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Don't call me VIDEO GAME

Discussione in 'Videogiochi' iniziata da awar, 18 Agosto 2022.

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  1. awar

    awar Livello 1

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    Salve a tutti, da una recente discussione di un altro post in questo forum è venuto fuori che effettivamete la terminologia che è stata sempre utilizzata per identificare l'opera interattiva di cui tutti fruiamo è molto fuorviante, a mio avviso, per i motivi che riporto anche qui:

    Purtroppo dopo i 12/13 anni (più o meno) ogni soggetto vuole sentirsi "grande" e se il fruitore di un IVE deve sentirsi ripetere il termine gioco in ogni dove andando a toccare quella parte del subconscio che effettivamente fa considerare un IVE solo come un gioco porterà dentro di sè sempre la sensazione di star facendo qualcosa di sbagliato perchè non è da "grandi".
    Inoltre anche i tutori dei soggetti più piccoli saranno sempre contrari a far fruire i propri "tutelati" di un opera interattiva perchè nella loro mente con il termine video-GIOCO sarà sempre presente l'immagine di qualcuno che sta li deduto a terra a giocare con le macchinine o le bambole, giochi appunto.

    Cè anche da sottolineare come io non stia inventando niente o non voglia rivoluzionare niente tant'è che se si usa un dispositivo da mettere in testa con relativi joypad si parla di realtà virtuale pur fruendo della medesima opera però essendoci la parola realtà non suona più tanto come giochino.

    Secondo me gli step che portano ad un successo di questo tentativo di sesibilizzazione di tale problematica sono i seguenti (sempre opinabili) :
    • Decidere tale terminologia in questa discussione;
    • Creare una wiki nella quale si spiega il cambiamento sia in italiano che in inglese (ci vuole veramente poco);
    • Mandare delle mail (tanto sono sempre in bella vista per i rapporti commerciali) ai vari streammer e/o youtuber e/o tiktoker e chi più ne ha più ne metta, nel quale si spiega la nostra iniziativa;
    • Utilizzare noi stessi sempre tale terminologia ovunque e armarsi di pazienza nonchè discutere nelle varie chat del perchè sia più corretto utillzare tala terminologia piuttosto che la vecchia fuorviante.
    Come è facile intuire dall'intero post io la mia proposta la faccio con l'acronimo I.V.E. che sta per Interactive Video Experience.

    Attendo le vostre :)
     
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  2. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Esperienze/opere digitali interattive (?)
     
  3. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Io uso "digital games" per includere anche giochi che teoricamente potrebbero non avere il video, me escludere tutto quello che è analogico. Vedo in generale anche gli altri accademici continuano a usare "giochi" in qualche forma.
    Il fatto è che nella stragrande maggioranza dei casi pur sempre di giochi si tratta, che si parli di FIFA o Torment, anche perché altrimenti si può fare confusione con quella che chiamano "game art" o "art games", e poi c'è l'arte interattiva, etc. Lì si parla soprattutto di installazioni da galleria, che sono formati decisamente diversi da un gioco.
     
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  4. awar

    awar Livello 1

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    Ma il mio intento è quello di togliere proprio la terminologia giochi/gioco perchè è proprio questo a sminuire l'opera

    A questo punto anche un film è un gioco visto che sempre di intrattenimento parliamo, è un gioco non interattivo.
    Oppure anche la realtà virtuale è un gioco
    Il multiverso è un gioco
    Anche un romanzo è un gioco, se vogliamo, dove per intrattenersi il fruitore del libro si immedesima nel protagonista e ne vive l'esperienza descritta al suo interno.

    Film, multiverso, realtà virtale, romanzo non danno l'idea di un utilizzo fruibile solo da bimbi mentre il "videogioco" per colpa di quella parola "gioco" diventa fuorviante non facendo balzare subito agli occhi la reale opera d'arte che quest'ultimo potrebbe essere.
     
  5. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Non necessariamente.
    Giocare non vuol dire solo intrattenersi, presume un coinvolgimento diretto del giocatore.
    No, la realtà virtuale è una tecnologia. Molto spesso applicata ai giochi, ma è una cosa diversa, sarebbe come dire la grafica 3D è un gioco.
    Brian Upton ha scritto che volendo si possono analizzare anche media lineari come la letteratura da una prospettiva di gioco, in quanto due lettori diversi arrivano alla fine del libro in maniera diversa ed hanno esperienze diverse. Ma è più in termini di analisi più che di classificazione.
    Secondo me ti stai facendo problemi che ormai sono risolti. Ci sono videogiochi nei musei e musei di videogiochi, sono studiati nelle università, ci sono dozzine di conferenze e giornali accademici in tutto il mondo. Anche senza guardare solo all'ormai gigantesco giro economico, il riconoscimento artistico e accademico c'è. Tra l'altro l'Italia è uno dei paesi più all'avanguardia da questo punto di vista.
     
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  6. MOB2

    MOB2 Profetessa Skaragg

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    Prendo spunto dall'intervento di @Mesenzio per chiedermi per quale motivo dovremmo considerare il gioco e l'attività ludica come qualcosa di negativo, limitante, riduttivo, come se non potesse essere invece un elemento fondamentale non solo per la formazione e la crescita in un determinato periodo della vita ma anche per tutta la vita.

    Ovviamente il discorso è sul gioco in generale, ma non vedo motivi per non applicarlo anche ai videogiochi.

    Permettetemi di citare alcune frasi della voce "Gioco" di Wikipedia.

    "Il gioco è diventato lo strumento principale che accompagna la crescita e lo sviluppo del bambino. Il normale sviluppo delle capacità umane, così come la normale crescita degli animali superiori, è strettamente collegato alla quantità e alla qualità dei giochi che questi hanno la possibilità di attuare durante il loro sviluppo. Per tale motivo l'essere umano, che si trova sul più alto gradino della scala evolutiva, gioca molto anche da adulto, giacché anche l'adulto ha bisogno di momenti di evasione, rilassamento, scambio, confronto, arricchimento.

    Durante l'età evolutiva il gioco svolge svariate funzioni di tipo motorio, intellettivo, sociale, emotivo, affettivo. In particolare il gioco permette al bambino di allenare la mente e il corpo, sviluppare la fantasia, controllare l'emotività. Giocando s'impara a socializzare e comunicare in maniera efficace e adeguata sia con i coetanei, sia con gli adulti. Il gioco permette, inoltre, lo scambio immediato di cultura, informazioni e strategie tra le vecchie generazioni e le nuove. Non sono da trascurare. infine gli effetti terapeutici del gioco nelle tante occasioni nelle quali il bambino per motivi vari presenta disturbi psicologici più o meno gravi.
    "


    "Gregory Bateson, invece, individua l'essenza del gioco nel suo essere metalinguaggio: dato che i giochi sono qualcosa che "non è quello che sembra", perché un'attività ludica sia veramente tale ogni giocatore deve poter affermare: "Questo è un gioco", cioè ci deve essere la consapevolezza che l'azione è fittizia e che "meta-comunica" questa sua finzione. La metacomunicazione, quindi, per Bateson serve per rivelare la natura del "come se" del gioco, e la sua creazione di un mondo irreale in cui azioni fittizie simulano azioni reali."

    Interessante anche questa storia del "come se", che permette attraverso la simulazione di vivere esperienze anche in circostanze che non si possono oggettivamente realizzare in concreto. Trovo questo aspetto uno dei più importanti nel gioco. Quante vite diverse abbiamo vissuto in tutti i giochi che abbiamo fatto, quante ne possiamo vivere ancora, e quanto possiamo imparare da tutte queste vite vissute?

    E anche la psicologia non è stata da meno, a quanto pare:

    "Per molto tempo si sono contrapposte sull'argomento due teorie praticamente opposte: quella del "post-esercizio" di Edward H. Carr, per cui l'attività ludica servirebbe a ottimizzare una nuova dinamica comportamentale, e quella del "pre-esercizio" di Karl Groos, che vede il gioco come momento propedeutico alla vita adulta.

    Queste due teorie sono state armonizzate da Jean Piaget, che riconosce al gioco una funzione centrale nello sviluppo di una sfera cognitiva personale e della personalità.

    Un ulteriore affinamento dell'interpretazione dell'attività ludica viene dallo psicologo russo Lev Vygotskij, che considera il gioco anche come forza attiva per l'evoluzione affettiva ed umana del ragazzo, non solo cognitiva come in Piaget.

    Vygotskji critica anche le visioni del gioco come attività non finalistica e non produttiva, in quanto, seppur atto totalmente gratuito, costituisce un eccezionale elemento di crescita e di definizione della struttura di personalità in tutti i suoi aspetti
    ."

    Personalmente non ho mai considerato il gioco con una connotazione negativa. Ritengo anzi che sia un'attività fondamentale, non solo durante la crescita, ma sempre. Ci sono età in cui giocando si simulano le attività degli adulti, come vediamo tra i bambini e i ragazzi. Poi ci sono età in cui si simulano vite diverse, relazioni diverse, interazioni con realtà diverse. E questo fa crescere l'essere umano, lo arricchisce ulteriormente.

    O forse pensiamo che la crescita abbia un periodo fisso e un termine? Io credo che la prospettiva di crescita dell'essere umano sia infinita, e per chi come me crede in una vita oltre questa, si estenda senza soluzione di continuità e senza alcun limite o termine. Quindi penso che il gioco sia qualcosa di essenziale per l'intera vita umana.
     
    Ultima modifica: 18 Agosto 2022
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  7. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Sono d'accordo, anche perché nel gioco si includono sport e competizioni, non certo limitate ai giochi da bambini. Alla fine la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha "Giuoco" nel nome. Non sport, non competizione, non "attività calcistica". Che poi non ci sia arte nel calcio siamo d'accordo, a me non piace nemmeno come semplice sport, ma se non altro non è considerato un nome riduttivo o derogatorio.
    Caillois chiama li chiama agon. Lui include anche arti come la danza nella categoria dei giochi, addirittura RPG perché si impersonano altri personaggi, quella che lui chiama mimesis.
     
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  8. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Sono totalmente d'accordo con @MOB2. Non vedo come l'attività ludica possa essere considerata come qualcosa di derogatorio, è qualcosa di stupendo, in tutte le sue forme, ed estremamente salutare. E la si ritrova perfino negli animali.

    E perfino su questo, credo si potrebbe obiettare :)
     
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  9. awar

    awar Livello 1

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    Ok, ok. Non avevo considerato la questione sotto il punto di vista che mi avete prospettato.

    In parole povere il problema non sta nel termine stesso ma nell'uso e nella concezione della parola nel soggetto che la pronuncia.

    In parole ancora più povere: se sei un ignorante prima di parlare informati così da avere la piena consapevolezza delle parole che usi. :emoji_grinning::emoji_grinning::emoji_grinning:
     
    Ultima modifica: 19 Agosto 2022
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  10. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Esattamente, il problema dei videogiochi come semplice intrattenimento o roba per ragazzini viene più dal fatto che sono nati come tali e solo poi evoluti in qualcosa di più elaborato, così come fotografia e cinema.
    Il fatto che esistano solo da mezzo secolo o giù di lì fa sì che questo sia ancora un pensiero radicato in molti.
     
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  11. Maurilliano

    Maurilliano Sopravvissuto al mare LiberaPay Supporter

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    capisco,
    quindi visto che ci sono i terrapiattisti, io devo classificarmi terrasferico?!
    ma non dovrebbero essere loro a cambiare?
    eppoi il gioco è una cosa molto seria, a tutte le età
    parere
     
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  12. alaris

    alaris Supporter

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    Parere condiviso
     
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  13. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Le scommesse sono ancora aperte se sia più antico @alaris o @f5f9 .
    Gli archeologi stanno investigando :emoji_kissing_heart:
     
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  14. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    in sè, in realtà non sminuisce niente, ma la maggior parte della ggente li mette ancora tra le attività "minori", quando non li demonizza perché "traviano la gioventù" (urca! :emoji_fearful:)
    prova a uscire un attimo dai giri elitari che frequenti e avrai delle tristi sorprese
    fai caso: nei media ufficiali (giornaloni, telegiornali ecc.) c'è sempre spazio per parlare di cinema, premi letterari ecc. ma i vg restano cenerentole, negli ultimi mesi ho visto articoli su Corsera e Stampa solo sul fenomeno Stray...e basta, di The Witcher parlano della serie televisiva ma non dei vg...
    ovviamente non dovremmo
    è la prima attività che ci insegna a prendere coscienza e a imparare, quando si smette si comincia a morire
    già
    upload_2022-8-20_22-16-3.jpeg
     
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  15. Mesenzio

    Mesenzio Contemptor Deum Editore

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    Ma lo so che c'è ancora tanta gente che li considera solo "giochini", ma secondo me è anche normale per un medium così nuovo. Presumo lo stesso si possa ancora dire dei fumetti, anche se Eco li aveva sdoganati già negli anni sessanta.
    Il fatto è che ormai la traiettoria è impostata ed i riconoscimenti istituzionali (e commerciali, ovviamente) sono già arrivati.
    Va bè, se mi prendi il fondo del barile...:emoji_smiley Poi è anche normale visto che ci sono più premi letterari e cinematografici che di videogiochi.
    E anche lì, ogni tanto ho visto nomi come Matteo Bittanti apparire su quotidiani nazionali (dai quali mi tengo di solito ben alla larga).
     
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  16. Maurilliano

    Maurilliano Sopravvissuto al mare LiberaPay Supporter

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    in realtà, non ci vedo niente di strano porsi in maniera critica, rispetto il medium videogame, internet e social
    anche sulla televisione in passato c'è stato: i ragazzi guardano troppa tv, la tele bambambam, bambambam
    pur essendo io un videogiocatore, non riesco a non avvertire un pericolo sociale: noi giocavamo a pallone, stavamo al muretto con le comitive, andavamo in bici, col motorino, motocicletta e poi in auto
    suvvia, ritengo sia 'pienamente' legittimo avere dei dubbi e di conseguenza porsi delle domande
    come detto sopra da @Mesenzio , hanno già i loro riscontri mediatici, economici e commerciali
    mica tutti possono salire sul carro: quanto sono belli i vg
    parere
     
    Ultima modifica: 21 Agosto 2022
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  17. Alena Slowhand

    Alena Slowhand Livello 1

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    I videogiochi richiedono anni di sviliuppo e talento. Purtroppo le donne (spesso le compagne, perché pensano che la vita risiede nell'attività lavorativa per mantenere loro e i loro bimbi) sono indietro di cervello e classificano come giochi veri e propri film interattivi.
     
  18. baarzo

    baarzo Supporter

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  19. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    e cosa ci sarebbe di male? per fortuna i generi sono infiniti (o quasi)