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Alice's indie Magazine

Discussione in 'Videogiochi' iniziata da Alice 0.8, 19 Aprile 2023.

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  1. Darth Vader

    Darth Vader Colui che tutto vede Amministratore

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    Grazie, siete molto gentili! Presto uscirà qualcosa di nuovo ;)
     
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  2. alaris

    alaris Supporter

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    Wow!
     
  3. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

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    Anzitutto ringrazio MOB per il suo precedente contributo a questa rubrica frizzantina.:emoji_thumbsup:
    La mia missione è sempre quella di proporre giochi stimolanti alla portata di qualsiasi hardware e a questo giro ci occuperemo di cose e persone che finiscono dimenticate, che è il tema portante di Forgotton Anne e del suo seguito sviluppati da Throughline Games.
    Forgotton Anne
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    Anne è una ragazza imprigionata in un luogo in cui vive tutto ciò che va perduto e dimenticato. In quanto tutrice dell'ordine si ritroverà a dover cercare di fermare una ribellione che impedisce a lei e al suo maestro, Bonku, di tornare nel mondo degli umani...
    Qui di solito non parlo di prezzi, però avendolo preso in saldo a due euri vi consiglio di approfittarne se vi piace il genere.
    Si tratta di un curioso ibrido tra un Avventura Grafica e un platform in 2.5D che ci farà immergere in un mondo dalle atmosfere ipnagogiche a metà strada tra 'Creaks' degli Amanita Design e 'La Città Incantata' di Miyazaki.
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    Poiché è un gioco fortemente narrativo ci sarebbe molto da dire sulla storia, ed è difficile farlo senza spoiler. Vi basti sapere che è caratterizzata da una certa tendenza a drammatizzare, tipica proprio di certe opere dello Studio Ghibli. Durante il vostro viaggio verrete messi di fronte a un buon numero di scelte non facili da prendere ma che purtroppo riguardano soltanto il fato di personaggi minori mentre la storia principale segue un decorso prestabilito e non c'è modo di alterarla. Personalmente avrei preferito che l'utente potesse stabilire con quale fazione schierarsi così da impostare una linea d'azione coerente per la protagonista che invece sarà guidata dalle tipiche virtù femminili proprie di una ragazza sensibile (cioè scelte fatte di pancia delle quali poi non accetta le conseguenze e finisce in preda a crisi isteriche deleterie di cui poi si pente quand'è troppo tardi). Ma ci sta che hanno voluto creare un personaggio principale intimamente combattuto e perciò pieno di contraddizioni; la storia in sé non è affatto male, con un tema di fondo intenso e sentito (lo sprofondare in un limbo dimenticati da tutti dove le uniche possibilità sono di lottare contro il destino per venirne fuori oppure rassegnarsi a non fare mai ritorno, e continuare a esistere solo come un ombra dentro un sogno che ha acquisito vita propria).
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    Anche i dialoghi sono di buona fattura, divertenti e ben recitati nel doppiaggio. La localizzazione italiana è altresì ottima anche se si perdono alcuni giochi di parole sulla natura degli oggetti animati che incontreremo e bisogna capire il parlato inglese per apprezzarli.
    Si poteva fare qualcosa di più in merito alla difficoltà: i rompicapi consistono nel guidare i flussi di energia per aprire porte oppure alimentare o meno determinati oggetti; meccanismo in sé carino ma dalle soluzioni quasi sempre banali e perfino nella parte finale, dove era lecito alzare l'asticella, manca un qualsiasi senso di sfida.
    In conclusione è un bel gioco questo Forgotton Anne: ci immerge in un mondo suggestivo e memorabile magistralmente disegnato ed animato a mano. Menzione d'onore per l'ottima colonna sonora interamente orchestrale e dal feeling cinematografico eseguita da una vera filarmonica.
    La longevità in base a quanto ve la prenderete comoda può variare dalle 5 alle 7 ore e sono presenti due differenti finali tra cui scegliere, entrambi piuttosto tragici.
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    Forgotlings
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    Se Forgotton Anne si può definire una piccola gemma poco conosciuta, questo recente Forgotlings pare non se lo stia filando proprio nessuno e stavolta un po' a ragione.
    I disegni stile anime Ghibli sono ancora una volta di qualità ma per il resto, tristemente, manca tutto ciò che rendeva il gioco precedente speciale: la storia non coinvolge, il gameplay è vuoto, i dialoghi sono sovrabbondanti e puerili, in più hanno pure cercato la svolta action aggiungendo un combat system. Ci poteva pure stare se non fosse che il combat system è, ad essere gentili, di terz'ordine e va a mietere quell'anima genuina e suggestiva da Avventura Grafica che era uno dei punti di forza di Forgotton Anne.
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    Stesso dicasi dell'atmosfera, diventata troppo da Studio Ghibli dei poveri, perdendo quel fascino da sogno oscuro e febbrile presente nell'altro gioco.
    Non direi che Forgotlings è da buttare perché artisticamente ha i suoi lati validi, tuttavia non mi ha preso dall'inizio alla fine per tante ragioni. In Forgotton Anne gli oggetti animati erano una metafora della condizione umana mentre qui sono semplicemente i protagonisti di un fantasy fine a se stesso. Tutto l'inizio è una lunga sequenza di dialoghi poco interessanti e quando comincia finalmente il gameplay vero e proprio questo si rivela piuttosto fiacco.
    Peccato, perché il team di talento ne possiede e si vede.
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    A presto! Giornate calde ci attendono... :emoji_dancer:
     
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  4. f5f9

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    è nella mia wish da anni
    e dopo, questa tua affermazione, ha scalato un mucchio di posizioni (lo sapete tutti che sono impedito...:emoji_disappointed:)
    questo proprio non lo conoscevo... pare interessante anche lui!
    domanda: come sono le fasi platform di questi giochi? (sempre per il fatto dell'Impedito" e pure del "negato per i salti" :emoji_confounded:)
     
  5. alaris

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    Impedito come me l'unico gioco con salti che sono riuscito a digerire è stato Super Mario land su super nintendo e su 3DS
     
  6. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

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    Molto semplici. Di salti davvero difficili non ce ne sono e in Forgotton Anne non si può nemmeno morire quindi anche se sbagli a saltare puoi ripetere in tutta tranquillità.
    Detto questo ben ritrovati con la prima settimana di inizio Luglio. L'episodio di oggi è dedicato ai viaggi per terra e per mare. “Per chi non sa verso quale porto è diretto, nessun vento è quello giusto”, disse un saggio usuraio stoico... ma di questi tempi è facile ritrovarsi alla deriva proprio malgrado e c'è poco da biasimare chi non sa dove sta andando. Ad ogni modo da sempre le aspettative ideali fanno a pugni con la realtà a prescindere dalla destinazione.
    Ciancio alle bande leviamo l'ancora.

    Spiritfarer
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    Caronte va in pensione potendo finalmente godersi il meritato eterno riposo e ti lascia il posto di traghettatore delle anime dei defunti.
    In Spiritfarer gestiremo un traghetto con lo scopo di condurre i morti verso il portale per l'oltrevita. Durante la traversata dovremo occuparci dei loro problemi irrisolti affinché essi possano lasciare l'esistenza terrena senza patemi d'animo e soprattutto soddisfare i loro capricci alimentari.
    A quanto pare è un gioco amatissimo dagli utenti ma io coi gusti della maggioranza faccio a badilate da quando ho memoria quindi al solito non mi esimerò dal muovere critiche.
    Nonostante l'idea di base sia ottima e i disegni molto belli, gli sviluppatori hanno voluto tirar su l'ennesimo farming simulator dove il traghetto funge da piattaforma upgradabile per pescare, coltivare, lavorare metalli e cucinare.
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    Il contrasto tra il mood del gioco e il suo tema portante (cioè il trapasso) è tra i più stridenti che abbia mai visto: l'ambientazione è talmente solare e i personaggi così pucciosi da fare invidia alle produzioni Nintendo più sciroppose. Anziché impersonare uno dei più evocativi archetipi dello psicopompo sembra di vestire i panni di Sampei che gestisce un servizio da crociera dentro un romanzo di Fabio Volo. Le anime dei defunti che caricate a bordo vi trattano come il loro cameriere personale e si lamentano sempre di qualcosa peggio di dei borghesi snob in vacanza. Francamente ho trovato il tutto insopportabile con l'aggravante che la componente gestionale è molto banale e povera d'azioni e diventa ben presto ripetitiva e monotona. Neanche come trama o dialoghi mi è parso interessante: i personaggi a bordo sono dissociati tra loro e ovunque si percepisce l'olezzo di una filosofia spiccia e pacchiana che in modo goffo e triviale vuole esorcizzare lo stesso argomento sul quale in teoria dovrebbe basarsi il gioco.
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    Non capisco cosa ci ha visto il pubblico per andarci in brodo di giuggiole ma visto che a moltissimi è piaciuto considerate il mio come un giudizio di nicchia. Personalmente non lo consiglio perché come gioco mitologico sull'aldilà ha ad essere cortesi un atmosfera estiva frescona che mi è parsa fuori luogo mentre se si cerca un farming simulator allora c'è la serie Story of Seasons, Stardew Valley e tanti altri titoli realizzati con meccaniche e design che reputo assai migliori.
    E' tradotto in italiano.

    FAR: Lone Sails

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    Lo scenario ricorda le ambientazioni ambigue e inquietanti dei Playdead (tipo Inside): abbiamo un protagonista di cui non sappiamo nulla tranne che cerca di sopravvivere in un mondo post-apocalittico disabitato e sta intraprendendo una singolare odissea a bordo di una specie di locomotiva a vapore per raggiungere un luogo sicuro. Il gameplay si basa appunto sul mantenere in funzione e guidare sempre in avanti questa grossa locomotiva tra numerosi ostacoli e peripezie.
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    E' un gioco simpatico ma dalla difficoltà a mio avviso insoddisfacente: i rompicapi sono davvero banali e l'unica cosa che vi rallenterà nella gestione di questo bestione è il suo enorme consumo di carburante che rivaleggia con quello di un jet a reazione. Il serbatoio si svuota ogni trenta secondi (non li ho contati ma siamo lì) e bisogna continuamente trovare per la mappa barili, casse e altra roba da dare in pasto a questa fornace insaziabile. I guasti che subirete non sono mai un problema in quanto a bordo c'è un saldatore per le riparazioni e un estintore per spegnere gli incendi e una volta usati il mezzo torna come nuovo senza mai subire danni permanenti. Questo se da un canto evita di recare frustrazione ai casual gamers, dall'altro rende la gestione del mezzo troppo superficiale.
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    Non c'è molto altro da dire: un bel concept ma realizzato in modo scarno. Preso per quel che è ci si possono trascorrere sopra un paio di serate assolutamente piacevoli. Tecnicamente è tradotto in italiano... ma dal momento che le uniche scritte del gioco sono quelle del menu non fa poi tanta differenza.

    Nel prossimo post avrei voluto trattare Child of Light ma siccome è stato sviluppato da Ubisoft, malgrado sia indie nello spirito, tecnicamente non è tale e quindi non posso recensirlo qui. Ne parlerò dunque nel topic sulle nostre piccole recensioni anche perché è uno di quei giochi che riflette appieno la mia idea secondo cui i big del settore, oltre ai prodotti di punta col graficone 3d, potrebbero differenziare maggiormente il loro catalogo sviluppando più titoli artistici simil-indie a basso costo e per ogni tipo di hardware.
     
    Ultima modifica: 2 Luglio 2026
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  7. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    grazie, ora sono più tranquillo
    finito prontamente in wish, proprio non lo conoscevo
    celo, ma non mi sono mai preso la briga di scaricarlo e provarlo :emoji_thinking:
     
  8. Alice 0.8

    Alice 0.8 Livello 1

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    Niente ferie per la rubrichetta, perciò riprendiamo senza indugio la nostra esplorazione di titoli indie freschi e con poche calorie (perché fa già abbastanza caldo).
    Graveyard Keeper
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    Tra le cose che possono non andare a genio dei giochi alla Stardew Valley è il loro rappresentare la vita rurale in modo quasi interamente sereno e idilliaco quando invece è piena di lati oscuri come chi ha vissuto in campagna sa benissimo. Graveyard Keeper abbandona la solarità e l'aura di bontà che caratterizza il genere e ci trasporta in un ambientazione medievale lugubre, ricca di miseria e pratiche immorali, raccontata come un incubo gotico da cui il protagonista invano vorrebbe svegliarsi. Un farming simulator inusuale dunque e lungi dall'essere un mero clone dark di Harvest Moon.
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    In teoria voi vestirete i panni di un becchino ma la cura del cimitero e relativa chiesetta sarà solo una minima parte delle attività che svolgerete e progredendo ce sono così tante che finirete per essere sovraccarichi di roba da gestire.
    Esiste un albero della tecnologia suddiviso in sei rami (alchimia, teologia, scrittura, crafting, forgiatura e farming) col quale si sbloccano gradualmente nuove attività e oggetti da fabbricare ma mentre potrebbe sembrarvi opzionale scegliere in cosa specializzarvi il gioco per progredire vi costringe a un percorso di sviluppo ben preciso e vi penalizza facendovi restare bloccati se decidete altrimenti, dandovi zero libertà nell'impostare la vostra run come vi aggrada.
    Su cosa bisogna fare per andare avanti vi viene spiegato pochissimo ed è uno di quei titoli che senza una guida sottobanco risulta per molti troppo cavilloso. La simulazione è suddivisa in settimane di sei giorni dove certi eventi avvengono solo in un giorno specifico e per ciascuno di essi, in una determinata location, è presente uno dei personaggi principali. Il problema è che se vi scordate di interagire con esso dovrete aspettare un intera settimana prima di avere la possibilità di rincontrarlo e questo assieme a tutto il resto rende la progressione nel gioco assai lenta e potenzialmente tediosa. Troppe volte il gioco trasmette la sensazione di volerti far perdere tempo di proposito rendendo inutilmente prolisso e macchinoso farti ottenere la qualunque.
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    Graveyard Keeper ha un indubbio charme, è interessante e pieno di idee ma non adatto a tutti: il suo grinding eccessivo e la pazienza che pretende dal giocatore potrebbero farvi rimpiangere i classici farming simulator, magari meno originali e variegati ma assai più immediati e semplici da capire.
    E' tradotto in italiano.

    The Pedestrian
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    Una volta, annoiata a morte in una sala d'attesa, ho immaginato che l'omino del cartello dell'uscita di emergenza prendesse vita e vivesse avventure tra le mura della sala. Chissà se The Pedestrian sia nato nella mente dello sviluppatore da una visione analoga. A prima vista potrebbe sembrare il tipico platform rompicapo ma la sua peculiarità è come il mondo in due dimensioni in cui il nostro omino stilizzato si muoverà per superare gli ostacoli sia un riflesso del mondo tridimensionale che ci sovrasta e come entrambi si influenzeranno vicendevolmente. L'interconnessione tra le due dimensioni e il modo in cui possiamo manipolare i cartelli delle stanze in cui il nostro personaggio si muoverà per collegare porte, scale e oggetti che richiedono alimentazione rende i puzzle intelligenti e mai noiosi.
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    Nel genere dei puzzle game è un titolo davvero carino con un ottima grafica e una bella soundtrack mai invasiva: ottimo se volete rilassarvi ma al contempo tenere il cervello acceso a riflettere.
    Non ci sono praticamente testi in game a parte le voci del menu quindi l'assenza dell'italiano è irrilevante.

    Ninja Gaiden Ragebound
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    Chiudiamo con un platform adrenalinico ottimo per chi ha voglia di azione.
    Sviluppato dagli autori di Blasphemous, Ragebound è una dichiarazione d'amore verso i vecchi platform arcade a scorrimento e ripropone lo spirito tradizionale della serie Ninja Gaiden senza snaturarlo in nulla, compresa la trama stile anime piacevolmente ingenua e la soundtrack che propone a fianco di pezzi inediti anche ri-arrangiamenti di classici come 'Unbreakable Determination'.
    E' un gioco tutta azione frenetica ma dove bisogna anche agire in maniera ragionata per anticipare gli attacchi dei nemici e sfruttare l'ipercarica per distruggere gli avversari corazzati. Non ci si annoia un secondo e i livelli sono disegnati molto bene: sembra un lavoro certosino opera di un team di altri tempi.
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    Molti utenti si sono lamentati della difficoltà quindi è doveroso chiarire questo punto: i livelli in sé non sono per niente difficili e i checkpoint risultano distribuiti in maniera abbastanza generosa. Ad essere impegnativi sono invece i boss di cui bisogna capire bene i pattern d'attacco (e anche dopo averli inquadrati schivarli non è sempre intuitivo); siccome Ragebound è un gioco che scorre a una certa velocità bisogna fare un po' di pratica. Ma davvero raga, stiamo parlando di Ninja Gaiden: andate a vedervi la difficoltà di quelli per NES e capirete che qui al confronto è una passeggiata nel parco. Le persone che oggi parlano dei Dark Souls come l'apoteosi della difficoltà dovrebbero andarsi a vedere gli standard dei giochi dei primi anni novanta che al confronto erano micidiali: i cabinati erano delle macchine mangia gettoni invincibili e pure i titoli per le prime console casalinghe richiedevano un impegno per essere portati a termine che ai giorni nostri ben pochi sviluppatori si sognerebbero di proporre. Angry Video game nerd ci ha fatto molte recensioni spassose sulla roba di quel periodo, alcune dedicate proprio a Ninja Gaiden.
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    Insomma, non vi vengo a dire che Ragebound sia facile perché effettivamente i boss sono degli ossi duri ma non c'è niente che con un po' di impegno non si possa superare. Il gioco vi sfida onestamente senza costringervi ad avvilenti tracking back: quando morite contro un boss di fine livello potete riprovarci immediatamente tutte le volte che volete finché non ci riuscite.
    Se vi piace il genere è davvero cool. Ha i testi in italiano.

    Alla prossima! :emoji_fist:
     
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  9. f5f9

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    celo
    e dopo la tua rece mi sa che mi deciderò a provarlo
     
  10. Alice 0.8

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    Quando mi viene l'influenza a 40 gradi e passo la giornata con la testa che mi gira, senza riuscire a respirare, col mal di gola e conati di vomito, penso che morire da piccoli non deve essere poi così male. Ma siccome sono una dark schopenhaueriana ortodossa (ne esistono solo 10 esemplari sparsi per il mondo, ognuna in possesso di un frammento del Cristallo) il suicidio non è contemplato come opzione.
    E niente, era solo per dire che dopo questo breve episodio la rubrichetta andrà in pausa per un po'. Le ragioni sono sostanzialmente due: anche dopo essermi ripresa dal malanno con questo caldo boia al meridione senza condizionatore non si può fare niente a casa, compreso videogiocare; inoltre pure il mio PC soffre queste temperature e lo posso tenere solo in idle.

    Framed
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    A metà strada tra un puzzle game e un film interattivo coi personaggi in silhouette, Framed è un esperienza simpatica e originale. Lo scopo è ordinare le inquadrature di ciascun livello nell'ordine corretto affinché i nostri protagonisti, avviata la simulazione, possano uscire incolumi da una vasta gamma di episodi rocamboleschi. Lo stile mescola un atmosfera classicamente noir con situazioni tipiche delle commedie del cinema muto di Buster Keaton mentre la colonna sonora è un piacevole mix tra sonorità jazzose ed elettroniche.
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    Noi non controlliamo i personaggi direttamente dunque ma siamo i registi dietro le quinte che, osservando le loro azioni, dobbiamo stabilire come sistemare le cose affinché i nostri possano cavarsela.
    Framed collection comprende entrambi i titoli della serie (un po' brevi a dirla tutta) e la traduzione italiana si limita al menu perché nel gioco non ci sono dialoghi. Carino per chi è alla ricerca di qualcosa di diverso che mescola assieme cinema e riflessione da rompicapo.
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    Apocalipsis
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    Harry, un ragazzo di umili origini, dopo che la sua amata Zula viene condannata a morte per stregoneria intraprende un oscuro e surreale viaggio per riportarla in vita.
    Sviluppato dai polacchi Punch Punk Games, Apocalipsis è un Avventura Grafica punta e clicca molto classica influenzata dalle opere prive di dialoghi degli Amanita Design anche se, per l'oscurità dei temi trattati, a me ricorda per certi versi il misconosciuto 'Tormentum: The dark sorrow' (con una notevole estetica alla Beksinki e sempre sviluppato da polacchi; lo consigliai in un topic antenato di questo).
    Apocalipsis è caratterizzato da uno stile grafico tutto fatto a mano, simile alle xilografie di fine medioevo e rappresenta scene abbastanza crude essendo ricco di paesaggi spettrali fatti di guerra, morte, peste e inferno.
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    Gli enigmi sono basati perlopiù su logiche semplici ed è una di quelle Avventure brevi completabile in poche ore. La voce narrante che introduce i vari capitoli è di Nergal, il cantante dei Behemoth, piuttosto celebre per chi conosce la scena metal. Conoscendo il personaggio e la sua crociata contro le superstizioni religiose (anche nel mezzo dei concerti), non mi sorprende che abbia deciso di collaborare a questo progetto di connazionali che in teoria tratta proprio questo tema. Dico in teoria perché in fin dei conti la trama è alquanto striminzita: si vorrebbe che le immagini parlassero da sole ma in verità non lo fanno più tanto.
    Tirando le somme, come Avventura Grafica di per sé risente di scenari un tantino statici e una narrazione ambigua e perlopiù assente. Tuttavia, grazie al suo stile grafico e alla sua atmosfera da incubo febbrile e inquietante, è un titolo che sa come rimanere impresso nella memoria dell'utente.
    Se vi piacciono i punta e clicca macabri tipici dell'Europa orientale, impregnati di suggestioni legate all'occulto, ve lo consiglio assieme al Tormentum che ho citato prima. I pochi testi presenti sono sottotitolati nel nostro idioma.
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    Chiudo qui, cari orsacchiotti poderosi.
    Nel prossimo episodio proporrò un viaggio nello stravagante (e un po' grottesco a dire il vero) mondo dei cartoni animati anni '30 ma ne riparleremo quando le temperature saranno scese un pochino e se sarò ancora viva.
     
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  11. Varil

    Varil Galactic Guy

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    Cioran direbbe che non importa suicidarsi perché tanto, in qualunque momento della tua vita tu possa farlo, è comunque troppo tardi
     
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  12. Alice 0.8

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    No ma anzi, oggi le temperature sono state di gran lunga più tollerabili rispetto ai giorni scorsi e anche di salute mi sto sentendo meglio.
     
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  13. f5f9

    f5f9 si sta stirando Ex staff

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    intrigante! non lo conoscevo ma l'ho immediatamente messo in wish
    fatto (tempo fa) e piaciuto assai
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