
    dei santi fratelli di Marukh
    Volume IV

    O, La purificazione del tempio



    [Nota dell'editore: questo è il solo frammento pervenutoci della cronaca della Prima Era dell'Ordine Alessiano. Sembra sia stato conservato nel loro immenso complesso monastico presso il Lago Canulus, che fu raso al suolo durante la Guerra della Virtù (1E 2321) e i cui archivi furono distrutti o dispersi.

    Si noti inoltre che gli scribi alessiani del tempo normalmente datavano gli eventi a partire dall'Apoteosi di Alessia (1E 266).]

    Qui sono riportati gli eventi dell'anno 127 della Benedetta Alessia.

    In quell'anno il giorno si oscurò su tutte le terre e il sole era dappertutto come se fosse Masser, ma di tre giorni, mentre le stelle si trovavano intorno a lui a mezzogiorno. Questo avvenne il cinque del Primo Seme. Tutti i presenti rimasero sconvolti e dissero che in seguito si sarebbe verificato un grande evento. E così fu, quando quello stesso anno portò demoni dall'antico tempio elfico di Malada, come non se ne erano visti sin dai giorni del Re Belharza. Questi demoni afflissero a lungo la terra al punto che nessuno poteva più arare, mietere o seminare. Il popolo decise così di chiamare in proprio aiuto i fratelli di Marukh. A quel punto, l'abate Cosmas riunì tutti i fratelli e li condusse a Malada, conosciuta anche con il nome di Tempio Alto nella lingua elfica e la attaccò con il sacro fuoco che distrusse i demoni. Furono bruciati molti libri e reliquie diaboliche. Poi su quelle terre regnò per molti anni la pace.
     
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  16. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    anche questo salvato con procedura di estrema urgenza :emoji_ok_hand:
     
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  17. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Sull'Oblivion


    di
    Morian Zenas



    Sembra improprio, sebbene consueto, definire demoni gli abitanti della dimensione dell'Oblivion. Questa abitudine probabilmente risale alle dottrine alessiane del profeta Marukh della Prima Era, che stranamente vietò le pratiche arcane con i daimon e poi trascurò di spiegare cosa fossero questi daimon.

    È molto probabile che "daimon" sia un errore ortografico o un'interpretazione etimologica di daedra, l'antica parola elfica per indicare quelle strane e potenti creature dotate di ignote intenzioni, originate dalla dimensione dell'Oblivion. "Daedra" in realtà è la forma plurale; il singolare è "daedroth". In un successivo trattato di Re Hale il Devoto, di Skyrim, almeno un centinaio d'anni dopo la pubblicazione delle dottrine originali, le perfide macchinazioni dei suoi nemici politici sono paragonate alla "malvagità dei demoni dell'Oblivion... le loro depravazioni uguagliano quelle di Sanguine stesso, sono crudeli come Boethiah, calcolatori come Molag Bal, e folli come Sheogorath". Hale il Devoto introdusse così, dilungandosi, quattro dei lord deadra negli annali scritti.

    Ma i documenti scritti non sono dopo tutto il metodo migliore per fare ricerche sull'Oblivion e i daedra che vi abitano. Coloro che tengono pratiche con i "daimon" raramente desiderano renderle pubbliche. Tuttavia, sparsi nella letteratura della Prima Era, si possono trovare cronache, giornali, annunci di streghe messe al rogo e guide per uccidere i daedra. Ho usato tutto questo materiale come fonte principale di informazioni. Sono attendibili almeno quanto i lord daedra che ho realmente invocato e con cui ho finalmente interloquito.

    Apparentemente, l'Oblivion è un luogo costituito da molte terre, da cui derivano i molti nomi che hanno per sinonimo l'Oblivion: Coldharbour, Quagmire, Moonshadow, ecc. Potremmo correttamente supporre che in ciascuna terra dell'Oblivion regni un principe. I principi daedra, i cui nomi ricorrono assai sovente negli antichi scritti (sebbene questa non sia una prova infallibile della loro autenticità o della loro esistenza) sono i summenzionati Sanguine, Boethiah, Molag Bal e Sheogorath, oltre ad Azura, Mephala, Clavicus Vile, Vaernima, Malacath, Hoermius (o Hermaeus o Hormaius o Herma, non sembra esistere un'unica ortografia accettata) Mora, Namira, Jyggalag, Nocturnal, Mehrunes Dagon e Peryite.

    In base alla mia esperienza, i daedra sono molto vari. È quasi impossibile classificarli nell'insieme tranne che per i loro immensi poteri e la loro inclinazione all'estremismo. Per quanto possibile, in alcuni casi ho cercato di farlo per mera convenienza accademica.

    Mehrunes Dagon, Molag Bal, Peryite, Boethiah e Vaernima sono fra i più demoniaci dei daedra, nel senso che i loro campi d'azione sembrano essere di natura distruttiva. Gli altri daedra possono, naturalmente, essere altrettanto pericolosi, ma raramente per il puro gusto di distruggere, cosa che contraddistingue invece i cinque suddetti. E i primi cinque sono ben diversi in fatto di distruttività. Mehrunes Dagon sembra preferire i disastri naturali, terremoti e vulcani, per sfogare la sua collera. Molag Bal predilige l'uso di altri daedra e Boethiah ispira le armi dei guerrieri mortali. Il campo d'azione di Peryite sembra essere la pestilenza e quello di Vaernima la tortura.

    In preparazione al prossimo scritto di questa serie, farò ricerche su due argomenti che mi hanno affascinato fin dall'inizio della mia carriera di studioso dei daedra. Il primo riguarda un particolare daedroth, forse un altro principe daedra, menzionato in molti articoli degli incunaboli come Hircine. Hircine è stato definito il Cacciatore dei Principi e il Padre degli Uomini-bestia, ma devo ancora trovare qualcuno in grado di invocarlo. L'altro obiettivo che mi prefiggo, e forse il più incerto, è di trovare un metodo pratico per i mortali di passare all'Oblivion. La mia filosofia è sempre stata di temere solo ciò che non capiamo ed è con questo pensiero fisso in mente che ho sempre perseguito i miei obiettivi.
     
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  18. Varil

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    Rislav il Virtuoso


    di
    Sinjin



    Come tutti i veri eroi, anche Rislav Larich non prometteva bene, all'inizio. Sappiamo, dalle cronache del tempo, che la notte della marea del plenilunio del 448° anno della Prima Era, la notte in cui nacque, faceva stranamente freddo, considerata la stagione, e che sua madre, la Regina Lynada, morì pochi istanti dopo aver visto il figlio. Le cronache non ci raccontano, invece, se fosse amato da re Mhorus di Skingrad, suo padre, il quale aveva già numerosi eredi: tra cui tre maschi e quattro femmine prima di lui nell'ordine dinastico.

    La sua esistenza fu talmente anonima che sui primi vent'anni di vita non è stato riportato nulla. Supponiamo che abbia ricevuto un'educazione simile a quella di qualsiasi altro "principe di secondo rango" della parte occidentale di Colovia e che gli siano state insegnate le arti della caccia e della guerra da precettori ayleid. Etichetta, istruzione religiosa e arte di governare rientravano raramente nell'educazione di un principe delle alture e della vallata più civilizzata di Nibenay.

    Si fa, invece, un breve riferimento a lui e alla famiglia nei documenti riguardanti l'incoronazione dell'Imperatore Gorieus avvenuta il 23 Luce dell'Alba 1E 461. La cerimonia si tenne al tempo delle dottrine alessiane di Marukh e non prevedeva, quindi, alcuna forma di festeggiamento. Tuttavia, il tredicenne Rislav fece da testimone a uno dei maggiori personaggi della storia. La Bestia di Anequina, Darloc Brae, rappresentava il suo regno conferendo grande onore all'Impero. Vi prestavano servizio il capitano di Skyrim Kjoric il Bianco e suo figlio Hoag. Inoltre, nonostante l'intolleranza dell'Impero nei loro confronti, erano presenti anche elfi, il chimer Indoril Nerevar e il dwemer Dumac Dwarfking come rappresentanza diplomatica di Resdayn e tutti vivevano in relativa pace.

    I documenti citavano anche un giovane mer al servizio della corte imperiale di High Rock, il quale sarebbe diventato famoso insieme Rislav. Ryain Direnni.

    Non abbiamo alcuna certezza circa il momento in cui si sarebbero incontrati i due giovani, più o meno coetanei. Ryain viene lodato come grande proprietario terriero, che avrebbe poi acquistato l'Isola di Balfiera nella Baia di Iliac e conquistato piano piano tutta High Rock e gran parte di Hammerfell e Skyrim. Di Rislav, invece, non viene registrato nulla per altri diciassette anni. Possiamo solo fornire supposizioni sulla base dei seguenti fatti.

    Si sa, per esempio, che i figli dei re sposano i figli di altri re per stringere alleanze. I regni di Skingrad e Kvatch guerreggiarono per tutto il quinto secolo per contendersi dei territori che entrambi rivendicavano, fino alla pace del 472. Non ci sono giunte testimonianze sui termini del patto, ma poiché sappiamo che il Principe Rislav si trovava alla corte di Kvatch sei anni dopo come marito di Balene, la figlia di re Justinius, è facile dedurre che la pace fu siglata grazie al loro matrimonio.

    Arriviamo così all'anno 478, quando una grave pestilenza travolse Cyrodiil e sembrò accanirsi in particolare nell'indipendente parte occidentale di Colovia. Tra le vittime ci fu anche re Mhorus e il resto della famiglia reale di Skingrad. L'unico fratello di Rislav che sopravvisse, Dorald, si salvò solo perché si trovava nella Città Imperiale come sacerdote di Marukh. Dorland, in quegli anni, tornò nella città di origine per essere incoronato re.

    Per quanto riguarda questo personaggio, ci sono pervenute le seguenti informazioni. Secondogenito del re, aveva un animo semplice ed era estremamente pio. Tutte le cronache del tempo sottolineano la sua gentilezza e bontà d'animo, parlano inoltre della visione che ebbe da piccolo che lo portò, con il benestare del padre, alla Città Imperiale e poi al sacerdozio. La chiesa di Marukh, ovviamente, non faceva distinzioni tra questioni politiche e spirituali. La religione che predicava era la religione dell'Impero alessiano e insegnava che opporsi all'imperatore equivaleva a opporsi alle divinità. Detto questo, non stupisce il comportamento di Dorald quando divenne re dei territori indipendenti di Skingrad.

    L'editto che promulgò al suo insediamento prevedeva la cessione del regno all'Impero.

    La reazione della popolazione fu di sgomento e di sdegno, in particolar modo presso la corte di Kvatch. Rislav Larich, ci viene riferito, raggiunse allora il regno del fratello accompagnato dalla moglie e da una ventina di membri della cavalleria del suocero. Non era certo un esercito minaccioso, nonostante quanto riportato dalle cronache, ma non fu difficile per loro sconfiggere le guardie inviate da Dorald. In realtà non ci fu una vera battaglia perché i soldati di Skingrad erano contrari alla decisione del nuovo re sulla rinuncia all'autonomia.

    I fratelli si affrontarono nel cortile del castello in cui erano cresciuti.

    Secondo l'uso coloviano, non ci furono né processo, né accusa di tradimento, nessuna giuria e nessun giudice: solo un boia.

    "Tu non sei mio fratello!", gridò Rislav Larich all'avversario poco prima di staccargli la testa con un sol colpo. Fu incoronato re di Skingrad che ancora reggeva in mano l'ascia insanguinata.

    Re Rislav non aveva alcuna esperienza militare ma le cose erano destinate a cambiare. Nella Città Imperiale si diffuse presto la notizia che Skingrad, una volta spontaneamente offerta, ora veniva riconquistata con la forza. Gorieus era stato un valido guerriero prima di salire al trono e nei suoi diciassette anni di Impero non era certo regnata a lungo la pace. Solo otto mesi prima dell'assassinio di Dorland e dell'ascesa di Rislav, infatti, Gorieus e l'esercito alessiano avevano dovuto affrontare un altro degli ospiti alla sua incoronazione, Kjoric il Bianco, nei campi del gelido nord. Il capoclan di Skyrim perse la vita nella Battaglia di Sungard. Mentre la coalizione dei capitani era impegnata nella nomina di un nuovo leader, Cyrodiil sancì l'annessione dei territori meridionali di Skyrim.

    Insomma, l'Imperatore Gorieus sapeva come trattare con i vassalli ribelli.

    L'esercito alessiano avanzò a occidente "come un'ondata di morte", secondo un'espressione spesso usata nelle cronache dell'epoca, con forze di molto superiori a quelle richieste per conquistare Skingrad. Gorieus non poteva immaginare una battaglia di quel genere. Rislav, come detto, aveva ben poca esperienza militare e quella di regnante non era certo superiore. Il suo regno e tutta la parte occidentale di Colovia erano appena stati decimati dalla peste. Gli alessiani si aspettavano una semplice schermaglia e una facile resa.

    Rislav si preparava alla guerra. Ispezionò velocemente le truppe e preparò dei piani di attacco.

    Le cronache, che fino ad allora avevano ignorato Rislav, ora cominciarono a dedicare un'attenzione persino esagerata al suo aspetto fisico. La qualità letteraria di tali passi è sicuramente scarsa ma ci vengono forniti molti dettagli interessanti. Il re indossava, a esempio, una corazza finissima, visto che nei territori coloviani risiedevano i migliori artigiani del cuoio di Tamriel (al tempo le corazze erano solo di questo tipo). La cotta klibanion del re era di cuoio bollito e incerato (per aumentarne la resistenza), ricoperta di punte lunghe un pollice e di colore castano carico. Era portata sopra una tunica nera e ricoperta da un mantello nero. La statua di Rislav il virtuoso, che ora si può ammirare a Skingard, riproduce le sembianze un po' artefatte ma abbastanza accurate del re, a parte la corazza. Nessuno infatti avrebbe mai indossato una corazza così leggera nella parte occidentale di Colovia, nemmeno un bardo per andare al mercato. Ma, in realtà, tale statua riproduce l'equipaggiamento personale più importante di Rislav: il falco e il veloce cavallo.

    Le piogge invernali scrosciarono sulle strade verso sud portando ondate di fango da West Weald a Valenwood. L'imperatore prese la strada verso nord e re Rislav, con un piccolo seguito di guardie, lo raggiunse su un passo a bassa quota ora noto come Via dell'Oro. Dicono che l'esercito dell'imperatore fosse talmente numeroso da essere udito dalla Bestia di Anequina a centinaia di miglia di distanza e che il sovrano, nonostante tutto, tremasse di paura.

    Rislav, invece, non tremava affatto. Con estrema gentilezza riferì all'imperatore che la sua gente era troppo numerosa per trovare posto nel piccolo regno di Skingrad.

    "La prossima volta", aggiunse Rislav, "avvisa prima di venire".

    L'imperatore, come tutti i sovrani alessiani, non aveva molto senso dell'umorismo e credette che Rislav fosse posseduto da Sheogorath. Ordinò, allora, di arrestare quel povero pazzo. A questo punto il re di Skingrad alzò il braccio e il falco prese il volo. Questo era un segnale per l'esercito: gli alessiani erano tutti all'interno del passo a portata delle frecce nemiche.

    Re Rislav e la guardia cavalcarono velocemente verso occidente come se fossero stati "baciati dal selvatico Kynareth", come riportano le cronache. Non osava guardare alle sue spalle ma il piano stava funzionando. L'estrema parte orientale del passo era bloccata da massi imponenti che obbligavano gli alessiani a dirigersi a occidente. Gli arcieri di Skingrad fecero piovere frecce sull'esercito imperiale rimanendo al sicuro sulle alture circostanti. L'Imperatore Gorieus, furioso, inseguì Rislav fino alle alture lasciandosi Skingrad molto alle spalle, mentre il suo esercito perdeva sempre più uomini.

    Nell'antica foresta delle alture, l'esercito imperiale fu sorpreso da quello del suocero di Rislav, il re di Kvatch. Gli alessiani erano in numero superiore ma fiaccati e con il morale a terra a causa della pioggia di frecce. La battaglia durò un'ora, dopodiché si ritirarono a nord in quella che oggi viene definita la riserva imperiale; da qui proseguirono verso nord e verso est per raggiungere Nibenay e riprendersi dalle ferite e dall'umiliazione.

    Questo era l'inizio della fine dell'egemonia alessiana. I re della parte occidentale di Colovia si unirono a Kvatch e Skingrad contro le incursioni imperiali. Il clan Direnni, guidato da Ryain, decise di bandire la religione della Riforma Alessiana da tutti i suoi territori di High Rock e iniziò a spingersi nelle terre imperiali. Il nuovo capoclan di Skyrim, Hoag, soprannominato "l'uccisore di mer", si unì alla resistenza sebbene condividesse la xenofobia ufficiale dell'Impero. Il suo erede, re Ysmir Wulfharth di Atmora, proseguì la battaglia dopo la morte del padre, assicurandosi un posto nella storia.

    E fu così che l'eroico re di Skingrad, che affrontò l'esercito dell'imperatore praticamente da solo e ne determinò l'annientamento, si meritò il soprannome di Rislav il Virtuoso.
     
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  19. Varil

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    Lamento per Pelinal (fonti esterne: Micheal Kirkbride)


    [Gli studiosi hanno opinioni contrastanti sul fatto che il famoso lamento di Morihaus appartenga ai volumi frammentari de "La Canzone di Pelinal" o alle cosiddette memorie del toro-dio, "L'Adabal-a". Certamente potrebbe appartenere ad ambedue, dato che entrambi i testi celebrano il grande affetto tra questi due immortali. La storia e l'indecisione, tuttavia, hanno fatto piombare il "Lamento per Pelinal" nella relativa oscurità delle fonti secondarie associate alla Ribellione Alessiana.]

    E il toro Mor volò dalla Presa,
    Dove i re alieni avevano lasciato Pelinal, Otto Parti,
    Il senno di Mor vacillava per il dolore, borbottando sciocche parole
    Sullo stracciare le cime degli alberi, sul mandare le foglie del sud
    Come la pioggia di sua madre - Figlio della Dea del Cielo
    E improvvisamente fu una tela di caduta
    Perché le sue corna erano spirali di sangue
    Che sembravano dipingere sul suo capo due occhi nefasti

    Il colore del tuono colpì il bordo del fiume,
    Che si sorprese, tumultuoso
    Questa era la luce della perdita per lui
    Questa era la sua follia approdante
    Dati il suo punto-zoccolo
    E tutta la traiettoria del preso-via
    Piegati verso l'interno, diretti verso una fine

    Pelinal-ada, di nuovo partizionato, quale eco è
    Insoddisfatta ancora?
    Di chi è tale sogno borbottante e ubriaco?
    Vorrei rompere la bussola della mappa
    Ah, se potessi diventare bussola io stesso in un ottone migliore
    E se la mia pelle stessa diventasse campagna
    Potrei contenere ogni pezzo di te
    Che essi hanno nascosto,
    Per evocare un prezioso ritorno
    Della tua scema risata

    Se potessi assicurarmi che le stelle rudi
    Delle nostre casate persistenti
    Non siano già nell'atto convulso del rifare
    Avide, eppure marcianti come un soffice amore
    Che appartiene al di fuori delle mani
    Fatte rapidamente a sacro sepolcro, con passi-di-candela
    In modo da non svegliare il non addormentato
    Schiocco di scrupolo di insetti

    Pelinal-ada, giaci nella più lunga delle quieti,
    Rendendo meno facile stare qui tra
    I campi d'onda del tempo,
    Dove le forme preferiscono adornare le idee, piuttosto
    Che il folle altro del paradiso
    Il cui drappeggio ora sempre, sempre
    Plasma quegli scopi verso il modello regolare

    Chi ci ha impostati all'auto-tracotanza, verso i nastri bruciati
    Di una fuga affine?
    Quale tremito farebbe peggio di così?
    Se il mio stesso disuso potesse imprimere l'estate
    Indietro nella tua pallida scomparsa,
    Solleverei di nuovo questo zoccolo, assegnato?
     
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